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Lincredibile affitto del Cnr in Calabria
Gian Antonio Stella
Corriere della Sera 27/7/2017

Rende di pi 1) vincere al Lotto; 2) investire nelle miniere congolesi di coltan o 3) dare in affitto un edificio in Calabria? Buona la risposta n 3. Lo dice la storia di un fabbricato del valore di 2,6 milioni di euro (parola dellAgenzia delle Entrate) affittato per un quarto di secolo al Cnr per un canone complessivo di oltre una ventina di milioni. Un affarone. Cos eccessivo che a un certo punto gli stessi proprietari si offrirono di tagliare il canone del 40%. Nessuna risposta. Zero.

M a cominciamo dal principio. il 1990. Siamo a Pian del Lago, Mangone, lungo lAutostrada del Mediterraneo che da Cosenza scende verso Reggio. Lo stabilimento di 4.000 metri quadri doverano gli uffici e la tipografia del Giornale di Calabria , il quotidiano finanziato da Nino Rovelli (ricordate lo scandalo Imi-Sir?) per omaggiare Giacomo Mancini, viene messo allasta. Lo compra lImmobiliare Piano Lago Srl. Che a met novembre dello stesso anno riesce a darlo in affitto per nove anni (nove!) al Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Il canone, tanto pi per larea industriale cosentina (mica Dalmine o Seregno) spropositato: un miliardo e centomila lire lanno. Pari a 1.108.936 euro di oggi. Pi le spese per la ristrutturazione e la messa a norma a carico dello Stato. Manco il tempo di guardarsi attorno e al Cnr, da sempre a secco di fondi per la ricerca scientifica, si sentono strettini: in arrivo il nuovo Istituto di Scienze neurologiche. Meglio prendere in affitto un altro pezzo dellex stabilimento. Altri 210 milioni e 800 mila lire: 187 mila euro di oggi. Totale, in valuta attuale: quasi un milione e trecentomila euro. Lanno.

Ma perch badare a questi dettagli? I laboratori vanno bene, lIsn anche, i ricercatori e i dipendenti arrivano a essere una settantina. Certo, il governo di Giuliano Amato e poi quello di Carlo Azeglio Ciampi stanno mettendo finalmente le mani sugli sprechi pi assurdi. Ma prima che arrivino a tagliare in Calabria... E poi, non c forse un contratto blindato fino alla fine del secolo? Arriva Berlusconi. Poi Dini. Poi Prodi. Poi DAlema. Poi Amato. Poi di nuovo Berlusconi e di nuovo Prodi e infine Mario Monti e Enrico Letta e Matteo Renzi. Una girandola di premier, una girandola di governatori regionali. Ma il contratto daffitto del fabbricato di Mangone, rinnovato nel 2001 per un miliardo e 369mila lire (oltre novecentomila euro oggi) resta carissimo. Persino dopo il braccio di ferro tra i vari centri di potere politici e universitari locali, nel 2011, sullipotesi di trasferire lIstituto di Scienze Neurologiche nel campus di Germaneto, a supporto della facolt di Medicina delluniversit di Catanzaro.

Fu solo lanno dopo, come ricorda Massimo Clausi su Il quotidiano di Calabria , che vedendo il progressivo taglio di fondi al Cnr e la parallela emorragia di scienziati e dipendenti la societ immobiliare inizi a temere di perdere la gallina dalle uova doro. E il 13 novembre 2012 si decise a offrire per lo stabile cosentino una drastica riduzione del canone: il 40%. La societ si impegnava, inoltre, a garantire ogni opera di manutenzione, ordinaria o straordinaria, che si fosse presentata come necessaria. Un qualsiasi privato, commenta il giornale calabrese, si sarebbe buttato a pesce sullofferta. E quando capita mai che ti si offra quasi un dimezzamento dellaffitto?

Ma la burocrazia italiana fa storia a s, cos dal Cnr nessuno si degna di rispondere alla proposta della societ immobiliare. Il risultato? IL Cnr continua a pagare lo stesso canone di prima, tanto paga Pantalone. Ed solo dopo l11 febbraio 2014, quando il senatore del Movimento 5 Stelle Nicola Morra chiede conto di questa costosissima assurdit che il Cnr si sveglia. Dieci giorni e finalmente, con una nota dellallora direttore generale decide daccettare labbassamento del canone da 842.646,68 euro a soli 505.588,01. Contratto formalizzato a fine maggio.

Lieto fine del tormentone? Magari... Cinque mesi dopo, infatti, salta fuori che parallelamente alle trattative sul nuovo affitto, lAgenzia delle Entrate, incaricata di stabilire quale fosse il canone pi congruo da pagare per lo stabilimento, ha fissato la cifra: 163.150 euro. Un terzo di quello concordato con la societ immobiliare come fosse quasi un grazioso dono.

Da qualunque altra parte del pianeta, davanti a fatti simili, un ente pubblico vitale come il Consiglio Nazionale delle Ricerche, accusa Morra, si sarebbe precipitato per pretendere limmediata soppressione di quel contratto e la sua sostituzione con uno finalmente adeguato. Macch. Niente da fare. Dopo un fitto scambio di mail, scrive Clausi, il centro di ricerca decide che in fondo il canone di 505.588,01 euro poteva anche andar bene perch il locatario avrebbe assicurato la manutenzione ordinaria e straordinaria dellimmobile. Sul serio? Mah...

Non bastasse, salta fuori anche una perizia dellAgenzia delle Entrate sul valore dello stabilimento: 2,6 milioni di euro. Almeno otto volte inferiore agli affitti pagati dal Cnr in un quarto di secolo senza diventare padrone di un solo mattone. A quel punto, nel totale silenzio del ministero, tenacemente muto davanti agli interventi parlamentari di Nicola Morra, ecco Striscia la notizia . Pochi minuti irridenti e feroci. Micidiali. Che spingono infine ad uscire allo scoperto il presidente del Cnr Massimo Inguscio. Il quale spiega, in una imbarazzata nota, che s, vero, i contenuti del servizio del Tg satirico di Antonio Ricci hanno destato motivato disappunto ed hanno costituito oggetto di approfondimento nel corso della odierna riunione del consiglio di amministrazione. Anche se mi preme rilevare che trattasi di questioni risalenti nel tempo, sin dal 1990, e alla quale pi volte si sono interessate le precedenti amministrazioni del Cnr che hanno chiarito la legittimit delle procedure seguite. Segue un impegno: il contratto, grazie a una clausola sventuratamente sfuggita prima allattenzione, sar disdetto prima della scadenza del 2019. Impegno nei giorni scorsi finalmente mantenuto. Dopo 27 anni. Nel frattempo, nel grande stabilimento sono rimasti a lavorare solo 16 dipendenti: sedici. Ciascuno, di solo affitto dello spazio, costa 31.600 euro.

Per carit, sar stata anche accertata la legittimit delle procedure seguite... Ma il buon senso?



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