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Bel Paese, terra di inchini: il ministro Galletti e il rapporto perverso con Confindustria
di Antonio Fiorentino
http://www.perunaltracitta.org/ 23 luglio 2017

Come non dimenticare quello disastroso di Schettino allisola del Giglio: 32 morti con contorno di disastro ambientale. Oppure quello celebrato a Roma durante i funerali del boss Casamonica, con tanto di elicottero distributore dallalto di variopinti e profumati petali di rosa. Amaramente famoso quello di Corleone, dove, al suono della campanella, la processione si ferma, guarda caso, proprio davanti alla casa del boss mafioso Tot Riina.

La storiografia degli inchini ricca di episodi in cui sacro e profano si intrecciano strettamente, in cui molto difficile separare il grano di una presunta cortesia dal loglio di un servilismo ad arte camuffato.

Nellincertezza, la definizione della Treccani ci soccorre: linchino inteso come Atto di riverenza che si fa piegando un po la persona o anche soltanto il capo (talvolta accompagnato, spec. nel passato, da una leggera genuflessione): fare un inchino; sallontan con mille inchini; inchino col baciamano; fare un inchino davanti alla croce, a una reliquia, in segno di venerazione e di culto. Figurativo, atto di umiliazione, comportamento di ossequio interessato: arrivato a quel posto a forza dinchini.

Come non ascrivere quindi alla categoria degli inchini pi o meno ossequiosi la presentazione della riforma, in realt della controriforma della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che Carlo Galletti, sorprendentemente Ministro dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare, terr il 27 luglio nella sede della Confindustria a Roma?

proprio curioso constatare che, a soli sei giorni dallentrata in vigore, il Decreto Legislativo n. 104/2017, quello che, forzando la corretta interpretazione della relativa Direttiva europea, rende risibile qualsiasi residua affidabilit delle verifiche di compatibilit ambientale dei progetti delle grandi opere, non sia presentato nelle competenti sedi istituzionali.

A queste, con grande solerzia e tempestivit, il ministero ha deciso di privilegiare (rendere omaggio?) linterlocuzione con lassociazione degli industriali, che, come noto, raccoglie gli interessi dei costruttori, dei proponenti i progetti, che hanno tutto linteresse nel vedere smantellate le precedenti procedure della Valutazione di Impatto Ambientale.

Il ministro ci spieghi il motivo di questa scelta che riteniamo errata e profondamente ingiusta, pregiudizievole dellautonomia che il ministero dovrebbe rigorosamente esprimere nei confronti delle parti in causa di un suo provvedimento. Davvero singolare!

Non solo, ma visto che un considerevole numero di associazioni ambientaliste, comitati e gruppi di cittadini, durante liter di approvazione del Decreto, ha presentato serie e motivate osservazioni, peraltro limitatamente prese in considerazione laddove il testo di legge era palesemente errato, visto che si era anche formato un vasto movimento di opinione, perch preferire la Confindustria al mondo della cittadinanza che sar costretta a subire le conseguenze della pericolosa controriforma del ministero?

Forse perch prevale il fondato timore di incorrere, in questo caso, in una pubblica e sonora bocciatura del provvedimento, al contrario di quanto potr avvenire nella accogliente e riconoscente assise degli industriali?

Perch il ministero non promuove una serie di incontri con la popolazione durante i quali avrebbe lopportunit di celebrare le maggiori garanzie di tutela della salute e dellambiente offerte da questo decreto? Perch si sottrae al confronto?

Forse sarebbe in difficolt se dovesse spiegare che il decreto in questione prevede una minore partecipazione dei cittadini, una semplificazione degli elaborati dei progetti, la facolt da parte dei proponenti di contrattare il dettaglio degli elaborati, la nomina ministeriale dei componenti della Commissione Via, in precedenza selezionati per concorso, la risibilit delle sanzioni previste e la possibilit di proseguire i lavori anche in caso di inadempienza, linvenzione del Provvedimento unico in materia ambientale che, accogliendo la richiesta di tempi di approvazione pi brevi, semplifica pericolosamente le procedure di verifica e approvazione.

Perch il ministro non viene a Firenze a spiegarci la bont del suo provvedimento, proprio l dove un aeroporto intercontinentale potrebbe prendere il posto del tanto desiderato Parco della Piana, l dove in virt del suo nuovo Decreto, le 142 prescrizioni della Commissione VIA potranno essere strappate e al loro posto Enac potr aderire alle nuove e pi vantaggiose norme, presentare progetti meno dettagliati e sperare in procedure e verifiche pi che semplificate?

Noi aspettiamo il ministro, che per potr stare sicuro che ci adopereremo in tutte le sedi, da Bruxelles a Roma a Firenze, per dimostrare il minor grado di tutela del suo Decreto e ricusarne lapprovazione, ci impegneremo a contribuire alla costruzione di un vasto movimento in difesa della salute e dellambiente, pericolosamente minacciati dal suo decreto.

*Antonio Fiorentino

Architetto, vive e lavora tra Pistoia e Firenze dove rischia la pelle girando in bici tra bus, auto e cantieri. E un esponente del Gruppo Urbanistica di perUnaltracitt di Firenze, partecipa alle attivit di Comitati di Cittadini e Associazioni ambientaliste.

http://www.perunaltracitta.org/2017/07/23/bel-paese-terra-inchini-ministro-galletti-rapporto-perverso-confindustria/


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