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Cos il Pd d il via libera a ecomostri e cemento in Sardegna
di Paolo Biondani
18 luglio 2017 L'Espresso


Maxi aumenti di volume per hotel e lottizzazioni sul mare: il centrosinistra copia il piano casa di Berlusconi. Renato Soru insorge: "Il Pd ha tradito"

Il Pd di Berlusconi, pardon, il Pdl ha varato nel 2009 il famoso piano casa: pi cemento per tutti, senza regole e senza piani urbanistici, sfruttando un sistema di aumenti automatici di volume per la massa dei fabbricati esistenti. Ora la giunta del Pd che governa la Sardegna progetta un inatteso bis, sotto forma di piano alberghi: via libera con unapposita legge a nuove costruzioni turistiche, ecomostri compresi, perfino nella fascia costiera finora considerata inviolabile, cio spiagge, pinete, scogliere e oasi verdi a meno di trecento metri dal mare.

Il programma di questo presunto centrosinistra sardo di applicare proprio il sistema berlusconiano degli aumenti di volume in percentuale fissa (che premia con maggiori quantit di cemento i fabbricati pi ingombranti) a tutte le strutture ricettive, belle o brutte, piccole o enormi, presenti o future, compresi ipotetici hotel non ancora esistenti. Una deregulation edilizia in aperto contrasto con la legge salva-coste approvata dieci anni fa dallallora governatore Renato Soru e dal suo assessore allurbanistica Gianvalerio Sanna, cio con una riforma targata Pd che nel frattempo stata presa a modello da una generazione di studiosi, architetti, urbanisti e amministratori pubblici non solo italiani.


La contro-riforma odierna nascosta tra i cavilli del disegno di legge approvato il 14 marzo scorso dalla giunta regionale presieduta da Francesco Pigliaru, il professore di economia eletto nel 2014 alla testa del Pd. La normativa ora allesame finale della commissione per il territorio: lobiettivo della maggioranza di portare in consiglio regionale un testo blindato, da approvare in tempi stretti, senza modifiche, subito dopo lestate.

Sulla carta avrebbe dovuto trattarsi della nuova legge urbanistica che la Sardegna attendeva da un decennio per completare la riforma di Soru, con impegni precisi: stop alledilizia speculativa, obbligo per tutti i comuni di rispettare limiti chiari anche fuori dalla fascia costiera, per difendere tutto il territorio, fermare il consumo di suolo e favorire il recupero o la ristrutturazione dei fabbricati gi esistenti. Allarticolo 31, per, spunta il colpo di spugna: al fine di migliorare qualitativamente lofferta ricettiva, si auto-giustifica il testo di legge, sono consentiti interventi di ristrutturazione, anche con incremento volumetrico, delle strutture destinate allesercizio di attivit turistico-ricettive.

Il concetto chiave lincremento volumetrico: la norma approvata dallattuale giunta di centrosinistra, proprio come il piano-casa del governo Berlusconi, autorizza aumenti di cubatura del 25 cento anche in deroga agli strumenti urbanistici in vigore, compresa la legge salvacoste. Insomma, se siete in vacanza in una spiaggia immacolata della Sardegna, fatevi un bel bagno: potrebbe essere lultimo.

Hotel, alberghi, pensioni, residence, multipropriet e lottizzazioni turistiche di ogni tipo vengono infatti autorizzati non solo a gonfiarsi di un quarto, cementificando nuovi pezzi di costa, ma anche a sdoppiarsi, spostando gli aumenti di volume in corpi di fabbrica separati. In pratica si pu costruire un secondo hotel o residence in aggiunta al primo anche nella fascia costiera in teoria totalmente inedificabile, denuncia lavvocato Stefano Deliperi, presidente del Gruppo dintervento giuridico (Grig), che per primo ha lanciato lallarme. Ma non basta: i nuovi aumenti di volume si possono anche sommare agli incrementi autorizzati in passato, ad esempio con il piano casa o con le famigerate 235 deroghe urbanistiche che furono approvate tra il 1990 e il 1992 dallallora giunta sarda, sottolinea il legale, che esemplifica: Un hotel di 30 mila metri cubi che deturpa una spiaggia, per effetto dei due aumenti cumulativi del 25 per cento ciascuno, sale quasi a quota 50 mila: per lesattezza, si arriva a 46.875 metri cubi di cemento.

Lex presidente della Regione, Renato Soru, spiega allEspresso di essere molto preoccupato per la cecit di una classe dirigente che sta mettendo in pericolo il futuro della Sardegna. Con lassessore Sanna eravamo partiti da una constatazione pratica, ricorda Soru: Grazie ad anni di studi e ricerche abbiamo potuto far vedere e dimostrare che pi di met delle coste della Sardegna, parlo di circa 1.100 chilometri di spiagge, erano gi state urbanizzate e cementificate. Di fronte a una situazione del genere, in una regione come la nostra, qualsiasi persona di buonsenso dovrebbe capire che i disastri edilizi del passato non devono pi ripetersi. Oggi tutti noi abbiamo il dovere morale e civile di difendere un territorio straordinario che la nostra pi grande risorsa e la prima attrattiva turistica: le bellissime spiagge della Sardegna sono la nostra vera ricchezza, che va conservata e protetta per le generazioni future. Per questo la nostra legge prevede una cosa molto semplice e logica: nella fascia costiera non si costruisce pi niente. Zero cemento, senza deroghe e senza eccezioni per nessuno. E in tutta la Sardegna bisogna invece favorire la riqualificazione delledilizia esistente, il rifacimento con nuovi criteri di troppe costruzioni orrende o malfatte. Quindi via libera alle ristrutturazioni, alle demolizioni e ricostruzioni, al risparmio energetico. Con regole certe e uguali per tutti, perch ledilizia in Italia pu uscire veramente dalla crisi solo se viene tolta dalle mani della burocrazia e della politica.

A questo punto Soru confessa di essere uscito dai palazzi della regione, alla fine della sua presidenza, proprio a causa dei continui scontri sullurbanistica. E dallaltra parte della barricata, a tifare per il cemento, non cera solo il centrodestra, ma anche quella parte del Pd che ora al potere. Da notare che Soru, per eleganza o per imbarazzo, evita di fare il nome dellattuale presidente, anche se sarebbe legittimato ad accusarlo di tradimento politico, visto che Pigliaru era stato suo assessore ai tempi della legge salva-coste.

Oggi per lo stop al cemento sulle spiagge pi belle dItalia rischia di trasformarsi in un bel ricordo. Gli avvocati del Grig hanno gi catalogato ben 495 strutture turistico-ricettive della fascia costiera che potrebbero approfittare dellarticolo 31. Stiamo parlando di milioni di metri cubi di cemento in arrivo, rimarca Deliperi, evidenziando che il disegno di legge ha una portata generale, per cui si applica anche, anzi soprattutto alle strutture pi contestate, quelle che si sono meritate lepiteto di ecomostri. Come il residence-alveare Marmorata di Santa Teresa di Gallura, lalbergone Rocce Rosse a picco sugli scogli di Teulada, la fallimentare maxi-lottizzazione turistica Bagaglino a ridosso delle spiagge di Stintino, i turbo-hotel Capo Caccia e Baia di Conte ad Alghero e troppi altri. Il premio percentuale infatti non dipende dalla qualit del fabbricato, ma dalla cubatura: pi lecomostro grande, pi autorizzato a occupare terreno vergine con nuove colate di cemento.

Il progetto di legge, per giunta, equipara agli alberghi da allargare, e quindi trasforma in volumi gonfiabili di cemento, addirittura le residenze per vacanze, sia esistenti che ancora da realizzare, cio quelle montagne di seconde case che restano vuote quasi tutto lanno, arricchiscono solo gli speculatori edilizi, ma deturpano per sempre il paesaggio. Con la nuova dirigenza del Pd, insomma, il vecchio piano casa diventato un piano seconde case, secondi alberghi e seconde lottizzazioni. E tutto questo in Sardegna, la regione-gioiello che tra il 2004 e il 2006 aveva saputo cambiare il clima politico e culturale sullurbanistica, spingendo decine di amministrazioni locali di mezza Italia a imitare la legge Soru, fermare il consumo di suolo e limitare finalmente uno sviluppo edilizio nocivo e insensato.

Gianvalerio Sanna, lex assessore regionale oggi relegato a fare politica nel suo comune dorigine, ama parlar chiaro: Questo disegno di legge una vera porcata. La giunta del Pd sta facendo quello che non era riuscito a fare il governo di centrodestra. Le nostre norme, ancora in vigore, favoriscono con incentivi e aumenti di volume solo la demolizione e lo spostamento dei fabbricati fuori dalla fascia costiera dei 300 metri. Questo vale gi adesso anche per gli alberghi e i campeggi. Per allargarli e rimodernarli con criterio non c nessun bisogno di cementificare le spiagge.

I dati sono allarmanti gi oggi. Le coste della Sardegna sono invase da oltre 210 mila seconde case: appartamenti sfitti, che mediamente restano disabitati per 350 giorni allanno, enumera Sanna: Il nostro obiettivo, condiviso da migliaia di cittadini che proprio per questo hanno votato Pd alle elezioni regionali, era di liberare dal cemento, gradualmente e armonicamente, tutta la zona a mare, che la pi preziosa. La nuova giunta sta facendo il contrario. Ledilizia tornata merce di scambio: il piano casa, che fu giustificato da Berlusconi come rimedio eccezionale contro la crisi delledilizia, diventa la norma. La deroga diventa la regola. Cos la politica si mette al servizio delle grandi lobby, degli interessi di pochi, a danno della cittadinanza e di tutte le persone che amano la Sardegna.

Quando allude a scambi, Sanna non usa parole a caso. Nella minoranza del Pd rimasta fedele a Soru sono in molti a evidenziare una singolare coincidenza: la controriforma urbanistica sta nascendo proprio mentre gli sceicchi del Qatar, i nuovi padroni miliardari della Costa Smeralda, annunciano lennesima ondata di progetti edilizi per super ricchi, per ora bloccati proprio dalla legge Soru. Per ingraziarsi la classe politica sarda, lo stesso gruppo arabo ha comprato dal crac del San Raffaele anche il cantiere fallimentare del nuovo ospedale di Olbia. E ora gli sceicchi sembrano aspettarsi che i politici, in cambio, aboliscano proprio i vincoli ambientali sulla costa.

Con questa legge vergognosa il presidente Pigliaru sta contraddicendo anche se stesso, commenta amaramente Maria Paola Morittu, la combattiva avvocata di Cagliari che oggi vicepresidente nazionale di Italia Nostra: Per smentire la sua giunta, al professor Pigliaru basterebbe rileggere le proprie pubblicazioni accademiche, in cui scriveva e dimostrava che il consumo di suolo disastroso non solo per lambiente, per il paesaggio, ma anche per lo sviluppo economico.

Carte alla mano, lavvocata di Italia Nostra e il suo collega Deliperi passano in rassegna la successione di leggi edilizie della Sardegna, per concludere che oggi il Pd sardo sta facendo indietro tutta. La buona urbanistica insegna come e dove costruire case sicure in luoghi vivibili senza distruggere il territorio. In Italia se ne parla solo quando si contano le vittime evitabili di alluvioni, frane, valanghe, terremoti e altri disastri che di naturale hanno solo le cause immediate. In Sardegna, dopo decenni di edilizia selvaggia, la legge Soru e il conseguente piano paesaggistico regionale studiato da un comitato tecnico-scientifico presieduto da Edoardo Salzano, un gigante dellurbanistica hanno fissato per la prima volta due principi fondamentali: basta cemento a meno di 300 metri dal mare; solo edilizia regolata e limitata in tutta la restante fascia geografica costiera, che di norma si estende fino a tre chilometri dalle spiagge. In campagna elettorale il Pd guidato da Pigliaru aveva promesso di estendere la legge Soru a tutta la Sardegna, obbligando anche i comuni interni ad applicare i piani paesaggistici, osservano desolati i due avvocati. Passate le elezioni, il vento cambiato.

In Italia, prima della recessione, venivano cementificati a norma di legge oltre 45 milioni di metri quadrati di terra allanno. Nel 2015, nonostante la crisi, si continuato a costruire nuovi appartamenti e capannoni per oltre 12 milioni di metri quadrati (dati Istat). Con la legge salvacoste la Sardegna ha saputo lanciare un nuovo modello di sviluppo sostenibile, rivendica Soru. Ora la grande retromarcia della giunta seduce le lobby dei grandi albergatori, che organizzano convegni esultanti contro lambientalismo che danneggia il turismo. Resta per da capire se, alle prossime elezioni, la maggioranza dei cittadini sardi si fider ancora di un Pd che imita il berlusconismo, col rischio di riabilitarlo.



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