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Savonarola, tristezza di un piazza signorile
Giulio Gori e Lorenzo Sarra
Corriere Fiorentino 25/7/2017

Il tempo degli artisti finito da un pezzo, gli atelier di Rosai e compagni sono un ricordo. Cos come i giochi dei ragazzi in piazza Savonarola. Oggi la zona diventata un dormitorio.
Nei palazzi signorili vivono ancora i medici, gli avvocati. Il prezzo delle case cos alto che linvasione degli stranieri nessuno lha mai conosciuta. Neppure i turisti, coi loro airbnb, hanno preso campo da queste parti. Ma la zona di piazza Savonarola non unoasi di pace. Le linee dellAtaf e le automobili, che escono dai viali per provare a dribblare il traffico, trasformano un pezzo della Firenze residenziale ottocentesca nata dal piano Poggi in un carosello di tubi di scappamento e di clacson. Ancora peggio va in via degli Artisti: degli antichi laboratori ne sono rimasti pochissimi, ormai giusto la strada di scorrimento tra ponte al Pino e piazzale Donatello, dove la colonna di auto perenne.

E i giardini di piazza Savonarola sono lo specchio di una Firenze chiusa nelle case signorili, con pochissimi luoghi di ritrovo, un parco con cos pochi alberi da rendere lombra un miraggio, e senza neppure unarea giochi. La piazza, nel risanamento della citt disegnato da Giuseppe Poggi, fu realizzata su base rettangolare. Al centro fu collocata solo nel 1921, bench fosse completata dal 1872 e lasciata nel Salone dei Cinquecento una statua di Savonarola a dello scultore Enrico Pazzi, il medesimo artista che firm quella di Dante in Santa Croce. Bei palazzi ma molto diversi sul piano stilistico, tra i quali spicca la Galleria Rinaldo Carnielo, ipotizzata come sede per la Fondazione Franco Zeffirelli e che ora, mentre i lavori vanno comunque avanti, aspetta una nuova destinazione. Un esempio di architettura liberty, ornata da un grande cartiglio in pietra con la scritta Onorate larte che vita della vita.

Proprio larte per decenni ha dato lustro al rione. In via degli Artisti, Amalia Ciardi Dupr, pronipote di Giovanni Dupr, intenta a disegnare bozzetti. Due anni fa inaugur un museo col suo nome; e l vanno giovani artiste per i seminari di scultura: Giovanni Dupr abitava proprio qui sopra, nella casa di famiglia in cui sto ancora spiega In questa zona vivono ancora i grandi professionisti, ma di artisti ne sono rimasti pochi. Poco distante, la sede del Gruppo Donatello, che oggi lancia giovani talenti. In via della Robbia, un piccolo gruppetto di laboratori. Nientaltro. Una volta era pieno, questo era il cuore dellarte fiorentina, racconta Paolo Forlai, che nella sua bottega di via Masaccio vendeva cornici a tutti gli artisti della zona: cerano Ottone Rosai, Dino Caponi, Gianni Vagnetti, Michele Gordigiani, Antonio De Vit, Enzo Faraoni. Poi negli anni 80, quella generazione si chiusa.

E anche i pochi negozi (nei palazzi residenziali i fondi sono rari) cambiano. E a differenza delle case, qui gli stranieri si vedono, come la lavandaia cinese o la ciabattina peruviana. Chi resiste Sabra: nel 1949 apr per vendere le Vespe, oggi ci sono ancora gli scooter. Non possiamo lamentarci del degrado, qui ce n poco racconta Mario Marzocchini, che lavora da Sabra da 27 anni Il problema di questa zona, auto a parte, che un dormitorio. Non vissuta.

In molti ricordano la folla, nellestate del 1990, che invase piazza Savonarola per protestare sotto la sede della Fiorentina per la cessione di Roberto Baggio alla Juve. Unaltra epoca: Savonarola adesso, movida notturna a parte, purtroppo non esiste pi, ma prima era vissuta quotidianamente da gruppi infiniti di ragazzi racconta Bernardo Vitale Brovarone, noto intermediario di mercato ed opinionista nelle radio che gravitano intorno al mondo Fiorentina Quando ero giovane cerano due compagnie: quella dei grandi, sul lato dellUniversit americana, e la nostra dei pi giovani sul lato della chiesa. Ci si trovava alle 3 del pomeriggio senza nemmeno dover fissare e restavamo l fino a sera, tra interminabili match di calcetto e risate. Si era creata unatmosfera straordinaria: bambini, anziani e ragazzi erano sempre mescolati. Nel 2002, la piazza fu liberata dopo i lunghi lavori per la costruzione del parcheggio sotterraneo. Il primo parcheggio pertinenziale in citt che fu loccasione per riqualificare la zona, la ripavimentazione, le panchine in pietra e la pulizia delle siepi. Ma i fiorentini sono spariti.

Oggi, di giorno, sotto il sole, ci sono un po di badanti in pausa, i cinesi che arrivano al consolato (tanto che in modo beffardo i fiorentini chiamano la strada via della Lobbia), qualche parcheggiatore abusivo. La notte invece la piazza si ripopola. Il chiosco della Rosy attira tanti ragazzi. I residenti si lamentano, centinaia di ragazzi sporcano il poco verde rimasto, la mattina ci sono montagne di bicchieri di plastica, mentre il casotto del giardiniere diventato un gabinetto. Ma giusto a due isolati di distanza, piazzale Donatello terra di nessuno. Lo racconta il benzinaio Gabriele Prontera: Tra incidenti, rifiuti, rom ai semafori e spaccio siamo messi peggio che in periferia.



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