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"Zeus in trono" al Mann, la cerimonia con Franceschini e Giulierini
15 luglio 2017 LA REPUBBLICA



"SONO felice di essere qui, dopo la tempesta dalla quale siamo usciti. Ci siamo molto preoccupati per le sorti di questo direttore che sta lavorando benissimo. Mi pare che Giulierini stia facendo un lavoro straordinario". Dario Franceschini ha appena chiuso la sera del 14 luglio la cerimonia di presentazione della statua marmorea di "Zeus in trono" nella sala 91 al secondo piano del Museo arcehologico: accanto a lui il direttore Paolo Giulierini.

Uno dei primi a vederla nella sua nuova location proprio il ministro dei Beni culturali, arrivato appositamente per ammirarla. la prima visita di Franceschini dopo il reintegro di Giulierini alla direzione. " un onore per me essere qui - dice il ministro - la statua un motivo d'orgoglio per le nostre politiche diplomatiche e per gli investigatori che sono riusciti a ritrovarla dopo una lunga indagine ". "Zeus in trono" accolto con una cerimonia nella sala del Toro Farnese.

A fare gli onori di casa c' Giulierini: " un onore per noi - dichiara- accogliere la statua al Mann, luogo simbolo dell'archeologia in Campania e virtuoso esempio internazionale di tutela dei beni culturali". "L'opera - annuncia Franceschini - rester a Napoli definitivamente: da sempre la politica del ministero riportare i reperti trafugati nel loro luogo di origine". Lunga e affascinante la storia dello "Zeus in trono", rubato a fine anni Ottanta e finito nel 1992 al Getty Museum. Alta 74 centimetri, risalente al I secolo, la statua era forse in una villa patrizia nella zona flegrea. rimasta sommersa in mare.

A raccontarlo sono gli artefici del suo ritrovamento, ospiti dell'evento al Mann: dai procuratori Nunzio Fragliasso e Vincenzo Piscitelli, al generale Fabrizio Carrarini, comandante della Guardia di Finanza in Campania, fino al colonnello Paolo Compagnone, a capo del nucleo di Polizia tributaria a Roma e il tenente colonnello Luigi Smurra, che ne dirige il Gruppo tutela mercato beni. Le indagini sono iniziate proprio nella capitale nel 2012, dopo il rinvenimento dei finanzieri di un frammento marmoreo a Bacoli, in un sito poi sottoposto a sequestro. "Da un reperto grande poco pi di un sasso - spiega Compagnone - grazie alle ricerche scientifiche con l'archeologa Daniela Rizzo e della soprintendenza, si capito come il frammento fosse compatibile proprio con la statua di Zeus, dato che una parte del lato destro dello scranno".



Il Getty ha restituito spontaneamente l'opera, durante una cerimonia al consolato generale d'Italia a Los Angeles, "confermando il lungo rapporto di amicizia che lega quell'istituzione al ministero dei Beni culturali", dice Fragliasso. La cerimonia di presentazione nello stesso giorno in cui si sono augurati i nuovi laboratori di restauro del museo, operativi gi da luned, sotto la direzione di Luigia Melillo. Sabato 15 una rappresentanza del Mann anche a Giffoni Fil Festival, per la presentazione dei suoi spot cartoon curati dal progetto Obvia.

La statua di Zeus in trono, databile verso il 100 avanti Cristo, rubata in Italia negli anni Ottanta e restituita dal Paul Getty Museum di Los Angeles. "La scelta del Mann - ha detto il direttore del Museo, Paolo Giulierini - un riconoscimento della rappresentativit di Napoli e della Campania".Per il ministro Franceschini, il ritorno della statua "nasce da una collaborazione tra Italia e Stati Uniti. Ed una restituzione che fa ritornare in Italia un pezzo di straordinaria importanza. Il recupero sta dentro quella strategia fatta in parte di azioni di polizia in parte di diplomazia per riportare qui quel patrimonio italiano che stato sparso nel mondo".

Nella stessa occasione, sono stati inaugurati nei locali del Mann quattro nuovi laboratori di restauro. I laboratori sono collocati nel "braccio nuovo" del museo, dove si sono conclusi i lavori strutturali del primo lotto. I quattro nuovi ed attrezzati gabinetti, consentiranno maggiori spazi per la formazione e la diagnostica, facilitando anche la movimentazione di materiali lapidei pesanti.I laboratori occupano complessivamente 689 metri quadrati della struttura aggiuntiva, detta il "braccio nuovo", realizzata nei primi anni trenta del Novecento dall'allora direttore Amedeo Maiuri. La struttura era divenuta inagibile ed era stata abbandonata a causa dei danni provocati dalla guerra e dalle infiltrazioni.

Il Dipartimento di Restauro (diciannove operatori, responsabile Luigia Melillo) tra i pi importanti centri di restauro del Sud Italia. Interviene anche su cantieri di scavo e ad esso confluiscono,
su richiesta di Soprintendenze territoriali, materiali archeologici che necessitano di lavorazioni specializzate quali vetri, metalli, avori. L'edificio ha anche un'ampia terrazza sulla copertura che da settembre sar utilizzabile per eventi, e comprende anche gli ambienti dove sar realizzato un auditorium da 285 posti (nel corpo centrale) e quelli destinati ai servizi al pubblico (biblioteca, esposizioni, eccetera) e ad un ristorante.



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