LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Il monastero fra le ciminiere l'oracolo silente di Taranto
MAURIZIO TRIGGIANI
18 luglio 2017 LA REPUBBLICA

LA statale Jonica che porta da Taranto a Reggio Calabria attraversa quella fetta di area industriale ubicata tra il porto mercantile, da un lato, e le imponenti sagome circolari delle cisterne dell'Enichem e della Cementir dall'altro.

La strada sembra condurre in un girone infernale, si viene assaliti da un forte odore che sa di benzina. Quando il vento spira verso il mare l'aria diventa acre, malata, difficile anche respirare. Il paesaggio popolato da mostri d'acciaio, quelli che presidiano le strutture portuali e quegli altri arroccati intorno agli stabilimenti. L'impressione che la storia di quei luoghi non possa che avere l'odore della benzina e l'aspetto poco salubre del polo industriale. Ma non cos. Chi percorre quella strada di solito fa fatica ad accorgersi di un piccolo polmone verde, affogato tra gli impianti e le ciminiere che scorre rapido sul fianco della statale. Circondato dai cipressi e da una vegetazione piantumata di recente, sorge l'antico monastero di Santa Maria della Giustizia; assomiglia ad un oracolo che ripete una storia che ha il sapore del medioevo. Un luogo di passaggio tra la via Appia e il mare, che sorge a due passi dal fiume Tara, uno di quei corsi d'acqua che segnano il territorio di Taranto e gli donano preziose risorse idriche, oggi purtroppo contaminate dalle industrie.

Santa Maria della Giustizia fece un tempo tesoro di quella posizione geografica. I monaci benedettini, che fondarono il primo insediamento, chiamato Santa Maria a Mare, sfruttarono proprio le risorse del territorio: la pesca, le acque per l'irrigazione dei campi, l'agricoltura, il pascolo. E poi c'era il mare e la via Appia, i viaggiatori e i pellegrini che, secondo la tradizione, qui sostavano trovando riparo tra le mura dell'ospedale medievale. Il monastero divenne convento quando vi si stabilirono gli Olivetani, alla fine del 400, i quali finirono per costruire ulteriori strutture conventuali, chiostri e orti dedicati alla coltivazione di piante officinali.

Di tutto questo oggi rimangono importanti testimonianze: la chiesa, con le sue forme semplici e le decorazioni scultoree dei portali che rimandano ad una tradizione angioina e a una lingua dalle inflessioni gotiche, le strutture dell'ospedale e quelle del convento, l'orto all'interno, le mura che proteggono l'intero impianto. Grazie ad un finanziamento di oltre due milioni di euro relativo ai programmi Poin (Programma operativo interregionale 2007/2013) l'intero monastero stato oggetto di interventi di restauro seguiti direttamente dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto e dall'architetto Augusto Ressa. I lavori si sono conclusi di recente e sono stati mirati non soltanto al recupero della maggior parte delle strutture, ma anche alla valorizzazione degli ambienti, attrezzati per diventare sale per convegni e spazi per attivit culturali. Un'operazione che sarebbe da indicare come esemplare e che in altri casi avrebbe di certo rivitalizzato in modo significativo un impianto cos ricco di storia e di cultura.

Nel caso di Santa Maria della Giustizia, per, occorre fare i conti non soltanto con quanto sta intorno al monastero, ma con l'aria che ci gira sopra. I tecnici della Soprintendenza, che al momento garantiscono la fruibilit del sito, sono attenti a non esporre i visitatori a permanenze prolungate all'aperto, concentrando preferibilmente l'attenzione sui locali chiusi del monastero. Visitare cos Santa Maria della Giustizia costituisce un'esperienza singolare che tuttavia lascia l'amaro in bocca, in tutti i sensi. L'impressione che si ha quella di aver osservato un luogo in parte derubato della propria storia e soprattutto decontestualizzato. Quelle attivit dei monaci, legate alla pesca, all'agricoltura, alle coltivazioni delle erbe medicinali, sono difficili da immaginare. Quando ci si affaccia dalle terrazze dell'attuale convento e si guarda verso la costa, la vista ostacolata dalle cisterne delle raffinerie, il mare si fa fatica a vederlo, allo stesso modo quando si rivolge lo sguardo verso terra, cercando di individuare il percorso della via Appia, che pure segnata nelle carte stradali come parallela alla statale Jonica, l'orizzonte dominato dalle ciminiere della Cementir e dell'Eni.

Il nome di S. Maria della Giustizia, inoltre, ricorre nel controverso progetto Tempa Rossa, un'imponente operazione di estrazione petrolifera che, dai giacimenti lucani della Valle del Sauro dovrebbe portare gli idrocarburi sino al porto di Taranto, grazie a un monumentale sistema di canalizzazione (oleodotto Viggiano-Taranto), che passerebbe poco distante proprio dal monastero. Un'operazione che al momento giace tra le polemiche e l'opposizione della Regione Puglia e sembra non dover essere realizzata in tempi brevi, ma il pericolo che questo ennesimo attentato al paesaggio sia soltanto rimandato. D'altra parte le vicende contemporanee che hanno riguardato la citt di Taranto hanno inciso profondamente sulle testimonianze del passato antico, medievale e moderno della citt. Soprattutto hanno alterato quell'equilibrio tra ambiente e insediamenti religiosi, economici e sociali che ne giustificava la stessa esistenza. Cos Santa Maria della Giustizia somiglia sempre pi ad un'isola del passato che, nonostante gli sforzi di alcuni, fa fatica a mostrarsi, nascosta com' dai cipressi e dagli interessi degli uomini.

Per visitare il Monastero di S. Maria della Giustizia rivolgersi alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto - Ufficio Taranto in via Duomo 33; info 099.471.35.11; e-mail sabaple.urp@beniculturali.it.




news

20-10-2017
Bonsanti sul passaggio di Schmidt da Firenze a Vienna

20-10-2017
Rassegna Stampa aggiornata al giorno 20 OTTOBRE 2017

16-10-2017
MANOVRA, FRANCESCHINI: PIÙ RISORSE PER LA CULTURA E NUOVE ASSUNZIONI DI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI

24-09-2017
Marche. Le mostre e la rovina delle montagne

07-09-2017
Ascoli Satriano, a fuoco la copertura di Villa Faragola: la reazione di Giuliano Volpe

30-08-2017
Settis sui servizi aggiuntivi nei musei

29-08-2017
Carla Di Francesco il nuovo Segretario Generale - MIBACT

25-08-2017
Fotografie libere per i beni culturali: nel dettaglio le novit apportate dalla nuova norma

21-08-2017
Appello di sessanta storici dell'arte del MiBACT per la messa in sicurezza e la salvaguardia del patrimonio monumentale degli Appennini devastato dagli eventi sismici del 2016

19-08-2017
Dal 29 agosto foto libere in archivi e biblioteche

19-08-2017
Cosenza, brucia casa nel centro storico: tre persone muoiono intrappolate. Distrutte decine di opere d'arte

12-08-2017
Antonio Lampis, nuovo direttore generale dei musei del MiBACT

06-08-2017
L'appello al Presidente Mattarella: i beni culturali non sono commerciali. Come aderire

04-08-2017
Istat: mappa rischi naturali in Italia

03-08-2017
APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

27-07-2017
MiBACT, presto protocollo di collaborazione con le citt darte per gestione flussi turistici

26-07-2017
Franceschini in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini domani in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini: Musei italiani verso il record di 50 milioni di ingressi

25-07-2017
COLOSSEO, oggi conferenza stampa di Franceschini

20-07-2017
Questa legge contro i parchi e le aree protette, fermatela: appello di Italia Nostra alla Commissione Ambiente del Senato

18-07-2017
CAMERA DEI DEPUTATI - COMMISSIONE PERIFERIE - Audizione esperti (Bovini e Settis)

15-07-2017
Ricordo di Giovanni Pieraccini, di Vittorio Emiliani

12-07-2017
Comunicato di API-MIBACT sui Responsbili d'Area nelle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti, Paesaggio

11-07-2017
Rassegna Stampa di TERRITORIALMENTE sul patrimonio territoriale della Toscana

10-07-2017
Il tradimento della Regione Toscana nella politica sui fiumi

06-07-2017
Per aderire all'appello sul Parco delle Alpi Apuane

Archivio news