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La collezione Cerruti al Castello di Rivoli
Stefano Bucci
Corriere della Sera 8/7/2017

RIVOLI (TO). Un Don Bosco dellarte: questo era, secondo i suoi (rarissimi) amici, Francesco Federico Cerruti (1922-2015), lo schivo ragioniere torinese (genovese per per nascita e radici familiari) che solo per amore della bellezza e senza nessuno desiderio di ostentazione, ha messo insieme in settantanni di collezionismo un tesoro stimato (da Artnet) oltre 570 milioni di dollari. Un tesoro privato che, in base allaccordo tra il Castello di Rivoli e la Fondazione Francesco Federico Cerruti per lArte, ora ufficialmente passato sotto la cura, lo studio, la valorizzazione e la gestione del primo museo dArte contemporanea dItalia (il Castello di Rivoli, appunto, inaugurato nel 1984). Un progetto ambizioso, come lo ha definito ieri la direttrice di Rivoli Carolyn Christov-Bagargiev, che offre una prospettiva opposta a quella attualmente seguita da grandi istituzioni museali come il Met, il Louvre o lHermitage impegnate a storicizzare il contemporaneo: qui a Rivoli, invece il passato a diventare contemporaneo.

Un vita discreta, riservata, quella di Cerruti, imprenditore di umili origini che il padre, dipendente di una legatoria, obbligava a passare le ore del doposcuola rilegando, assieme alla sorella Andreina, i libri sul tavolo di cucina. Ma che, una volta entrato nellazienda di famiglia (la Lit) ne avrebbe fatto la fortuna grazie alla perfect binding , una tecnica made in Usa, che permetteva quella rilegatura senza cuciture che Cerruti avrebbe felicemente sfruttato per libri darte e guide telefoniche.

Lo schivo ragioniere riveler per, ancora giovanissimo, un grande amore per larte che coltiver aiutato da antiquari-collezionisti come Pietro Accorsi e che lo spinger a comprare tutto quello che gli piaceva: il primo tesoro sar un Kandinsky; lultimo la Jeune Fille aux roses di Renoir.

Quasi trecento tra dipinti e sculture dal Medioevo al contemporaneo; quasi duecento libri rari e antichi; oltre trecento tra mobili e arredi (come la scrivania con scansia del Piffetti): questi alcuni dei punti fermi di un vero e proprio viaggio nella storia dellarte che spazia dal Sassetta (suo il SantAgostino che Cerruti teneva in camera da letto) al Pontormo ( Ritratto di giovane uomo con libri ), da de Chirico ( Autoritratto metafisico ) a Bacon ( Studio per ritratto IX ), da Man Ray ( Ritatto di Henry Melville ) a Giulio Paolini( Ebla ).

Linaugurazione annunciata per gennaio 2019, al termine dei lavori di sistemazione e messa in sicurezza. Nel frattempo la collezione riposa in un caveau, lontana dalla piccola villa in stile provenzale, a un passo dal Castello di Rivoli, dove il Don Bosco dellarte avrebbe dormito una sola notte, colpito dalla (inevitabile) Sindrome di Stendhal.



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