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La Sicilia che getta i soldi per la gestione del turismo
Gian Antonio Stella
Corriere della Sera 17/8/2017

Sito bilingue, soldi sprecati, flop dei distretti Cos la Sicilia ha perso milioni di visitatori

I turisti crescono ovunque ma nellisola no. Il Veneto nel 2016 ne aveva quattro volte e mezzo di pi

Ma come pu la Regione Siciliana gestire cos le sue ricchezze e il suo turismo? Un patrimonio immenso che appartiene non solo a tutti gli italiani ma a tutto il mondo? Lultimo delirio: ha buttato 24 milioni di euro di fondi europei nei Distretti Turistici. Dodici sprecati nei carrozzoni clientelari autoreferenziali e dodici revocati: zero progetti. Senza manco metter su un sito web che non sia ridicolo.

Lultima beffa confessata nel dossier dellAssessorato del Turismo. Titolo: Destination Management Organization. In english. Come in inglese si apre lindice dei temi: Dmo-What?, Dmo-Why? E via cos: Dmo-Governance, Steering Committee... Per non dire dellanalisi che parte dalla Dmo (Destination Management Organization, appunto) per parlare del market coverage e dello scrupoloso lavoro di benchmarking e delle azioni di availability growing Hiiiih! Nimparamu u nglisi! Addiventamu allizzati, direbbe cumpari Turiddu. Ci siamo imparati linglese! Ci siamo fatti eruditi!

Labuso provincialotto di anglofilia managerial-bocconiana, quella che traduce il latino status quo in steitas quea, stende in realt un velo di pseudo efficientismo sullignoranza storica, totale e cancerosa della Regione nei confronti del turismo internazionale che nel 2016 ha fatto registrare, come spiega lUnwto, organizzazione mondiale del turismo, il record assoluto: un miliardo e 235 milioni di arrivi. Il quadruplo dei 320 milioni del 1985. Per la met sparpagliati sulle spiagge, le montagne e le citt darte della vecchia Europa.

Solo un turista internazionale su sette (il 14%) va in vacanza nel Mezzogiorno (nonostante un crollo del 30% della Turchia, per fare un solo esempio) e nel 2016, come riconosce lOsservatorio Turistico regionale su dati Istat, le presenze sono addirittura calate (-7,2%) rispetto allanno precedente. Scendendo a 13.462.747. Un cinquantaduesimo del totale italiano. Nonostante i nove siti Unesco, nonostante le citt darte, nonostante le spiagge, nonostante i vini, nonostante la magia dei cibi. Per fare un solo esempio: il Veneto di presenze ne ha registrate 63 milioni: quattro volte e mezzo di pi.

Certo, questa estate a Taormina, forse anche grazie al traino del G7, rester indimenticabile. E la home page di travelnostop.com/sicilia trabocca di titoli entusiastici: Boom di passeggeri negli scali siciliani per ponte 1 maggio, Crescita inarrestabile per San Vito Lo Capo: nel 2016 oltre 135 mila turisti, A Modica turisti con il segno pi: nel 2017 incremento del 13,5%, Il 2016 anno doro per il turismo a Marsala, presenze a 6%, Il mercato russo scopre la Sicilia, presenze a +46% nellultimo anno e via cos.

Proprio questultimo dato, sbandierato dallassessore al turismo Anthony Barbagallo detto Entoni (testuale: sul sito ufficiale dellArs dove spiega che di Catania) la dice lunga. Non solo c un boom crescente di russi ma, spiega il rapporto 2017 del Touring Club-Unicredit, i clienti stranieri pi numerosi sono i francesi e i tedeschi che ancora mettono nello zainetto il viaggio in Sicilia di Wolfgang Goethe. Bene: dopo anni e anni di polemiche seguite alle prime denunce, il portale turistico ufficiale della Regione Siciliana non solo ha laspetto arcaico dei primi siti web balcanici ma ancora, incredibile ma vero, solo in italiano e inglese. Fine. Nel pieno del boom del turismo mondiale. Quando, come provano i dati Enit usciti una decina di giorni fa, il peso delle vacanze decise online ormai diventato determinante.

Una figuraccia. Per fare un solo confronto, il portale delle Marche, le quali dispongono duna briciola della autonomia isolana, in dieci lingue: oltre allitaliano linglese, il russo, il francese, il tedesco, lo spagnolo, il polacco, lolandese, il cinese e il portoghese. Dieci! Io ci provai a cambiare quel sito, raccont un paio di anni fa Michela Stancheris, per un po assessore con Crocetta, Mi spiegarono che dovevo rivolgermi a Sicilia Servizi. Un labirinto da incubo. Alla fine uscii stremata. Ne ha cambiati quattro in quattro anni, di assessori al turismo, Rosario Crocetta. Prima Franco Battiato, poi la Stancheris, poi Cleo Li Calzi e infine Barbagallo. Ci han provato anche loro a fare un nuovo portale? Boh Che non avessero pi soldi?

Certo che di picciuli lassessorato al turismo isolano ne ha buttati via, negli anni, tantissimi. Ventiquattro milioni, come dicevamo solo per i distretti turistici. La prima a parlarne, nel 2001, fu lallora assessora Domenica Rotella: La Sicilia possiede tutte le potenzialit per ricoprire un ruolo fondamentale nellarea mediterranea, ponendosi sul mercato come terra di mare, arte, cultura, tradizioni. Cinque anni dopo li promossero: Abbiamo creato un sistema che pu funzionare benissimo. Altri quattro e fecero il decreto per attuarli, altri due e a fine 2012 i distretti videro infine la luce. Per rivelarsi un disastro, ha detto giorni fa Entoni Barbagallo a Riccardo Vescovo del Giornale di Sicilia : Al mio insediamento ho subito proceduto alla riforma del settore perch avevamo quattro volte il numero dei distretti di altre regioni. Cera il rischio che diventassero dei carrozzoni, dei poltronifici

Solo un rischio? Su venticinque baracconi, per dirla con Vescovo, una decina non ha prodotto alcun progetto, 12 milioni sono rimasti nei cassetti mentre gli unici soldi spesi, poco pi di 12 milioni, sono serviti soprattutto per iniziative autoreferenziali e locali, che secondo lo stesso assessorato hanno penalizzato lIsola in termini di visibilit e di mancata sinergia nellimpiego delle risorse. Rileggiamo: penalizzato. Titolo del giornale: Il flop dei distretti turistici in Sicilia: Progetti inutili, milioni in fumo.

Ma in alto i cuori! Con la Destination Management Organization sta sorgendo infin il sol dellavvenir: La naturale evoluzione dei distretti in destinazioni organizzate deve avvenire tramite logiche di smart specialization e di open innovation attivabili dagli stakeholders Grazie. E la colonna sonora? Ovvio: Prisencolinensinainciusol nellinglese inventato di Adriano Celentano. Ricordate il ritornello? Ai ai smai senflecs / Eni go for doing peso ai / Prisencolinensinainciusol, ol rait



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