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SARDEGNA - Gli obiettivi di cementificazione della giunta Cappellacci erano dichiarati
sardegnasoprattutto / 28 luglio 2017


Gli obiettivi di cementificazione della giunta Cappellacci erano dichiarati; criptici quelli della Giunta Pigliaru ma sono sostanzialmente i medesimi [di Paolo Numerico]



Osserva Mauro Gargiulo, su Sardegna Soprattutto in uno dei suoi articoli, che il DDL. regionale sul governo del territorio sardo (DDL Erriu), ormai conosciuto come Legge urbanistica un magnifico esempio per spiegare cos un ossimoro, cio la presenza di una contraddizione intrinseca in un testo o in una frase.

Cos accade che nel DDL. si comincia artt. da 1 a 3 con lenunciare principi e finalit della pianificazione tutti condivisibili; e vado saltando attraverso gli enunciati: il rispetto della leale (proprio cos) collaborazione, della partecipazione, del coordinamento della adeguatezza etc.; le finalit del coerente (proprio cos) uso e governo del territorio, delladeguamento della pianificazione territoriale alla tutela e valorizzazione del paesaggio, nel rispetto del Codice dei beni culturali e del paesaggio; della tutela (proprio cos) dei territori costieri, rurali e naturalistici, del contenimento (proprio cos) del consumo di suolo; della partecipazione democratica; e compagnia cantando.

Solo che, con un evidente scarto fra il dichiarato ed il razzolato, il DDL contiene norme completamente contraddittorie con i buoni propositi, tutte notate dagli ambientalisti (tutte le sigle pi rilevanti a livello nazionale e locale), dai migliori urbanisti e dai politici pi avveduti, da intellettuali e semplici cittadini, specie in quella parte della sinistra che fu allorigine della Legge sulle coste e del successivo PPR, varati dalla giunta Soru.

Scorrendo il progetto, la prima avvisaglia si coglie nel Capo VI titolo primo (analizzato da diversi in questo sito), dove si tratta della partecipazione dei privati alle scelte pianificatorie. Si regolano gli accordi (art. 23), linformazione e la partecipazione (art. 24) e poi, pi in concreto, il dibattito pubblico per le opere di rilevante impatto (art. 25). In questo ultimo frangente, quando si debba discutere dellimpatto che interventi, opere e progetti di iniziativa pubblica o privata possano avere in sede ambientale, paesaggistica, territoriale, sociale ed economica, si d liniziativa del dibattito, oltre che alla Giunta regionale ed alle amministrazioni interessate, alla popolazione, ma solo, in tal caso, se raggiunga il 10% dei residenti, prevedibilmente uniti in comitati o associazioni.

Si pu discutere se questo sia un limite eccessivo alliniziativa. Ma quello che non si pu accettare e si dimostra incostituzionale (artt. 3, 9, 21 e 97 Costituzione.) che, una volta partito lesame pubblico, gli interventori privati ulteriori, che intendano entrare nellanalisi dei progetti impattanti, debbano subire una valutazione da parte della sede pubblica circa lutilit di una simile partecipazione (8 comma del cit. art. 25): stato notato da pi parti in questo sito che questa una sorta di censura preventiva di ammissibilit destinata a strozzare il dibattito stesso, tanto pi che i tempi e modi del procedimento sono chiaramente disciplinati.

Tale previsione , certamente ed inoltre, in contrasto interno con i principi di leale collaborazione, sussidiariet, coinvolgimento dei cittadini di cui allart. 2 del DDL.

Quando si passa al Capo VII del Titolo I, che tratta di perequazione e compensazione, troviamo norme che, inseguendo il piano casa di Cappellacci, concedono, sempre in contraddizione questa volta con la finalit (art. 3) di non produrre nuovo consumo del territorio, forti incrementi volumetrici del 25% per nuovi interventi in materia di efficientamento (art. 29) e ribadiscono, fino a nuovo puc, le previsioni del piano casa, appunto (art. 30).

La noma pi rischiosa di questo capo appare, tuttavia, lart. 31. Le strutture alberghiere e consorelle hotel/pensioni, residence, multipropriet e lottizzazioni turistiche; si badi che le residenze turistiche di cui si parla non sono solo quelle esistenti, ma pure quelle ancora sulla carta sono autorizzate ad incrementare del 25% il loro status volumetrico, per migliorare lofferta turistica (sic). E ci anche in deroga ai piani vigenti ed anche sulla fascia dei 300 metri dalla costa. Lincremento pu essere realizzato pure in nuovi corpi di fabbrica!

La disposizione punta sullincremento, senza alcuna valutazione qualitativa. Pi la struttura grande in partenza, pi grande ancora, trattandosi di una proporzione matematica, lincremento e, dunque, limpatto paesaggistico.

Per giunta, stato fatto rilevare (Paolo Biondani su Lespresso, che riporta le notazioni dellavv. Stefano Deliperi, del Gruppo di Intervento Giuridico/GRIG, il tutto ripreso anche da Sardegna Soprattutto) che lingrandimento previsto si aggiunge a quello di cui al precedente piano casa ed alle deroghe degli anni 90: perci 25% pi il precedente 25% fa il 50%. E questo anche sulle coste! Una specie di mostro! Il progetto Erriu crea non tanto un piano casa, ma un piano secondi alberghi e seconde lottizzazioni turistiche.

Il PPR della giunta Soru, che tanto aveva giovato alla salvaguardia del paesaggio sardo, viene del tutto travisato, aggirato e distrutto e la risorsa strategica della fascia dei 300 metri vincolata completamente resa vana.

Unaltra norma del tutto stravagante dellart. 31 [lettere c) e d) del comma 3] prevede poi (rilevato ripetutamente in questo sito da Gargiulo e da altri che sono intervenuti) una regola geometrica ancora pi invasiva per le coste. Fatto perno sullo spigolo pi vicino al mare dellalbergo, si traccia una linea ideale parallela alla costa. Nel vuoto eventuale che si coglie nello spazio fra lalbergo e questa linea ideale si potr costruire!

Prosegue il DDL negli artt. 32 e 33, sempre in contraddizione con gli obiettivi solo dichiarati. Per favorire il rinnovo del patrimonio edilizio con interventi di demolizione (anche solo parziale) e ricostruzione (art. 32) ed al fine di riqualificare e migliorare la qualit dei contesti paesistici compromessi (art. 33), si attribuiscono nuovamente forti incrementi volumetrici, rispettivamente del 30 per cento e del 40%. La rilocalizzazione avviene in modo necessitato fino a 2000 mc di volumetria di partenza, mentre per gli interventi maggiori il Comune pu intervenire.

Ma praticamente la variazione del piano urbanistico sollecitata dalla ricostruzione altrove necessitata. Le aree di rilocalizzazione possono essere sia private, sia pubbliche! E se le aree di arrivo hanno una volumetria di per s maggiore che quella di partenza, gli incrementi si sommano (art. 33 comma 11).

Inoltre la regola vale sia per gli edifici in regola, sia per quelli in cui sia in corso il condono, se anche lavallo edilizio avvenga successivamente. Date le caratteristiche estremamente generiche delle situazioni proprie degli edifici da demolire e trasferire, si ha uno spostamento dei volumi con gli incrementi previsti assolutamente non precludibile.

A chi si domandasse dove si andr a finire con norme di questo tipo, nessuno pu rispondere con certezza. La totale imprevedibilit di norme cos concepite un altro vizio del DDL. Una chicca della norma si trova nel comma 10 lettera c) dellart. 32. Ledificio nuovo, se composto di unit immobiliari separate, di propriet di diversi titolari, almeno due, deve essere fornito di ascensore se ledificio nuovo sar di anche solo due piani fuori terra, quindi con un piano terra ed un primo piano. Godono pure le imprese di costruzione di elevatori!

Infine a chiusura del Capo VII del titolo primo, vi una norma sicuramente incostituzionale perch la Regione intende inserire, senza averne alcuna attribuzione, una disciplina di diritto civile.

Si tratta dellart. 34, che crea il registro dei diritti edificatori, in cui sono annotate, per ogni propriet catastalmente individuata, le quantit dei diritti edificatori generate dallapplicazione delle norme sulla perequazione e sulla premialit da accrescimenti volumetrici o compensativi, cui segue la relativa trascrizione a fini di pubblicit verso terzi.

La particolarit che chiaramente emerge dalla normativa il distacco fra propriet e diritto edificatorio. E questo tanto pi evidente in quanto la registrazione e connessa trascrizione (!) avvengono perfino in assenza di individuazione dellarea di utilizzo dei diritti edificatori aggiuntivi . Soprattutto sul mercato immobiliare una simile previsione creer enormi distorsioni, senza alcuna possibilit di guidare e controllare listituto, emergente come un fungo velenoso.

Non finita. Il sistema Pigliaru Erriu produce una nuova e pi terribile mela avvelenata, capace di eliminare ogni salvaguardia del Piano Paesaggistico della Sardegna e qualsiasi vincolo che si volesse mantenere al riguardo, sempre pi in contraddizione con le predicazioni dellapertura del DDL. E lart. 43. Fra laltro una norma inserita a chiusura del settore riguardante il Piano Paesaggistico, con la finalit di far saltare tutto il contenuto vincolistico di quel piano, nel senso di consentire la nascita di eccezioni pi forti della regola.

Sempre da fonti di Italia Nostra, riprodotte nuovamente su Sardegna Soprattutto, si nota come da unanalisi testuale emerga che lestensore della statuizione appartiene ad una fonte distinta dagli altri scrittori della legge, adoperandosi solo in questo sito normativo espressioni forbite che non compaiono nel resto del disegno. Non vale la pena, tuttavia, esternare possibili commenti e supposizioni, in quanto il Governo regionale ha in ogni caso fatto propria la statuizione.

Questultima, per giunta ed in certo modo, rappresenta, con gli artt. da 29 a 34, ed ancor pi di essi, la chiave di volta pi eclatante per penetrare nel sistema paesaggistico regionale e sostanzialmente distruggerlo, con la volont o almeno con loggettivo esito di avvantaggiare altri interessi economici, in una logica di prevalenza del profitto e della cementificazione.

Lart. 43 si intitola Programmi e progetti ecosostenibili di grande interesse sociale ed economico. I soggetti pubblici e privati ed i privati (si possono immaginate tre o quattro fotografie di societ, enti o gruppi) saranno evidentemente il motore di questa opportunit possono proporre programmi o progetti ecosostenibili (la genericit dellaggettivo evidente) di grande interesse sociale ed economico (ancora qualificazione generica), finalizzati alla attuazione di interventi nei settori del turismo, delle industrie legate alla valorizzazione di filiere produttive locali, alla produzione e fornitura di servizi su scala regionale, alla soddisfazione di particolari fabbisogni sociali, non altrimenti definiti, con ricaduta sistemica. Seguiranno VAS, VIA (comma 35) e accordi di pianificazione.

Dopo questo DDL nella previsione si pu far entrare la qualunque. Sar patente, perch anche previsto comma 21 -, che la proposta indicher i caratteri di adeguamento, integrazione, specificazione (?) della disciplina paesaggistica del Piano paesaggistico regionale relativamente alle aree pi delicate.

Le previsioni dellarticolo si applicano anche ai comuni il cui territorio sia integralmente ricompreso negli ambiti di paesaggio costiero (ultimo comma). Lapprovazione dellaccordo determina la variazione di ogni precedente piano urbanistico e paesistico (comma 34), anche in anticipazione degli step che possono condurre allaggiornamento del Piano Paesaggistico (comma 12).

Insomma, qualunque programma ecosostenibile e di grande interesse sociale ed economico permetter in un solo passaggio di affrontare procedure complesse, depotenziando il momento di confronto con gli stakholders, attraverso lo spostamento in sede politica delliniziativa programmatica (cos Italia Nostra, sempre da Sardegna Soprattutto).

Opl. Il gioco fatto! Del vincolo paesaggistico del PPR Soru si potr parlare, se passa la norma, solo come oggetto del passato. Che resta ancora da dire di questo DDL? Si pu trattare dellattenzione come posso dire, in parte subdola e contraddittoria rispetto alle buone intenzioni ed ai buoni obiettivi (art. 74), anche se meno grave delle deroghe fin qui segnalate dedicata ai cosiddetti ambiti agricoli nel Capo II del Titolo III (artt. da 73 a 83).

Nel delicato assetto del territorio agricolo regionale varie norme consentono:

-. incrementi di volumetria [art. 76 lett. g)];

-. nuovi edifici a destinazione residenziale entro lambito rurale (art. 79), quanto meno al di fuori dei c.d. centri rurali;

-. interventi per turismo negli ambiti rurali (artt. 81 e 82).

Come si pu concludere questa breve analisi? La Giunta Pigliaru un governo di sinistra. Il prof. Pigliaru era assessore della Giunta Soru. Il risultato oggettivo dellintero DDL, a parte tutte le norme procedurali, descrittive e sulla distribuzione fra gli organi, identico, anzi ancora pi incisivo e rischioso per il territorio, del piano casa della precedente Giunta regionale, appartenente ad altra zona della politica.

Ununica differenza si rimarca; ed a sfavore del DDL della Giunta Pigliaru. Gli obiettivi di cementificazione del precedente Governo regionale erano dichiarati. Nel caso presente sono contraddittoriamente criptici, ma sostanzialmente i medesimi. Gli scopi reali, eufemisticamente coperti, emergono senza possibilit di poterli celare.

* Magistrato amministrativo a riposo



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