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ROMA-Centro storico: lultimo Sos dopo il regolamento sul commercio
Silvano Curcio
Corriere della Sera-Roma, 07/09/2017

Il Centro Storico di Roma il pi grande Centro Storico del mondo: la recentissima approvazione da parte della Giunta della proposta di nuovo Regolamento del commercio offre loccasione per analizzare la drammatica situazione in cui versa,
di Silvano Curcio * Professore Facolt di Architettura Sapienza Universit di Roma


La recentissima approvazione da parte della Giunta della proposta di nuovo Regolamento del commercio nella citt storica offre loccasione per tentare una volta per tutte di analizzare la drammatica situazione in cui versa da tempo il Centro Storico di Roma con un approccio quanto pi oggettivo e costruttivo, necessariamente distaccato dagli schieramenti di parte che spesso inquinano il dibattito. Premetto alcune indispensabili considerazioni per inquadrare la situazione. Il Centro Storico di Roma il pi grande Centro Storico del mondo: al proprio interno potrebbe contenere linsieme dei Centri Storici delle pi grandi citt italiane. una citt nella citt che ospita la pi alta concentrazione al mondo di beni storici, artistici, archeologici e architettonici. una citt nella citt che lUnesco nel 1980 ha interamente dichiarato Patrimonio dellumanit. un patrimonio che per la collettivit umana, e non solo per i Romani, rappresenta un incomparabile valore culturale e sociale, giunto a noi in eredit attraverso quasi 3.000 anni di storia. Oggi un patrimonio che lumanit rischia di veder irrimediabilmente compromesso a causa di una vera e propria emergenza da codice rosso: una devastante situazione di degrado e illegalit che fuori da ogni controllo e che si sta diffondendo con una velocit impressionante.

Una situazione che non solo assurta a caso quotidiano di cronaca e riprovazione attraverso i media italiani, ma da tempo diventata loggetto di una vera e propria campagna di aspra denuncia anche a livello internazionale, al punto addirittura da invocare la stessa Unesco ad adottare un procedimento shock: lesclusione del Centro Storico di Roma dal riconoscimento di Patrimonio dellumanit. Questa situazione drammaticamente emergenziale ha spinto il sottoscritto e i suoi studenti della Facolt di Architettura-GPE della Sapienza a condurre il primo Censimento-inchiesta sul degrado e lillegalit del Centro Storico di Roma: le risultanze di questa indagine sono impietose e rilevano per la prima volta sistematicamente il complesso delle diverse ma interagenti criticit che affliggono il Centro Storico. Ne richiamo soltanto alcune. Lassalto devastante di esercizi commerciali incompatibili con il contesto, che impropriamente, abusivamente o illegalmente si radicano e si diffondono senza alcun controllo: dai bazar di paccottiglia per turisti ai mini-market, fino alla tentacolare somministrazione artigianale (!) di cibi, bevande e alcolici, spesso controllata dalla malavita organizzata attraverso attivit di ristorazione mordi e fuggi, finte gallerie e librerie, pseudo circoli associativi, ecc. Loccupazione abusiva degli spazi pubblici da parte di dehors, tavolini, arredi commerciali, bancarelle suk e camion-bar, associata alloccupazione selvaggia di strade e piazze da parte di una movida sempre pi invasiva e di un flusso ininterrotto non regolamentato di automezzi per carico-scarico merci e di bus turistici. Ed ancora: lesponenziale diffusione di commercio e servizi ambulanti abusivi e aggressivi; limpressionante proliferazione di bed & breakfast non autorizzati; la speculazione edilizia e commerciale che insidia e soppianta i cinema e i teatri storici e gli esercizi di qualit.

Il tutto in presenza di un sistema di traffico e mobilit assolutamente irrazionale e fuori controllo e di un irresponsabile sistema di raccolta dei rifiuti che ha trasformato monumenti, fontane, strade, vicoli e piazze in vere e proprie discariche a cielo aperto. Questa finora incontrastata situazione di degrado e illegalit del Centro Storico ha subito negli ultimi anni unescalation impressionante, producendo effetti dirompenti che rischiano di diventare irreversibili: la condizione di non tutela per il suo immenso patrimonio di beni culturali; lo stravolgimento nel profondo del suo tessuto urbano e sociale; lo snaturamento delle sue storiche vocazioni e destinazioni duso; linesorabile processo di espulsione dei suoi abitanti (pi di 25.000 residenti negli ultimi 10 anni). Questa situazione emergenziale non ha mai trovato adeguato riscontro - n a livello percettivo, n a livello operativo - da parte delle classi politiche che hanno amministrato la nostra citt negli ultimi decenni e che, per diversi aspetti, ne sono state anche direttamente causa. Ora non pi possibile indugiare, ora il momento di intervenire. Non certo con un mero e per molti versi limitato, inadeguato ed anche peggiorativo intervento tampone, come la proposta di nuovo Regolamento concepita dallAssessorato al Commercio, ma dando prova responsabilmente di capacit politica e facendosi carico di un organico e tempestivo piano operativo di intervento che contempli leffettivo ed efficace esercizio di un imprescindibile dovere istituzionale: il ripristino delle fondamentali condizioni di legalit, vivibilit, decoro e salvaguardia necessarie per tutelare e valorizzare il Patrimonio dellumanit di pi alto valore storico, sociale e culturale al mondo.

Per far questo indispensabile la volont e la capacit politica di tentare di disinnescare il distorto e dissennato modello di sviluppo urbano del Centro Storico imperniato sulla sua mercificazione e sulla sua prostrazione agli interessi speculativi di lobbies sempre pi agguerrite e di un turismo mordi e fuggi che non apporta adeguata ricchezza e qualit alla comunit romana. Per tentare di far questo e per favorire un nuovo e pi equilibrato, compatibile e sostenibile modello di sviluppo, occorre la costituzione immediata di una task force incentrata su un nuovo Assessorato per la tutela del Centro Storico, in grado di fungere da subito quale cabina di indirizzo e di regia per attivare, coordinare e gestire politiche e azioni mirate, tempestive ed incisive per fronteggiare a tutto tondo questa situazione emergenziale, supplendo allassenza totale ormai pi che trentennale di una politica per la salvaguardia e la riqualificazione di questo immenso patrimonio. Solo in questa cornice potranno aver senso e possibilit di efficacia provvedimenti tecnici, sia pur mossi da buone intenzioni come la peraltro mal concepita proposta di nuovo Regolamento del commercio, che rischiano altrimenti di fallire sul nascere. In questa direzione, tuttavia, deve essere chiara e imprescindibile la volont e la capacit politica di perseguire un principio fondamentale che la nostra stessa Costituzione sancisce: la salvaguardia e la corretta valorizzazione del patrimonio socio-culturale, di cui il Centro Storico di Roma una delle pi alte espressioni al mondo. Anteponendo fortemente questo principio superiore a qualsiasi altra forma di interesse economico e non. Prima che sia troppo tardi.



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