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Roma, musical su Nerone, polemica per il palco montato sul Palatino
Gabriele Isman
11 luglio 2017, LA REPUBBLICA - ROMA

ROMA - Alla fine di kolossal rischiano di esserci soltanto le cause giudiziarie per il Divo Nerone, lopera rock con megapalco sul Palatino. Lo spettacolo iniziato il 7 giugno con una marea di polemiche per il palco monstre ha avuto soltanto una dozzina di repliche, prima di fermarsi per le richieste del Comune su decibel e orari e, soprattutto, quelle degli artisti e delle maestranze che hanno ricevuto soltanto due mensilit: la prima fu pagata attraverso una coop, la So.Vi.A., attiva nel settore delle pulizie e che solo di recente ha aggiunto anche lassistenza ai contratti nel mondo dello spettacolo.

Per i ritardi nei pagamenti degli stipendi, attori, ballerini, acrobati e figuranti dello spettacolo hanno deciso di rivolgersi agli avvocati Cristiana Massaro e Giacomo Ciammaglichella, mentre il regista Gino Landi, il direttore artistico Franco Migliacci e gli scenografi premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo hanno scelto un altro legale storico dello spettacolo italiano, Giorgio Assumma. Luis Bacalov, autore delle musiche, a Repubblica ha gi rivelato di non sapere nulla dellutilizzo di suoi brani nellOpera rock Divo Nerone.

Una storia di grandi promesse non mantenute, con molta apparenza palco da mille metri quadrati, biglietti fino a 250 euro e poca sostanza. La Nero Divine Venture, lazienda produttrice una societ priva sin dallinizio delle garanzie per poter assumere e onorare gli impegni di un progetto cos ambizioso. I circa 50 artisti che rappresento spiega lavvocato Massaro hanno deciso di rompere il silenzio che avevano scelto perch sperano nellintervento dellunico soggetto pubblico presente nellazionariato della Nero Divine, la Lazio Innova che ha gi versato 1 milione e 50 mila euro nelloperazione e che potrebbe rilanciarla. Resta da capire perch unazienda pubblica all80,5% della Regione Lazio e al 19,5 della Camera di commercio di Roma dovrebbe versare altri soldi in unimpresa che si finora rivelata un flop.

Gli artisti dice ancora Massaro hanno accettato di lavorare con paghe al minimo per la copertura istituzionale che il Divo Nerone poteva vantare con i patrocini dal ministero dei Beni Culturali, Regione Lazio e Comune di Roma fino allintervento di Lazio Innova. C poi da chiedersi come mai il Comune chieda soltanto una settimana dopo linizio delle 70 repliche annunciate di abbassare i decibel e anticipare lorario di chiusura dello spettacolo: prima non lo sapeva?.


Alla guida della Artisti associati & partners srl che detiene la maggioranza della Nero Divine Ventures ci sono Cristian Casella fratello di Marco che a lungo stato leader dei giovani di Forza Italia, senza dimenticare il pignoramento da 847.936 euro al partito di Silvio Berlusconi per contratti mai onorati con la 2B Team Group dei fratelli Casella e il produttore cinematografico Iacopo Capanna: per loro il valore dello spettacolo di 14 milioni di euro, come hanno dichiarato per portare il capitale sociale della Nero Divine Ventures da 10mila a 410 mila euro nel novembre 2016. Poi arrivata Lazio Innova e resta difficile comprendere dice ancora Massaro come la produzione, senza alcun background nei musical, sia riuscita ad avere accesso ai fondi pubblici, senza neppure sponsor privati che hanno anche cercato.

Una parziale risposta arriva proprio da Lazio Innova: a maggio il direttore Andrea Ciampalini scriveva al Corriere della Sera: Si definito incredibile e folle il nostro utilizzo di risorse pubbliche. Nessuno dei due appropriato parlando di investimento rischioso, come tutte le operazioni di venture capital e citando come elementi importanti per la scelta dellinvestimento qualit progettuale, potenzialit commerciali,innovativit del progetto per i servizi multimediali di realt virtuale correlati alla storia di Nerone e disponibilit e autorizzazione degli spazi concessi nel luglio 2016 e confermati nel marzo successivo dalla Soprintendenza speciale per il Colosseo e lArea archeologica centrale di Roma direttamente dipendente dal ministero
dei Beni culturali.

La produzione dice ancora lavvocato Massaro vuole riprendere le repliche il 7 agosto, e questo significherebbe richiamare artisti e maestranze ancora sotto contratto per le prove di uno spettacolo da rivedere nelle sue due versioni. Ma senza pagamento degli arretrati, gli artisti non saliranno sul palco. Casella ha promesso domenica un accordo, ma i lavoratori non sono pi disposti a dare credito alla produzione.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/07/11/news/la_grande_fuga_da_nerone_l_opera_rock_e_un_flop_con_i_soldi_pubblici-170491805/


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