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Quando larchitettura nega i diritti umani
di Simona Maggiorelli - intervista a SALVATORE SETTIS
9 SETTEMBRE 2017 - LEFT


La democrazia viene meno quando si costruiscono nuovi ghetti denuncia larcheologo e storico dellarte Salvatore Settis. Per fare spazio a speculazioni edilizie e al turismo i centri storici sono ormai off limit per i cittadini meno abbienti, poveri e immigrati


Con il libro Se Venezia muore (Einaudi, 2014) ha lanciato un appassionato Jaccuse contro le grandi navi che distruggono la laguna. Ora con Architettura e democrazia - uscito per Einaudi quasi in contemporanea con Cieli dEuropa (Utet) - larcheologo e storico dellarte Salvatore Settis allarga lo sguardo a livello globale indagando i fallimenti di questa antichissima disciplina quando, schiava della speculazione, del profitto o di manie di grandezza del potere, perde di vista la propria finalit civile.

In questo nuovo volume, nato da una raccolta di lezioni tenute allAccademia di architettura delluniversit della Svizzera, Salvatore Settis punta il dito contro la Bigness (per dirla con Gregotti), la moda di costruire grattacieli in barba al paesaggio, ma anche e soprattutto contro quella mancanza di disegno urbano che fa delle periferie dei luoghi senza identit, cacofonici, invivibili, dove confinare e far sparire alla vista poveri e immigrati. Non dunque solo un problema di bruttezza, di insopportabile kitsch come quello a cui si sono prestati alcuni architetti toscani che hanno costruito in Cina un outlet che riproduce le fattezze di San Gimignano. Non solo una questione di sfregio al paesaggio ma - rimarca il professore - anche una fondamentale questione di diritti e di democrazia. Che viene a mancare quando si costruiscono nuovi ghetti, ma anche quando lupper class va a vivere in quartieri blindati e sorvegliati.

Da una questione di diritti siamo partiti. Vedendo cosa sta accadendo in citt storiche come Roma, Venezia e Firenze dove i cittadini, sempre pi, sono costretti ad andarsene dai centri storici, presi dassalto dai turisti e sempre pi spesso teatro di sgomberi, come avvenuto a Roma il 19 e il 24 agosto, quando sono stati cacciati con la forza 800 rifugiati che dal 2013 occupavano un palazzo abbandonato in via Curtatone. Solo Magistratura democratica ha avuto il coraggio di parlare di prevalenza dei diritti sociali e umani su quelli di propriet, ma rimasta inascoltata.

Professor Settis come legge il crescente ostracismo
di poveri e migranti in citt come Roma?

Le nostre citt storiche - Roma come molte altre - hanno avuto una evoluzione nel tempo legata alla cultura dellospitalit, una cultura dellaccoglienza che ci pu sembrare arcaica, ma su questa base che si formata la nostra civilt. Credo che i due aspetti da lei evocati siano strettamente collegati: lostracismo verso i migranti e lallontanamento degli italiani meno abbienti. Le citt sempre pi si chiudono in s stesse innalzando confini interni basati sul censo. la cosiddetta gentrification. Disoccupati, giovani e meno giovani, non possono permettersi di abitare nei quartieri pi qualificati e curati, sono costretti ad andare in periferia. Quelle che un tempo erano le mura urbane sono diventate barriere interne alla citt. una vera discriminazione ad esempio, quella che a Napoli, impedisce a giovani e precari di trovare casa in centro. Se la trovano in vicoli assolutamente malsani. Si configura cos una sorta di pulizia etnica non tanto ai danni di una etnia, quanto di una inter-etnia, quella dei pi poveri. Quando poi arrivano ondate di migranti questo sistema si rivolta contro di loro. Allora si ricorre alla mano forte, a misure di polizia. Ma non si amministra la citt con misure repressive di ordine pubblico. Occorre un senso della collettivit, un respiro comune che stiamo perdendo.

Con il ministro Minniti la parola dordine nelle citt
diventata decoro. Il sindaco di Firenze Nardella
ne ha dato una lettura da sceriffo dando la caccia ai
venditori abusivi. Il decoro urbano diventa misura
ostile. La bellezza della citt di cui si parla con fierezza
nel Costituto di Siena era tuttaltra cosa?

Nel Costituto di Siena del 1309 si parla della bellezza della citt, curata prima di tutto per laccoglienza dei forestieri. Se dobbiamo parlare di decoro allora prendiamoci davvero cura della citt, della sua forma urbana e dellarchitettura. Le nostre citt, da decenni, sono state consegnate alla speculazione pi selvaggia. Da molti anni manca una vera legge urbanistica. Quella in vigore risale al 1942. alla base di tutto lordinamento odierno pur essendo una legge varata sotto il fascismo e in condizioni storiche completamente diverse da quelle attuali. A causa del mancato raccordo fra la legge urbanistica del 1942 e la legge sul paesaggio del 1939 si formata intorno alle citt una zona grigia riempita di periferie frutto della speculazione edilizia, figlia di una pessima architettura. Sono le periferie pi brutte di Europa. Se davvero vogliamo parlare di decoro allora cominciamo col domandarci perch abbiamo creato periferie cos indecorose. Questa dovrebbe essere la prima cosa da fare. Non serve cercare di rammendare le periferie. Questa metafora di Renzo Piano certamente molto carina ma qui il vestito tutto un buco, c ben poco da rammendare, bisognerebbe agire in profondit impedendo la crescita di simili periferie. La domanda : come mai larchitettura italiana che stata per duemila anni allavanguardia nel mondo, ha creato tali obbrobri in tempi recenti?

In Architettura e democrazia lei smaschera un certo
gergo tecnico per cui le periferie non sarebbero architettura
ma edilizia. Questo linguaggio nasconde una discriminazione?

Larchitettura per i ricchi e ledilizia per i poveri questo il senso di quel discorso. Accettiamo tutto questo? democrazia? diritto alla citt? Penso di no, nel modo pi assoluto. Su questa discriminazione si innesca lo sguardo dallalto in basso che affligge molta parte di questo nostro Paese che non riesce a guardare ai migranti con quella simpatia che avremmo augurato ai nostri nonni che andavano ad Ellis Island, dove invece venivano spulciati come bestie.

Nelle citt ridotte a cartoline, a quinte inerti, neanche
i turisti sono bene accolti, non sono visti come
ospiti ma come consumatori da spennare. Cosa ha
generato questo annullamento della memoria, questo
svuotamento del senso della storia, visto che la
Costituzione dice tuttaltro?

Io credo che la mercificazione dello spazio sia un processo collegato con questa fase economica e sociale del mondo. Chiamiamola neo capitalismo avanzato, neo liberismo, o con altre formule, in ogni caso i soldi sono lidea dominante, non esistono altri valori. Gli spazi valgono se hanno alte valutazioni economiche, i turisti valgono se apportano soldi. Purch arrivino si fa qualsiasi cosa, ogni prostituzione legittima purch generi incasso per qualcuno. Letica dominante questa, anche se quelli che hanno il coraggio di formularla con queste parole non sono molti. I comportamenti corrispondono a tutto ci, basta pensare a cosa succede a Venezia dove lorrore di queste gigantesche navi viene accettato da alcune persone, compresi sindaci (attuali e non) perch portano un tot allautorit portuale. Lidea che dogi del Trecento o del Cinquecento abbiano costruito, lidea che Tiziano o Giorgione abbiano dipinto perch oggi qualcuno entri nella laguna con queste nave unidea talmente grottesca che non vale nemmeno la pena di commentarla. La Costituzione esprime una visione lontanissima da questo cinismo. Tutela il patrimonio storico artistico della nazione come strumento di democrazia e di crescita. La tutela del patrimonio si lega alla promozione della cultura e della ricerca scientifica. Cultura, ricerca e tutela del patrimonio sono tuttuno, non c scritto da nessuna parte nella Carta che il patrimonio storico artistico, i monumenti e i centri storici debbano servire a fare quattrini, c scritto invece che devono servire a formare cittadini.

Lultima volta che ci siamo sentiti stato
per luscita del suo Costituzione! Il 4 dicembre
2016 i cittadini hanno risposto
con un sonoro No alla riforma Renzi,
ma poi tutto tornato come prima e la
Costituzione continua ad essere negata e
disapplicata, perch?

Quello che accaduto, che si poteva del resto prevedere, che la mobilitazione che ha portato a questa grande vittoria del referendum, del no, si subito dopo dispersa. Qualcuno avrebbe potuto farsi titolare di questa spinta, in particolare i sindacati e i partiti che si dicono di sinistra. Se ci fosse stata vera scissione interna al Pd prima del referendum, qualcuno avrebbe potuto intestarsi questa vittoria. Come fece Scalfaro che aveva presieduto il comitato per il referendum sulla riforma costituzionale di Berlusconi peraltro assai simile a quella di Renzi. A ben vedere anche dopo la vittoria di quel referendum ci fu un risultato impressionante per numero di votanti. Per nessuno ne ha preso atto, la cosiddetta sinistra - quella che un giorno fu la sinistra - insegue la destra nei rituali e nei valori di questo neo liberismo straccione. Questo Pd cerca di copiarlo dagli altri Paesi con scarsissimo successo visto che gli altri escono dalla crisi e noi ci siamo ancora nel mezzo.

Se i politici come committenti sono ignoranti e credono
nellideologia neo liberista gli architetti per
potrebbero ribellarsi ed essere dei combattenti attivi
nella lotta per la giustizia sociale?

Ripeto spesso questa frase dellarchitetto Lina Bo Bardi che ha scritto cose molto belle da questo punto di vista. Se un larchitetto riceve una commissione, privata o pubblica che sia, che pu deturpare un centro storico o uno skyline, pu evitare di accettarla passivamente. Pu scegliere di non fare un grattacielo nel centro di Torino come invece ha fatto Renzo Piano. Un architetto potrebbe dire no, potrebbe dire che questa cosa sarebbe meglio non farla. Ma i nostri architetti hanno a cuore il funzionamento del loro studio, hanno un volume di affari che vogliono mantenere, seguono una logica produttivistica che non tiene conto di quei valori del paesaggio, di quei valori della citt che invece dovrebbero essere nelle loro preoccupazioni. Troppo spesso accade che i nostri architetti, non solo in Italia, accettino qualsiasi commissione purch ben pagata, perch non sanno dire no.



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