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PADOVA - Venticinque statue tornano vive in Prato
di Claudio Malfitano
29 agosto 2017 LA NUOVA VENEZIA



Il restyling delle sculture inizier nel 2018 grazie a 400 mila euro donati dai privati


PADOVA. il tableau vivant della storia di Padova. Settantotto protagonisti della vita cittadina, nellarco di diversi secoli, eternati nella pietra di Vicenza. E oggi minacciati da muschi e licheni, dallinquinamento atmosferico e anche da stupidi vandali. Altre 25 statue saranno restaurate nel 2018 grazie a 400 mila euro recuperati da Palazzo Moroni principalmente con sponsorizzazioni. Non solo la fondazione Cariparo ma anche grandi marchi come Conad e Fischer. Non sar la piazza pi grande del mondo e neppure dEuropa, come vuole la nomea. Per per noi padovani la pi bella, esordisce lassessore alla Cultura Andrea Colasio, innamorato di questo lembo di citt tanto da citare una per una le biografie dei personaggi immortalati nelle statue. E per il bimillenario della morte di Tito Livio (che cade nel 2017) si tenter di ristrutturare la sua statua, la numero 48, la terza dallalto nel quadrante di piazza verso la loggia Amulea.

Il restauro in programma. La realizzazione delle statue del Pra sempre stata a carico di privati, enti o associazioni. Quasi degli sponsor ante litteram. Vogliamo continuare su questa strada, cos Andrea Colasio la mette sul piano del collegamento storico. Ma anche (giustamente) soddisfatto di aver trovato nelle casse del Comune i soldi dei privati per i restauri: loperazione di pulizia e sistemazione di 25 statue costa 400 mila euro, ma di questi solo 50 mila li metter lamministrazione, il resto arriva da privati. Merito del lavoro degli uffici comunali, durante il periodo di commissariamento di Palazzo Moroni.

A settembre sar approvato il progetto esecutivo, i lavori inizieranno nella primavera del 2018 e si concluderanno entro lautunno: Anche perch c bisogno di temperature alte per applicare i prodotti del restauro, spiega lesperto architetto comunale Domenico Lo Bosco.

Lattivit diagnostica. Intanto in corso un attivit diagnostica sullo stato delle statue, da sempre soggette a deterioramento data la caratteristica porosit e fragilit della pietra di Vicenza. C una metodologia che abbiamo elaborato negli anni dintesa con la Soprintendenza sottolinea Lo Bosco Anche perch testando i prodotti su un restauro gi effettuato abbiamo trovato delle reazioni chimiche inaspettate, che hanno formato degli aloni gialli. Grazie al test di altri prodotti poi siamo riusciti a risolvere.

Lapproccio non pu pi essere quello dellemergenza aggiunge lassessore alla Cultura Serve una conservazione programmata per evitare di arrivare ai moncherini con le dita spezzate, al deposito di polveri e alla colonizzazione biologica. Queste statue ne hanno subite tante: gli interventi degli anni 60 sono stati pessimi e lincuria ha fatto i suoi danni. Pensate che abbiamo recuperato un dito nella canaletta.

Lintervento di restauro prevede lapplicazione di prodotto biocida per la disinfestazione di muschi e licheni, poi la pulitura e il consolidamento delle statue. Eventualmente anche il fissaggio di parti in via di distacco e la stuccatura delle lacune. Infine su ogni statua sar applicato un trattamento protettivo, che dovr essere rinnovato ogni cinque anni. Nei basamenti verr anche applicato un materiale anti-scritta, per evitare i danneggiamenti per mano umana.

Arriviamo alla fine di un percorso iniziato nel 1979, con listituzione di una commissione ad hoc tra Comune e Sorpintendenza. Tra il 1986 e il 1990 stato approvato il piano. Oggi lo portiamo a termine, aggiunge Colasio.

Le statue da salvare. In realt restano ancora 32 statue da ristrutturare, perch le prime 21 (sul quadrante di nord-est) sono state rinnovate tra il 2012 e il 2014. Servono altri 550 mila euro per completare il restauro dellintero ovale del Prato chiarisce lassessore Siamo in attesa di mecenati, anche perch con lart bonus c lagevolazione fiscale al 65% per le erogazioni liberali a sostegno della cultura. Ci aspettiamo che le imprese si facciano avanti.

La promessa quella di legare il proprio marchio al luogo simbolo di Padova: Questarea sempre stata uno snodo funzionale, anche prima dei romani sottolinea Colasio Ludi, gare, corse, parate militari, congressi, mercati, fiere e altre mille funzioni ha avuto il Prato della Valle.
Ma soprattutto un luogo identitario della citt.

Forse la definizione pi poetica quella del grande storico dellarte del Bo Camillo Semenzato: Il Pra un brano della campagna gettato nelle fauci della citt per placarne il respiro.



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