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Trento. Ambiente, richiamo di Tessadri: Basta infrastrutture stradali. Unesco, vedremo se rimanere
Marika Giovannini
Corriere del Trentino 23/7/2017

Fondazione Unesco, valutiamo se rimanere

Basta nuove strade. Questo il monito di Franco Tessadri, da un mese presidente nazionale di Mountain Wilderness, che critica la Fondazione Unesco per il raduno dei quad: Valuteremo se continuare a collaborare.

TRENTO. La sua riflessione parte dal passato per guardare avanti. Franco Tessadri, da un mese nuovo presidente nazionale di Mountain Wilderness, ripercorre le battaglie promosse dal movimento fin dagli anni Ottanta (sul Bianco e in Marmolada), per poi soffermarsi sui nodi attuali la chiusura del Sella, il futuro del Rolle, ma anche i problemi dei parchi naturali e il tema del Deflusso minimo vitale e indicare gli obiettivi futuri, sul fronte ambientale, di un Trentino sempre pi sotto la lente: Bisogna avere il coraggio di dire basta a nuove infrastrutture stradali. E vigileremo su Serodoli: da pi parti ci dicono che la questione verr riaperta. Con un monito preciso lanciato anche alla Fondazione Dolomiti Unesco dopo il silenzio sul raduno dei quad in quota (denunciato anche dalla Sat) : Valuteremo lopportunit di continuare a collaborare con la fondazione. Non vogliamo che tutto si riduca a un marchio.

Presidente Tessadri, dopo anni di militanza, ora approda ai vertici di Mountain Wilderness.

Vengo dallassociazionismo: dalla Sat, dallattivismo in prima persona. Militanza che ho proseguito anche in Mountain Wilderness.

Un movimento nato nel 1987 grazie alla spinta di alpinisti famosi.

Messner, Gogna, Diemberger. E anche il mio predecessore, Pinelli. Nacque come movimento delite, di alpinisti di livello. Poi si avvicinarono anche altre persone. Penso a Casanova, che ancora oggi un punto di riferimento per lassociazione.

Proprio Casanova, per entrare nella questioni di stretta attualit, stato uno dei promotori della vostra battaglia contro il raduno dei quad in quota. Una vicenda che ancora provoca scintille: nei giorni scorsi la Sat ha bacchettato la Fondazione Unesco. Condivide?

Le richieste avanzate dalla Sat sono anche le nostre. Siamo preoccupati: abbiamo il timore che Dolomiti Unesco rappresenti solo un marchio. Mi chiedo: come fa la fondazione a non schierarsi contro i quad? Francamente, a questo punto dovremo valutare se continuare a collaborare o meno. Speriamo non si arrivi a tanto, perch la nostra intenzione quella di avere un rapporto costruttivo. Ma vogliamo capire quali sono gli obiettivi della fondazione.

Questione chiusura dei passi: si partiti dal Sella. Chiedete di pi?

evidente. Chiudere solo il Sella un risultato parziale, anche se un passo in avanti. La speranza che questo sia solo un primo step per la chiusura di tutti i passi, cercando di far capire a chi contrario che questa strada pu rappresentare una grossa opportunit. Un discorso simile lo si pu fare anche sul tema del trasporto pubblico: ho firmato il disegno di legge di iniziativa popolare su questo argomento. Ma importante togliere lindifferenza e aumentare la partecipazione della gente.

Una partecipazione che si vista, ad esempio, nella battaglia sul Deflusso minimo vitale.

In questo caso si sono notati dei segnali di partecipazione. Anche se allassessore Gilmozzi faccio notare una cosa: il concetto di minimo vitale denota gi in s la presenza di una situazione al limite.

Nei mesi scorsi ha fatto discutere anche la decisione del Parco Adamello Brenta meglio: del suo vicepresidente di dare il via libera a un tracciato di mountain bike in una zona dalla forte presenza di orsi. Lei fa parte del comitato di gestione dellente di Strembo. Cosa ne pensa?

Assurdo: se gli uffici sono contrari, met giunta esecutiva boccia la proposta, la Sat e le associazioni ambientaliste prendono posizione qualcosa vorr pur dire. Purtroppo alcune decisioni non passano dal comitato. In questo caso, per, non ho pi visto la delibera firmata. Mi piacerebbe sapere perch.

La questione del percorso bike ha sollevato di nuovo la richiesta, portata avanti soprattutto dallOsservatorio spontaneo sul rispetto per lambiente, di avere ai vertici dei parchi naturali delle giunte composte da persone con competenze scientifiche. daccordo?

Concordo pienamente. Non a caso, avevamo chiesto anche in passato giunte esecutive in grado di rappresentare tutti i portatori di interesse, non solo quelli amministrativi. I parchi vivono dellapporto e del finanziamento di tutta la provincia, non solo dei territori coinvolti. Ma anche i cittadini devono far sentire la propria voce, altrimenti i parchi e con essi anche tutto il territorio naturale trentino rischiano di diventare la giostra dei milanesi e delle squadre di calcio.

Per concludere: il Trentino, a livello ambientale, com messo quindi?

Dal punto di vista del cambiamento climatico, direi male: le contese sullacqua ne sono una testimonianza concreta. Per il resto, viviamo grosse contraddizioni. Sono convinto che si debba avere il coraggio di dire basta allinfrastrutturazione stradale. E serve grande attenzione sul fronte degli impianti: ci giungono voci di nuove spinte per realizzare piste nellarea di Serodoli. Su questo vigileremo e anche il Parco dovr essere netto. Le prospettive invernali mi preoccupano molto: come si pu pensare di continuare a portare avanti un innevamento artificiale spinto come quello degli ultimi anni? Sono sciatore anchio, ma c un limite che deve essere posto. Per questo credo che Delladio stia lanciando un messaggio importante per il futuro del Rolle: con tutti i limiti del progetto, si tratta di un segnale positivo.



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