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Turismo: i dati del rapporto Unicredit-Touring Club
(Regioni.it 3204 - 18/07/2017)


Per il terzo anno consecutivo, uno dei principali gruppi bancari europei e la maggiore associazione italiana di turismo collaborano per ribadire la strategicit di un settore che un driver importante per leconomia del nostro Paese e che contribuisce anche alla valorizzazione del made in Italy. Nellambito del progetto UniCreditTourism, infatti, continua a giocare un ruolo centrale lattivit del Centro Studi Touring che ha curato i contenuti del Rapporto sul turismo 2017.
Un dossier di oltre cento pagine nel quale si fa il punto sul turismo nel mondo e in Italia con un focus sulle tendenze nel nostro Paese dal turismo culturale a quello balneare, dallagriturismo al turismo crocieristico e sulle diverse performance delle regioni, cui sono dedicate specifiche schede.
LEuropa resta la destinazione turistica pi visitata dai viaggiatori internazionali: con circa 620 milioni di arrivi riceve, infatti, oltre il 50% dei flussi complessivi. Seguono Asia e Pacifico (303 milioni, circa il 25%) e lAmerica con 201 milioni di arrivi (16%). Asia-Pacifico, Africa e America registrano i tassi di crescita pi elevati (tra il 4 e l8% circa) mentre mostra una battuta darresto il Medio Oriente (-4,1%) per le note vicende e lEuropa tiene con una crescita limitata (+2%).
Guardando ai Paesi pi visitati al mondo, in classifica si conferma al primo posto la Francia con 84,5 milioni di arrivi internazionali, seguita dagli USA (77,5), dalla Spagna (68,2) e della Cina (56,9). LItalia consolida la quinta posizione (50,7 milioni), prima della Turchia (39,5).
Il turismo rappresenta un volano decisivo per leconomia del nostro Paese. LItalia resta una delle mete pi desiderate nellimmaginario collettivo di tanti stranieri e ci ha una ricaduta economica considerevole: nella classifica dellOrganizzazione Mondiale del Turismo siamo quinti per capacit attrattiva con 50,7 milioni di arrivi Internazionali e i dati 2016 del World Travel and Tourism Council certificano che la nostra industria turistica vale 70,2 miliardi di euro (ovvero il 4,2% del Pil) che salgono a 172,8 miliardi di euro (il 10,3% del Pil), se si aggiunge anche tutto lindotto. Per non parlare degli effetti dal punto di vista occupazionale: sono circa 2,7 milioni, infatti, i lavoratori complessivi.
Il quadro dei dati statistici ufficiali pi recenti mostra una situazione molto pi positiva rispetto al passato: gli arrivi totali 2015, circa 113 milioni, sono in decisa crescita rispetto al 2014 (+6,4%) come le presenze (393 milioni; +4%). Si conferma la ripresa del turismo domestico, che pi ha sofferto in questi ultimi anni degli effetti della crisi: gli arrivi italiani aumentano del 6,2% e le presenze del 4,8%.
Per quanto riguarda lincoming, la spesa turistica degli stranieri nel 2016, per il quinto anno dal 2012, registra un altro record raggiungendo quota 36,4 miliardi di euro. Certamente le performance del turismo italiano nel breve periodo sono state influenzate da fattori che possono dirsi eccezionali: Expo ha dato forte impulso al domestico e ad alcuni mercati extraeuropei - si veda a questo proposito lesplosione del turismo cinese, diventato lottavo mercato di riferimento per lItalia - cos come ha influito positivamente la difficile situazione nel Mediterraneo che ha favorito nelle ultime stagioni estive le destinazioni turistiche della sponda nord, rispetto a quelle che stanno a sud. Si tratta di condizioni favorevoli su cui il Paese ha potuto contare ma che non saranno destinate a durare a lungo.
Sebbene, come si detto, il ruolo economico e occupazionale del turismo messo in evidenza in varie parti del Rapporto, il settore ancora non rappresenta al momento un fattore di sviluppo per il territorio nazionale nella sua interezza. Le regioni del Centro-Nord e quelle del Sud procedono ancora a doppia velocit: una realt paradossale visto che gli attrattori pi conosciuti allestero - aspetti climatici, paesaggio, patrimonio storico-artistico ed enogastronomico - sono un quadro efficace del Meridione. Le diversit, anno dopo anno, non paiono attenuarsi: se si guarda alle presenze, per esempio, il Veneto , con oltre 63 milioni, la regione pi turistica dItalia, con dati tre volte superiori a quelli della Campania (19 milioni) e ben quattro volte a quelli della Sicilia (15). Su un flusso annuale di circa 393 milioni di presenze che si registrano nel Paese, solo il 19% ha come destinazione una regione del Sud, quota che diminuisce al 14% se si considera in particolare il turismo estero.
La spesa incoming un indicatore altrettanto importante per comprendere il differente livello di sviluppo del settore viaggi&vacanze nelle regioni: al primo posto si conferma il Lazio (6,4 miliardi di euro lasciati dagli stranieri sui quasi 36 miliardi complessivi in Italia nel 2015), segue la Lombardia (6,1) e, pi a distanza, Veneto (5,2) e Toscana (4,1). La prima regione del Sud - quinta - la Campania con 1,8 miliardi di euro. Il Meridione, tutto insieme, attrae appena 5 miliardi, sostanzialmente quanto fa da solo il Veneto.
Altro tema, che interessa molte aree del Sud, quello della stagionalit: se a livello medio italiano, la met delle presenze totali si registra nel trimestre estivo (giugno-agosto), in molte regioni supera il 60% (Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata e Sardegna) e nel caso della Calabria arriva a quasi il 72%. Un elemento unisce infine la maggior parte delle regioni: la dipendenza dal mondo di lingua tedesca. In 14 casi la Germania il primo mercato incoming, in altri 5 costituisce il secondo o il terzo mentre solo nel Lazio e in Valle dAosta non presente tra i primi tre.
[Touring Club Italiano - Unicredit] Rapporto sul turismo 2017

http://www.regioni.it/newsletter/n-3204/del-18-07-2017/turismo-i-dati-del-rapporto-unicredit-touring-club-16900/


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