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FIRENZE - La merce griffata nella piazza dove Savonarola bruciava libri
Tomaso Montanari
Repubblica Firenze, 23 luglio 2017



La montagna di merce griffata, contraffatta e sequestrata, allestita in Piazza della Signoria certo la migliore di tutte le installazioni che vi hanno avuto luogo per volere di questa amministrazione. Perch non c niente di pi efficace per rappresentare labisso morale della nostra societ, oltre allo smarrimento di quello che un tempo era un partito di sinistra. Proprio in quella piazza Girolamo Savonarola bruciava i libri e i quadri da lui giudicati osceni, o pagani. E lui stesso vi fece unidentica fine. E dunque perfetto che oggi in quel luogo si celebri il (simbolico) rogo di ci che viola lunica nostra religione: il mercato, e, per Firenze, in particolare

il mercato del lusso, lideologia del brand (il brand a cui ridotta la nostra stessa citt), la dipendenza collettiva dai bisogni indotti della moda, intesa come simbolo di distinzione per censo. La religione del mio tempo una meravigliosa poesia in cui Pier Paolo Pasolini descrive il ferreo dominio del dogma del consumo: ed questa la religione cui obbedisce linquisizione che ha esposto al pubblico ludibrio lunico peccato senza remissione, l eresia contro il brand.
Ammettiamo che sia giusto tornare ad usare le piazze come luoghi della gogna. Siamo sicuri che non sarebbero altri i reati pi meritevoli ? Non labusivismo edilizio, linquinamento doloso, lo sfruttamento del lavoro nero, levasione fiscale, la corruzione politica? Davvero ci che pi di tutto minaccia la nostra societ la contraffazione di una borsa di Gucci, o di un paio di scarpe di Prada ?
Personalmente non riesco a provare alcuno sdegno morale verso chi falsifica il supporto materiale di un falso bisogno.Se siamo cos sciocchi, accalappiati e superficiali da pagare a caro prezzo la distinzione astratta di un marchio, come possiamo prendercela con chi ci punisce con l nostre stesse armi?
E un problema di legalit, dice il sindaco: dichiarandosi di sinistra. A me sono venute in mente le parole di don Ciotti, che ha un altro modo per essere di sinistra:Oggi c molta legalit di facciata, che non ha alcun legame con la giustizia. C il rischio di fare della legalit un idolo, uno strumento non di giustizia ma di potere.
Il sindaco ha anche detto che riterrebbe giusto che un migrante sorpreso a vendere una borsa contraffatta si vedesse ritirare il permesso di soggiorno.
Immaginiamoci un ventenne senegalese che arriva in Italia su un barcone, quindi si trova a vendere a un italiano una borsa prodotta in Italia che ne imita unaltra prodotta in Italia: senza riuscire a capire cosa ci spinge a spendere per loriginale di quella borsa una cifra con cui la sua famiglia vivrebbe per un anno o pi, n a capire perch sempre noi ne facciamo una finta, e poi ancora noi ce la compriamo. E mentre e non capisce niente di questo groviglio di bestialit, quel ragazzo si trova espulso dal magnifico Paese della moda, e riconsegnato a un destino di miseria. Perch si sa, le regioni esigono sacrifici: e la religione del mercato e del brand quella a cui sacrifici piacciono umani.




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