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"Ho scelto di vivere qui citt antica ma viva"
ANTONIO FERRARA
20 agosto 2017 LA REPUBBLICA

WEINGARTEN, nel sud della Germania, una cittadina di 26 mila abitanti, dominata dalla mole dell'abbazia di San Martino. L nato 36 anni fa Gabriel Zuchtriegel, laureato in archeologia classica, preistoria e filologia greca alla Humboldt-Universitt di Berlino e un dottorato di ricerca in archeologia a Bonn. L'archeologo tedesco (Ma sono napoletano chiarisce subito) dal primo novembre 2015 dirige il Parco e il museo archeologico di Paestum, reso autonomo dalla riforma Franceschini.

Nel 2014 professore a contratto di archeologia e storia dell'arte greca e romana a Matera, all'univerist della Basilicata, poi un'esperienza nella segreteria tecnica del Grande progetto Pompei, da direttore di Paestum ha appena annunciato la nascita di una collana editoriale scientifica che si chiamer "Argonautika" e ha pubblicato il bando di gara da 165 mila euro per la manutenzione del pi integro tempio greco della Penisola, quello di Nettuno. Chi dice che i musei autonomi non fanno tutela, non conosce la realt. Mentre prima i fondi non arrivavano, adesso siamo noi a decidere come e dove investire spiega. A Paestum va in treno, direttore pendolare da Napoli, dove abita.

Qual stato il suo primo impatto con Napoli?

Ci sono venuto per la prima volta nel 2004. Feci un viaggio da studente universitario in Italia: Terracina, Sperlonga, Pompei, Ercolano. E Napoli, ovviamente. Un mio amico milanese mi aveva terrorizzato: "Non andare nei Quartieri spagnoli, non portare cose con te. La citt molto pericolosa". Arrivai accompagnato da queste parole, andai a Mergellina, al Museo archeologico, poi a Pompei ed Ercolano.

E poi, cambi idea?

Restai subito affascinato dalla diversit di Napoli, che mi apparve subito altro rispetto alle citt in cui ero stato. Un impatto simile l'ho avuto in seguito solo in localit non europee, come Il Cairo, Amman o Aleppo. Ricordo che in via Tribunali vidi un auto con targa tedesca, mi colp, pensai: "Che coraggio ha avuto a venire in auto". E poi, undici anni dopo, io mi ritrovo a girare in auto in quella stessa zona, con targa italiana, dove non avrei mai pensato di andarci a vivere.

Da quando ha casa qui?

Nel 2015 andai ad abitare a Forcella, oggi vivo a Montesanto. Prima con la mia famiglia ero stato a Berlino e a Matera: i miei due figli di otto e tre anni hanno gi cambiato quattro asili e tre scuole elementari.

In qualche modo ha scelto luoghi pregni di storia e di archeologia Quando cammini nel centro storico di Napoli, cammini sulla storia. Ma a differenza di Paestum dove hai i templi ma non pi la citt, a Napoli non ci sono antichit monumentali a prima vista, ma la citt antica viva. Anzi, la citt stessa il monumento, uno dei pi grandi dell'antichit.

Napoli ha sempre affascinato gli stranieri, al di l degli stereotipi Certo, ma non dimentichiamo per esempio quello che Goethe ha scritto di Napoli che coincide solo parzialmente con lo stereotipo di oggi. Goethe parla della grande industriosit dei napoletani, sia come lavoratori che come artigiani. E questo si percepisce ancora oggi, perch il popolo napoletano molto creativo. In pi, nel Nord Italia c' aggressivit verso Napoli. Mi sono sempre dissociato perch mi sento troppo napoletano per sopportare tali atteggiamenti. Se qualcuno mi dice cose contro Napoli pensando di trovare in un tedesco una sponda, si sbaglia perch si trova di fronte un napoletano... .

Quando ha deciso di partecipare al concorso bandito dal ministero dei beni e delle attivit culturali?

Non pensavo affatto di farlo, era fuori dai mie propositi. Gli amici mi dicevano: "Hai visto? Dai, partecipa...". Mi sembrava un'idea folle: sono giovane mi ripetevo sono tedesco, conosco l'ambiente e le soprintendenze. E poi non mi vedevo entrare in quel mondo, mi sembrava una sorta di Vaticano dell'archeologia. Ho fatto la domanda senza aspettative. Ho scritto quello che secondo me bisogna fare per migliorare il dialogo tra museo e pubblico, per motivare il personale e per incrementare la ricerca e lo studio.

Dopo quasi due anni di direzione, come giudica la sua esperienza?

importante dare spazio alla creativit di tutti. Il mio obiettivo di rendere il mio contributo sempre pi superfluo: museo e sito devono andare avanti da soli, senza che il direttore entri in ogni questione.

Progetti?

Proseguir lo scavo nell'abitato presso il tempio di Nettuno con due archeologi pagati per sei mesi da uno sponsor. E poi mettiamo mano al museo, che cruciale per Paestum. Tra poco pubblichiamo il bando per i lavori: un intervento prudente con un ritorno all'estetica originale del museo. L'allestimento conserver la base scientifica frutto di decenni di ricerche a Paestum, ma sar pi comprensibile e scorrevole nell'esposizione. Non aggiungeremo volumi, ma restituiremo centralit alle metope dell'Heraion: riapriamo la galleria, esponiamo reperti che spiegano i rituali e l'artigianato di VI-V secolo avanti Cristo contemporanei alle metope: per questo portiamo la collezione preistorica nei sotterranei. Su 100 persone che vanno ai templi, solo 30 passano al museo: il riallestimento servir per accogliere e accompagnare meglio il visitatore e potenziare il legame templi-museo.



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