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San Marco chiusa, il test di Venezia
Gloria Bertasi
Corriere del Veneto 16/7/2017

In centomila per il primo Redentore blindato. Varchi e transenne, limitato laccesso alle rive

VENEZIA. Le rive contingentate, il divieto del vetro dalle 20 e tanti, tantissimi agenti a garantire la sicurezza. Venezia ha festeggiato ieri sera il suo primo Redentore blindato, con transenne nelle calli e vie di uscita con la scritta Exit. Prove generali di una citt a numero chiuso.

VENEZIA. Alle 17 il comandante dei vigili, di persona, sbucato tra le colonne del Todaro e di San Marco e, uno a uno, ha avvisato i titolari dei banchi di souvenir lungo tutta la riva che alle 18 dovevano chiudere. Mi raccomando, ha detto loro Marco Agostini. Tuttattorno un brulichio di turisti e operai che stavano disponendo le transenne a chiudere il salotto buono della citt ed evitare sovraffollamenti potenzialmente rischiosi. I divisori erano lungo i colonnati di palazzo Ducale, dalla Basilica del patrono fino al ponte dei Sospiri, lungo riva degli Schiavoni e allimbocco del molo di piazza San Marco, pronti ad accogliere un massimo di 60 mila persone, non di pi, come deciso da Prefettura, Comune e Questura a garanzia di sicurezza.

Ieri sera, Venezia ha festeggiato la notte famosissima, quella del ponte votivo tra le Zattere e lisola della Giudecca, dei fogh i delle 23.30, delle tavolate in riva tra bigoi in salsa e bovoeti (piatti tipici a base di pesce) e delle barche addobbate in bacino e in canale della Giudecca. la festa delle feste dellex Serenissima, che tutti anche chi si lamenta che Venezia diventata invivibile per via del turismo di massa celebrano nel pieno rispetto della tradizione. Ma ieri stato un Redentore diverso dal solito, meno anarchico (o improvvisato, che dir si voglia) e pi strutturato e controllato. Non che in passato la sicurezza fosse presa sottogamba (A Venezia organizziamo da sempre eventi, lesperienza ci ha insegnato a gestire i grandi numeri, dice orgoglioso Agostini) ma questanno, dopo il caos di piazza San Carlo a Torino e dopo gli attentati terroristici nelle capitali europee pi amate dai turisti, il ministero dellInterno ha diramato una direttiva in cui impone il massimo livello di safety e security. Che in italiano si traducono tutte con la parola sicurezza ma che sottendono, in realt, due diverse sfumature, ossia prevenzione e controllo. Ed entrambi si sono visti ieri a Venezia dove, per la prima volta al Redentore, lungo le rive stato introdotto il numero chiuso. Controllato, precisa il comandante. Una volta raggiunte le 60 mila persone, gli steward dovevano fermare cio gli accessi con una segnaletica ad hoc: Max capienza raggiunta. Lappartato di controlli e sicurezza e il cielo molto nuvoloso ha un po rallentato gli arrivi in riva e acqua ma in citt cerano comunque pi di 100 mila persone.

In piazzale Roma, dove il via vai di auto stato intenso per tutta la giornata e i parcheggi si sono riempiti ben due volte: di mattina e in via definitiva alle 17 quando i veicoli sono stati dirottati prima al Tronchetto e poi in terraferma, cerano militari, vigili e poliziotti e, dopo le 19, squadre anti-terrorismo. In stazione di Santa Lucia, gli agenti non si notavano, tanti erano i viaggiatori in arrivo. Per cerano e dalle 18, a campione, sono scattati anche controlli a borse e persone. Sul ponte delle Guglie una pattuglia di finanzieri faceva spola su e gi dal passaggio e i vigili erano spalmanti su tutta la citt. Turisti e veneziani parevano non accorgersi dei controlli portati ai massimi livelli, daltronde, fatto salvo i luoghi clou del Redentore dove cerano transenne, uomini e donne in divisa ben visibili e grandi cartelli con la scritta Exit a indicare i percorsi da imboccare dopo la festa, nulla dava a pensare che tutte le centrali operative di forze dellordine, vigili del fuoco e Suem 118 fossero al lavoro, che a palazzo Ducale ci fosse una cabina di regia della festa e che in strada tra volontari della protezione civile, agenti e vigili si arrivasse ad un piccolo esercito di quasi 500 persone. Controllo s, ma, appunto,sobrio.

Il primo Redentore blindato della citt non ha tuttavia spaventato giovani e famiglie e per tutto ieri muoversi a Venezia era praticamente impossibile. Vaporetti e bus pieni, parcheggi esauriti e calli e campi intasati. Un unico serpentone di persone, nel pomeriggio, univa la stazione di Santa Lucia a Rialto passando per Strada Nova e lungo le Mercerie verso San Marco. Una babele di lingue ed idiomi, look ed et. Stiamo gi andando in riva raccontava alle 16 un gruppo di ragazzi -, non abbiamo paura ma giusto che i controlli siano aumentati. Elegantissima unamericana, a San Marco, gi assaporava il gala al Danieli: Mi sento molto sicura qui tutto ben organizzato. Birra in mano un pap, con la bimba in passeggino, alle 19, scherzava: Per le 20 quando scatta il divieto del vetro belle finita. Tra le misure di sicurezza, il Comitato per lordine pubblico ha vietato luso di bottiglie e bicchieri in vetro (di solito banditi solo a Capodanno e Carnevale). I ristoranti e i bar hanno rispettato il divieto ma in riva, tra le tavolate, se ne sono intravisti diversi.

Il piano di ieri aveva anche un secondo fine, il controllo dei flussi. Di recente, il Comune ha approvato la sua road map per la gestione del turismo con lobbligo di prenotazione, dal 2018, per visitare San Marco. Ieri, steward con contapersone hanno conteggiato i passaggi sul ponte votivo e il Corila (associazione che unisce Cnr e atenei veneziani e di Padova) ha disposto telecamere e monitorato le celle dei telefoni per calcolare le presenze in centro storico.



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