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Gli Stati e le statue cos sta cambiando la storia americana
19 agosto 2017 LA REPUBBLICA




Una delle immagini pi memorabili della conquista americana dell'Iraq, nell'aprile del 2003, il video in cui si vedono dei marinai americani che abbattono, con un mezzo corazzato, una statua di Saddam Hussein alta 12 metri in piazza Firdos, a Bagdad. Queste modifiche del paesaggio condiviso fanno parte del processo storico; cos come la reinterpretazione delle idee sul passato di una nazione, quando gli eventi modificano il senso della sua identit. Alcune vestigia vengono distrutte, altre conservate. Dopo la caduta delle monarchie, i palazzi dei sovrani diventano musei che tutti possono visitare, come a Versailles, a San Pietroburgo, o a Caserta.

La violenza e la morte che a Charlottesville, in Virginia, hanno funestato la manifestazione di protesta di neonazisti, membri del Ku Klux Klan e altri suprematisti bianchi ha nuovamente riportato l'attenzione degli americani sui simboli della Confederazione - il governo formato dagli Stati schiavisti che si separarono dall'Unione nel 1861 provocando la guerra di Secessione americana. La protesta era contro il progetto della citt di Charlottesville di rimuovere una statua del generale confederato Robert E. Lee eretta nel 1924. La prima dichiarazione del presidente Donald Trump su queste violenze, sabato 11 agosto, ha attribuito la colpa a entrambe le parti. Dopo le critiche sempre pi accese per la sua mancata condanna dei suprematisti bianchi, luned ha fatto una dichiarazione in cui attaccava il razzismo come il male e definiva teppisti i membri del KKK e i neo-nazisti. Il giorno dopo, ha ritrattato, dicendo che c' del buono e del cattivo nei due fronti delle proteste di Charlottesville. Gioved mattina, il presidente tornato a fare delle denunce su Twitter (come ama fare), il cui obiettivo non erano i suprematisti e i nazisti, ma quelli che vogliono abbattere le statue di generali che hanno combattuto per mantenere la schiavit degli afro-americani.

triste vedere la storia e la cultura del nostro grande Paese fatte a pezzi con la rimozione delle nostre bellissime statue e dei nostri monumenti, ha twittato Trump. Non possiamo cambiare la storia, ma possiamo imparare da essa.

Una delle cose pi importanti che impariamo dallo studio della storia quanto, in realt, sia modificabile. Ci non significa che gli eventi passati cambino, ma piuttosto che la nostra comprensione di questi eventi si altera quando la societ cambia e vengono ammesse nuove prospettive, si prendono in esame nuovi tipi di prove e si utilizzano nuovi strumenti per scoprire il passato. E nel secolo e mezzo trascorso dalla fine della guerra di Secessione, la storia della guerra stessa e dei suoi simboli stata oggetto di un'incessante contesa. Il primo decennio dopo la guerra fu quello della "Ricostruzione": il Nord vittorioso tent di riformare il Sud, impegnandosi a concedere i diritti politici agli afro-americani. Ma le passioni riformatrici del Nord cominciarono ad affievolirsi, e si riafferm la struttura del potere bianco del Sud, che and a riconquistare attraverso la legislazione ufficiale e azioni concertate di terrore bianco la sottomissione dei neri del Sud. Contemporaneamente alla costruzione di questa struttura di rigida separazione delle razze e di oppressione degli afro-americani, si elaborava una narrativa romantica della guerra di Secessione come di una nobile "causa persa" ( lost cause) combattuta dalla cavalleresca aristocrazia del Sud, che mirava soltanto (questo si sosteneva) a preservare gli aspetti positivi della sua societ rurale e agraria, una realt splendente e in contrasto con le grigie citt del Nord, con le loro orde di immigrati, tra cui un gran numero di cattolici italiani e di ebrei dell'Europa orientale. Cos il Sud eresse monumenti a generali confederati come Robert E. Lee e Stonewall Jackson, diede il loro nome a strade, piazze e scuole, e consolid la sottomissione sistematica dei neri, sostenuta da una sentenza della Corte Suprema del 1896 secondo cui le strutture pubbliche separate ma uguali (sempre separate, quasi mai uguali) messe in atto da norme segregazioniste erano legali. Per decenni, l'egemonia della segregazione non dovette affrontare sfide significative. Serena nel suo potere, ebbe poco bisogno di proclamarlo. Solo con il sorgere del Movimento per i diritti civili i simboli della Confederazione rivivono come simboli attivi e popolari della resistenza ai diritti civili e all'uguaglianza dei neri. Quando i democratici segregazionisti rompono con il partito nel 1948 per formare il cosiddetto partito "Dixiecrat" adottano come proprio simbolo la bandiera dei confederati. Mentre il Movimento per i diritti civili comincia a diventare popolare, quella che viene comunemente chiamata la bandiera di guerra dei Confederati (una delle tante usate dal Sud durante la guerra di Secessione) diventa un simbolo della "causa persa" e della resistenza al movimento per l'uguaglianza dei neri.

Nel 1956, la Georgia mise l'emblema della bandiera confederata sulla bandiera statale, almeno in parte in risposta alla sentenza della Corte suprema che, nel 1954, annullava la sua precedente decisione sul separate ma uguali. Con il rafforzarsi della resistenza bianca di fronte alle tattiche sempre pi efficaci del Movimento per i diritti civili, il vessillo confederato stato sventolato e indossato da chi si oppone all'uguaglianza nera. Anche se per qualcuno richiama una visione idealizzata fatta di "luce lunare e di magnolie" del Sud dell'anteguerra, la bandiera di fatto ci che sempre stata: la rappresentazione dell'uso delle armi per perpetuare la schiavit dei neri.

interessante notare che i suprematisti di Charlottesville esibivano una serie di simboli, tra cui bandiere naziste e altri simboli associati alla Germania nazista. Nella conferenza stampa di marted, Trump si spinto a umanizzare coloro che hanno manifestato per conservare la statua di Lee, dicendo che c'erano delle bellissime persone che protestavano assieme ai nazisti e al KKK. Se c' una cosa che i crimini dei nazisti avrebbero dovuto insegnarci che gente molto comune pu partecipare a crimini profondamente orribili. Tuttavia, questa idea che c'erano delle bellissime persone tra i suprematisti bianchi si inserisce in un modello pi ampio. Anche ha fatto ricorso ad argomenti simili. Nel 2015, quando un giovane suprematista bianco, Dylann Roof, uccise nove afroamericani in una chiesa metodista nella Carolina del Sud, e fu pubblicata una sua foto accanto a una bandiera confederata, si rafforz l'idea di toglierla da diverse sedi ufficiali del Sud dove era allora esposta. Sessions si dichiar vivamente contrario, ricorrendo al solito argomento che quella bandiera onora i nostri antenati. Disse che suo bisnonno aveva combattuto ed era morto per la Confederazione: Non credo che fosse un uomo cattivo.

Immagino che il manifestante che, intervistato da Vice News in un servizio sui disordini, ha detto che il problema di Charlottesville (sede della University of Virginia) l'essere gestita da ebrei comunisti e negri criminali, si consideri un'ottima persona. E che chi manifestava con lui, gridando gli ebrei non ci sostituiranno , si sente davvero minacciato da quella che ritiene essere una sinistra cospirazione del mondo ebraico. Trump sembra pensare che questi manifestanti meritino comprensione perch credono a quello che dicono. Centoquaranta anni fa William Kingdon Clifford, filosofo e matematico a Cambridge, scrisse un saggio intitolato The Ethics of Belief, in cui demoliva il valore di questa sincerit, dicendo che l'idea in cui si crede non degna di rispetto se la persona che la sostiene non l'ha acquisita con una paziente ricerca, ma mettendo a tacere i propri dubbi. Gli storici si sforzano di comprendere il passato attraverso una paziente ricerca e lasciano che i loro dubbi plasmino le loro domande. Generazioni di storici, negli Stati Uniti, hanno scritto e riscritto innumerevoli volte la storia della guerra di Secessione, della Ricostruzione e del Movimento per i diritti civili. La storia cambia e cambiano anche le persone che onoriamo e il modo in cui le onoriamo.

Il tweet di Trump di gioved diceva che era una vergogna che la gente chiedesse la rimozione delle nostre bellissime statue . Il fatto che la creazione di queste statue fu un atto politico, inteso a rendere onore a una societ fondata sulla schiavit. Anche la loro rimozione un atto politico, nella scia di una lotta pi antica della stessa nazione americana. E si pu fare a meno di chiedersi se da qualche parte, nella mente di Trump, non vi sia una preoccupazione per i suoi posteri. Forse quest'uomo, che deve mettere il suo nome in caratteri giganteschi su degli edifici di tutto il mondo, teme che, come l'Ozymandias di Shelley, alla fine non rimarr altro che due enormi gambe di pietra prive di tronco e un viso sfranto, mentre tutto intorno una sabbia piatta e solitaria si estende all'infinito .

( Traduzione di Luis E. Moriones)



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