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Firenze, Uffizi. La mia estate con Manfredi
Jacopo Storni
Corriere Fiorentino 18/8/2017

Ferragosto a Firenze. Daniela Lippi non andata in vacanza. Ha preferito restare qui, vicino al suo quadro, quasi un figlio. Niente mare, niente spiaggia. Troppa ansia, troppa responsabilit. E allora meglio lavorare, dentro questo laboratorio nel cuore dellOltrarno. Cinquanta metri quadrati di arte e storia: pennelli, cavalletti, spatole, cornici, righelli, pinze, matite, bisturi, tempere, colori, vernici. E poi quadri, tanti quadri da restaurare, opere darte a cui ridare vita nuova. quasi un parto, ogni volta che un quadro rinasce. E lei, che restaura con meticolosa pazienza, diventa quasi una madre. Ecco il quadro da accudire, come fosse un bambino, da restaurare passo dopo passo. Eccolo in piedi sul cavalletto, poco distante dalla finestra, illuminato lateralmente dalla luce del sole. Un quadro sfregiato, sventrato, quasi distrutto.

Ecco I giocatori di carte , il capolavoro di Bartolomeo Manfredi risalente al Seicento e flagellato dalla bomba dei Georgofili. Dopo ventiquattro anni nel deposito degli Uffizi, il quadro, irriconoscibile, uscito per la prima volta dal museo fiorentino per arrivare qui, in quella che per un anno sar la sua nuova dimora. Daniela Lippi ha iniziato il restauro. Dieci ore al giorno seduta accanto al dipinto, gli attrezzi del mestiere tuttintorno, il computer con la mappatura scansionata dellopera. Unoperazione chirurgica, lenta e scrupolosa, frutto del progetto lanciato da Corriere Fiorentino , Gallerie degli Uffizi e Banca Federico Del Vecchio, un crowdfunding per il recupero del dipinto ferito dalla mafia. Chiunque pu contribuire, con la cifra che desidera, donando allIban IT57 T032 5302 8010 0000 0123 456 sul conto intestato a Comitato restauro del dipinto i giocatori di carte. Una missione quasi impossibile, per simbolica. Cultura contro terrore. Una partita da vincere, questo il nome del progetto. Daniela ci crede. Per lei una grande responsabilit, ma anche unincredibile opportunit. Lavora a pieno regime, nonostante lestate. Fa fresco in questo laboratorio. Lei indossa la visiera con lente dingrandimento. Analizza attentamente gli oltre 300 frammenti della tela, ognuno dei quali dovr tornare al proprio posto. Ogni frammento diventato un numero. A64 un frammento di 5 centimetri, corrisponde al polso di uno dei personaggi del quadro. A 24 la bocca, A49 il collo.

un labirinto di cifre e pennellate. Ma lei si districa perfettamente. Spolvera i frammenti uno a uno, utilizza un bastoncino alla cui estremit c un pezzettino di cotone inumidito con essenza di petrolio e una piccola percentuale di acetone. Dopo la spolveratura, i frammenti sono pi nitidi, pi lucidi. un passaggio delicato, rischioso. Eppure bellissimo, dice Daniela. unemozione indescrivibile mettere le mani su un dipinto realizzato centinaia di anni fa. Si trovano le impronte del pittore, i peli degli antichi pennelli. Quasi una simbiosi estatica, un dialogo intimo con Bartolomeo Manfredi, a 400 anni di distanza. Un tuffo nella storia, un lavoro minuzioso. Tra queste mura, tutto scorre lento. Si riscopre il valore del silenzio, limportanza dei dettagli. Il sogno pi grande di ogni restauratore viaggiare nel tempo attraverso i dettagli delle opere darte, osservare la tela da vicino e catapultarsi nellepoca e nel laboratorio in cui stato dipinto.

In fondo, questo laboratorio come una macchina del tempo che trasporta nella storia, un luogo isolato dal traffico e dal turismo di massa che risuona fuori, sulle strade dellOltrarno. C una dimensione parallela, dove lo spazio e il tempo sembrano immobili. Mentre sollevo i frammenti con la spatola, penso a quello che faceva Bartolomeo Manfredi 400 anni fa. La responsabilit grande: Per stimolante, una battaglia da vincere in ricordo delle vittime della strage dei Georgofili. Mentre restaura, Daniela pensa anche a loro: Fabrizio Nencioni, Angela Fiume, Nadia Nencioni, Caterina Nencioni, Dario Capolicchio. Impressi nella mente i loro nomi, uomini, donne e neonati uccisi dalla mafia, da quellordigno che sconvolse Firenze. Questo restauro un omaggio alla loro memoria. Limpresa ardua, il lavoro ancora lunghissimo. Dopo la catalogazione di tutti i frammenti, entro fine agosto, partir la rimozione della carta velina dalla tela, che venne messa a protezione del quadro dopo lattentato. Poi, quando sar inverno, partir la posa dei frammenti sulla tela. Passer Natale, poi Capodanno. arriver primavera. E il quadro, lentamente, comincer a prendere forma. Giorno dopo giorno, crescer nel grembo di questo laboratorio, le sue ferite saranno rimarginate. E poi, quando tutto il puzzle sar ricomposto, potr camminare sulle proprie gambe. E torner agli Uffizi, come un figlio ritrovato, dove potr essere ammirato da tutto il mondo.



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