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Palermo, sulle orme dei principe che divenne filantropo
di ANNA MARIA DE LUCA
28 luglio 2017 LA REPUBBLICA



Una citt diversa e bellissima, quella che si propone a chi percorre la vicenda umana di Francesco Paolo Gravina, il signore che dopo una delusione affettiva cambi completamente vita accogliendo poveri e indigenti. Attraverso la Kalsa e poi fino a Bagheria


Un modo alternativo per visitare Palermo e dintorni, sulle orme di un principe che diede tutti i propri beni ai poveri, Francesco Paolo Gravina. Partiamo dal quartiere pi antico di Palermo: la Kalsa (dall'arabo "al-Halisah" cio l'eletta), che un tempo accoglieva la cittadella fortificata dell'insediamento musulmano, il Palazzo degli Emiri e dei suoi dignitari. Tra via IV Aprile, via Alloro e vicolo Palagonia all'Alloro si trova il medievale palazzo Palagonia, dove nacque il principe Francesco Paolo Gravina. Sopravvissuto ai bombardamenti della primavera/estate del 1943 e ad un destino di demolizione previsto dal piano regolatore del 68, il palazzo (oggi sede della Direzione Generale del Comune di Palermo) fu destinato dallo stesso Francesco Paolo Gravina allente benefico da lui fondato per aiutare i poveri. A loro dedic la sua esistenza dopo una traumatica esperienza matrimoniale durata dieci anni.

Il Principe di Palagonia e Lercara Friddi a 19 anni si era infatti innamorato della principessa Nicoletta Filangeri e Pignatelli, figlia del principe di Cut, che aveva sposato il 14 marzo del 1819. Qualche tempo dopo, la principessa si invagh di un giovanissimo vicino di casa, Francesco Paolo Notarbartolo e Vanni, principe di Sciara. Tra i due inizi una relazione clandestina nel palazzo dei Notarbartolo, a pochi metri da quello dei Palagonia. La passione diventava sempre pi travolgente, tanto che Nicoletta inizi ad andare a trovare il suo amante anche di notte, ritornando a casa allalba. Ancora innamorato di lei, il principe cerc di tollerare e di riconciliarsi con la moglie finch, un giorno, le fece trovare il portone sbarrato e un servo in livrea che, a nome suo, la invita a tornarsene da dove era venuta.

Da quel giorno del principe non si ebbero a lungo notizie. Rest chiuso in casa, nel suo dolore. Dopo pi di un anno ricomincia a farsi vedere in citt. Appena trentenne, aveva ricchezze inestimabili: palazzi, ville, interi paesi, agrumeti e miniere di zolfo, campi di grano e vigneti, frutteti e mandrie di animali. Esce dalla sua autoreclusione per andare nei quartieri pi disgraziati con borse piene di monete doro che regala ai poveri, dispensando alimenti. Apre le porte del suo palazzo agli indigenti, autoconfinandosi in una stanza. C chi parla di follia, chi di illuminazione divina. Se volete respirare un poco della sua quotidianit di quegli anni potete visitare la Chiesa di Santa Maria della Piet, classico del barocco siciliano, dove si trova la lapide che ne ricorda il battesimo, e la chiesa della Gaccia (dal greco γανγαγια e dal latino ganea, luogo solitario e isolato) fondata, come ospizio e come ricovero per pellegrini, dallOrdine dei Frati Minori Francescani arrivati in Sicilia intorno al 1212. A questa chiesa legato anche un fatto drammatico: luccisione, il 4 aprile 1860, di quasi tutti i rivoltosi che stavano preparando una insurrezione antiborbonica cone le armi nascoste nel convento. Si salvarono solo i due capi rivolta, Gaspare Bivona e Filippo Patti, nascosti per giorni al buio tra i cadaveri della Cripta. Come si legge nella lapide che riporta la data del 9 aprile 1860, i due riuscirono a fare un buco nel muro ed a comunicare con una popolana. La donna organizz un piano per distogliere le guardie dalla Chiesa: simulando una rissa tutta al femminile cre un tale caos che i due capi rivolta riuscirono a fuggire tramite la Buca della Salvezza.

Sempre nella Kalsa, da vedere il complesso monumentale dello Spasimo, oggi diventato centro polivalente che accoglie musica e arte. Dove ad agosto ci sar il concerto di Sting, negli anni in cui Francesco Paolo Gravina era stato eletto pretore, cio sindaco della citt, cera un lazzaretto. Nel corso del suo mandato politico, cerc di dare ai poveri lavoro, istruzione e formazione religiosa ed apr le porte del Deposito di Mendicit. Ancora oggi nella sede del Comune di Palermo, a Palazzo delle Aquile (si trova in piazza Pretoria, sul confine del quartiere Kalsa, vicino ai Quattro Canti) accanto alla sala del consiglio comunale c una cappella con limmagine di Francesco Paolo Gravina, attualmente in attesa di beatificazione in Vaticano.

Il colera fece Palermo 27 mila morti. I poveri non potevano scappare dalla citt e cosi anche Francesco Paolo Gravina, che pur poteva farlo, decise di restare con loro. In quel terribile frangente form, da laico, una famiglia religiosa per occuparsi di loro, le Suore di Carit, e divenne amministratore del Reale Albergo dei Poveri dove venivano accolti gli emarginati della citt. Si trova appena fuori dal centro storico, poco distante da Porta Nuova e dal complesso monumentale Palazzo Reale-Cappella Palatina, nel primo tratto del Corso Calatafimi, lasse stradale che conduce alla cittadina di Monreale. Se salite verso i grandi saloni del piano nobile, dove si trovano gli uffici del Comune, sulla scala troverete la statua del Genio di Palermo, nume tutelare della citt. Sotto al palazzo, c invece un rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale, dove si entra accedendo dalla portineria. Dalle lettere che Francesco Paolo Gravina mandava alle autorit per sollecitarle a dare contributi economici ai poveri si capisce come le richieste non sempre venivano prese in considerazione. Cos, pur avendo l'incarico pubblico per assistere i poveri, spesso sopper di tasca sua, mantenendo pi di mille poveri. La met occidentale delledificio pertanto rimasta di propriet dellOpera pia Principe di Palagonia alla quale il bene era pervenuto per volont del suo benefattore. La met orientale delledificio stata invece acquistata dallAssessorato dei Beni Culturali e dell'Identit siciliana che lo gestisce attualmente attraverso il Servizio Museografico del Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identit siciliana per lo svolgimento di mostre e convegni.

Prima di lasciare Palermo, concedetevi una passeggiata nel percorso Unesco di corso Vittorio. Non perdetevi la Cappella Palatina, sorprendente gioiello all'interno del Palazzo Reale. Guy De Maupassant lha definita la chiesa pi bella del mondo. Tempio concepito come cappella reale e sala delle udienze, dal 2015 diventata Patrimonio Unesco, nellambito dellItinerario Arabo- Normanno di Palermo, Cefal e Monreale. I mosaici bizantini raccontano scene bibliche mentre intagli e dipinti di stile arabo sul soffitto in legno della navata centrale e sulle travature raccontano, in ogni spicchio, le stelle, la corte islamica e il paradiso secondo il Corano. Il quadrato del presbiterio rappresenta la terra con i suoi quattro elementi, lottagono nel tamburo lotto che rappresenta la resurrezione e il Giudizio Universale, e infine la cupola, la perfezione. La chiesa costruita secondo i canoni dell'architettura sicula-normanna, a tre navate con le absidi poste a levante, secondo i canoni bizantini e custodisce le tombe di Ruggero II e di Federico II.

Infine, un salto nel mistero: a Bagheria, dentro la villa estiva della famiglia Palagonia, realizzata da un antenato di Francesco Paolo Gravina e considerata dai viaggiatori Settecenteschi uno dei luogo pi originali al mondo. Ghoete ne rimase talmente impressionato da descrivere alcuni mostri della villa nella Notte di Valpurg del Faust. Allingresso si legge: Specchiati in quei cristalli e nell'istessa magnificenza singolar contempla di fralezza mortal l'immago espressa riferendosi agli specchi che rivetsivano, con un particolare gioco di sovrapposizioni, l'intera volta del soffitto, oltre che i lati nelle pi complesse disposizioni. Su questa villa si scritto di tutto e di pi, tirando in ballo lesoterismo, culti strani, la rivoluzione freudiana, le matrici alchemiche del XVIII secolo, cosi come in altre ville bagheresi. Quel che sembra pi probabile che la villa sia una ricerca di armonia che passa dalle statue dei musicanti, che si trovano su un lato della villa, alle creature deformi che si trovano
dal lato opposto, con la costante presenza del dio Mercurio a significare la mutazione della materia. Comunque sia, non potete non vederla: lo stesso Salvador Dal disse di volerla acquistare Villa Palagonia come suo ideale soggiorno per i periodi di villeggiatura in Sicilia



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