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Il partito unico dei condoni
Marcello Sorgi
Pubblicato il 24/08/2017

inutile rimpiangere o versare lacrime da coccodrillo: siamo un popolo di abusivi. E abbiamo avuto e continuiamo ad avere una classe dirigente - non tutta ma neppure esclusivamente locale, come quella di Ischia e della Campania - che in nome della necessit ha incoraggiato e legittimato labusivismo negli ultimi trentanni e pi, dal 1983, quando il governo Craxi annunci per la prima volta un decreto per rilegittimare le costruzioni abusive, con lobiettivo di risanare, almeno in parte, i conti pubblici, a oggi.



Se poi di condono in genere, e non solo edilizio, si vuol parlare, si pu risalire indietro di altri dieci anni, al 1973 del IV governo Rumor che var una delle tante sanatorie fiscali (allora non cera la fantasia di definirle scudo). Di l in poi, la cadenza sub unaccelerazione: 1982, governo Spadolini e nuovo condono per gli evasori; 1985, entrata in vigore del gi citato provvedimento del governo Craxi; 1991, nuova sanatoria fiscale del VI governo Andreotti; 1995, doppio condono, edilizio e fiscale, del governo Dini; 2003, nuova doppietta, stavolta di Berlusconi, che replica nel 2009 con la norma per agevolare il rientro dei capitali, cosiddetti scudati, illecitamente portati allestero.



Complessivamente, secondo un calcolo della Cgia di Mestre, giudicato ottimistico da altri osservatori tecnici, i condoni di qualsiasi tipo degli ultimi tre decenni avrebbero portato nelle casse dello Stato 104,5 miliardi di euro, meno di quanti ne sottragga (anche in questo caso la stima limitata) levasione fiscale in un solo anno. A conti fatti, un pessimo affare, anche se c chi dice, non si sa se per celia o sul serio, che bisognerebbe aggiungere, ricalcolandolo in valuta di oggi, il ricavato in sesterzi del primo, primissimo condono, voluto nel 119 dopo Cristo dallimperatore romano Adriano.



Ma al di l della convenienza economica inesistente per i governi, e dei rischi per le popolazioni di abitanti di case edificate illegalmente, in spregio alle pi elementari regole di sicurezza, interessante anche ricostruire la genesi politica di questo genere di provvedimenti, varati sempre senza quasi opposizione - anzi, in una sorta di regime di unit nazionale - e riproposti, rimodellati e ampliati localmente, come appunto accaduto in Campania per la legge del governatore De Luca (impugnata dal governo Gentiloni di fronte alla Corte Costituzionale) e come stava per accadere in Sicilia per le case al mare costruite sulla battigia. Se si esclude una piccola pattuglia di coraggiosi giornalisti come Antonio Cederna, Mario Fazio, Gian Antonio Stella, Sergio Rizzo, associazioni povere di mezzi come, ma non solo, Italia Nostra, e i Verdi, ma non tutti, nessuno ha fatto battaglie vere contro labusivismo. Ai tempi dello storico decreto Nicolazzi - il ministro dei Lavori pubblici di Craxi che concep la prima sanatoria nazionale e ne reiter il decreto per 21 volte, anche per dilatarne i tempi di efficacia -, in Parlamento, formalmente, si opponeva il Pci.



Ma nelle piazze era il sindaco comunista di Ragusa Paolo Monello a guidare le manifestazioni degli abusivi per necessit. Monello, antesignano dellesponente marxista leninista Gennaro Savio - che port in piazza 600 dei 27 mila abusivi di Ischia nel 2010, minacciando di far saltare le elezioni regionali e ottenendo dallallora ministra Mara Carfagna e dal candidato, poi eletto governatore della Campania, Stefano Caldoro la promessa di un nuovo decreto per bloccare le demolizioni - era stato il primo a coniare gli slogan pi espliciti e efficaci della lotta contro lantiabusivismo, tipo Il popolo costruisce, il governo demolisce, oppure No alladeguamento antisismico, che sarebbe quasi un invito al suicidio legalizzato, stando ai terremoti verificatisi, dopo Belice, Friuli e Irpinia, nel periodo successivo, dallUmbria allAbruzzo al Centro Italia, con migliaia di vittime, senza-tetto e case crollate anche con scosse di media entit, alle quali, come a Ischia, avrebbero dovuto invece resistere.



Nellisola ultima colpita da un sisma, dal 1981 al 2006 sono stati costruiti oltre centomila vani abusivi; nel solo 2004 e soltanto nel Comune di Forio sono stati sequestrati 200 cantieri fuorilegge; una famiglia ischitana ogni 2,5 (in pratica quasi tutte, considerando cuginanze e parentele di secondo grado) ha chiesto il condono. Nel resto dItalia nei quindici anni tra il 1982 e il 97 i nuovi manufatti abusivi sono stati quasi un milione (970 mila). Unenormit del genere non ha eguali in Europa, forse perfino nel mondo.



E dopo il pentapartito e i comunisti negli Anni Ottanta, i marxisti-leninisti nei Novanta e il centrodestra allinizio del millennio, sono ora i 5 stelle, in Sicilia, a unirsi al partito unico nazionale dellabuso. Lo ha fatto, pur vantandosi di aver fatto prima demolire una palazzina da 700 metri quadri di un mafioso, il sindaco stellato di Bagheria Patrizio Cinque, autore di una delibera comunale che tenderebbe a dare abitabilit provvisoria alle costruzioni abusive occupate per necessit; e lo hanno fatto, negli stessi termini, il candidato governatore M5S della regione Giancarlo Cancelleri, spalleggiato dallaspirante premier Luigi Di Maio, negli stessi giorni in cui il sindaco Angelo Cambiano, lunico a battersi davvero per labbattimento delle orrende villette costruite sulla spiaggia siciliana di Licata, veniva fatto fuori in consiglio comunale da una maggioranza trasversale e riceveva la solidariet dei comici Ficarra & Picone, protagonisti del film Lora legale che sembra una parodia della sorte del primo cittadino, ma stato notevolmente superato dalla realt. Cos che non c alcun dubbio sul fatto che - chiunque vinca le regionali del 5 novembre - il prossimo condono partir dalla Sicilia.

http://www.lastampa.it/2017/08/24/cultura/il-partito-unico-dei-condoni-N3pe8GG9g0Cljw1hbwyRkK/pagina.html


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