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Mille libri di don Puglisi spariti dal Seminario. Il fratello: Subito un fondo per salvare i volumi rimasti
di SALVO PALAZZOLO
15 settembre 2017 LA REPUBBLICA


Per anni 3000 volumi del parroco ucciso dai boss sono rimasti chiusi negli scatoloni. Oggi il 24esimo anniversario del delitto

Era piena di libri la casa di don Pino Puglisi, il piccolo grande parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia 24 anni fa. Testi di psicologia, di storia, di pedagogia, tantissimi testi di teologia. "Tremila volumi, forse anche di pi", spiega Franco Puglisi, il fratello del sacerdote che la Chiesa ha fatto beato. Un patrimonio importante, che due anni dopo lomicidio era stato trasferito al Seminario Arcivescovile, per essere messo al sicuro. E invece, adesso, si scopre che pi di mille volumi sono andati dispersi. "Ne abbiamo censiti solo 1.349", spiega Maurizio Artale, il direttore del Centro Padre Nostro che in questi mesi ha realizzato una ricerca sulle sottolineature che Puglisi amava fare nei suoi libri. "Sono contrassegnati uno per uno con lo stampino apposto prima del trasloco verso il Seminario dalla cognata di don Pino. Ex libris don Giuseppe Puglisi. Una catalogazione preziosa".

Per molti anni quei libri sono rimasti chiusi negli scataloni, in un angolo del Seminario che poi fu danneggiato da pesanti infiltrazioni di acqua. Quando finalmente i testi vennero tirati fuori, molti erano danneggiati, anche in molto irreparabile, gli altri vennero dispersi fra i tantissimi scaffali della biblioteca del Seminario. Sistemati per argomento. "Molti testi non sappiamo dove siano finiti dice Franco Puglisi che peccato. Forse venuto il momento di fare un fondo con i libri di mio fratello, per tutelare un patrimonio importante che testimonia quella che fu la sua vita, il suo impegno".

Il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per ricordare don Pino Puglisi

Larcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, gi al lavoro per realizzare un grande centro che possa raccogliere tutto il materiale riguardante il piccolo grande prete di Brancaccio che ha segnato una svolta nellimpegno della Chiesa contro le cosche. Le idee sono tante, presto dovrebbe partire un progetto. Ventiquattro anni dopo lomicidio, meglio tardi che mai. Intanto, trecento libri di Puglisi, quelli che erano rimasti alla famiglia, sono tornati nella casa di piazza Anita Garibaldi, diventata un museo grazie al lavoro del Centro Padre Nostro. La casa un altro pezzo di questa storia. Due anni dopo il delitto, i libri furono portati via in tutta fretta dallappartamento perch lIstituto autonomo case popolari, proprietario dellimmobile, aveva dato lo sfratto ai Puglisi. E anche in malo modo. Solo di recente, il Centro Padre Nostro ha riacquistato lappartamento, che adesso meta di migliaia di visitatori.

"In quei libri c il percorso fatto da don Pino Puglisi, ci sono le sue priorit", spiega Maurizio Artale. Un tempo quei libri erano ovunque nel piccolo appartamento di quattro stanze che si trova fra corso dei Mille e via Messina Marine. "Mai visto coniugare cos bene povert e intelletto", disse il pubblico ministero Lorenzo Matassa durante la requisitoria del processo contro gli assassini del sacerdote. "Don Puglisi dormiva in una brandina; nellappartamento ogni cosa era rivelatrice di una vita semplice, umile. Ma gli scaffali alle pareti, il corridoio, il pavimento, i tavoli erano cosparsi di libri. Volumi di livello altissimo. Sembrava, oltretutto, che non vi fosse pi posto per leggere perch anche le sedie, le poltrone, erano a loro volta piene di libri".

Uno dei testi pi sottolineati si intitola Vocazione cristiana e ministeri ecclesiali. Spiega Maurizio Artale: "Doveva averlo colpito in particolare una frase: Unimpostazione pastorale di rinnovamento impone una tensione missionaria ed una scelta preferenziale per i pi bisognosi. E ancora: Dal momento che il padrone del servizio cio della diaconia il bisogno, ogni comunit ecclesiale, a ogni livello, chiamata a rivolgersi con maggiore urgenza, dove maggiore il bisogno". Ecco la rivoluzione semplice di Puglisi: "Non impongo le mie convinzioni, il mio stile, il mio progetto prosegue Artale ma mi metto in ascolto per comprendere quali necessit ha quella comunit".

A Brancaccio non cera una scuola media, non cera un consultorio, non cera la fognatura, non cera uno spazio verde. E allora don Pino inizi a scrivere alle istituzioni, insieme a Pino Martinez, del Comitato intercondominiale di via Hazon. Unazione che ancora oggi fa andare su tutte le furie Tot Riina, il capo di Cosa nostra. Qualche anno fa, intercettato dai pm del processo Stato-mafia, diceva: "Ma tu fatti il parrino, pensa alle messe, lasciali stare... il territorio... il campo... la Chiesa... lo vedete cosa voleva fare? Tutte cose voleva fare iddu nel territorio... tutto voleva fare iddu, cose che non ci credete". L'impegno nel territorio, la vera antimafia, parola del capo della mafia.

Nella piazza dove Puglisi fu ucciso, piazza Anita Garibaldi, stasera alle 21 si terr una veglia presieduta dal presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti. Alle
18, in cattedrale, una messa celebrata dall'arcivescovo Corrado Lorefice. Stamattina, alle 10, gli studenti di alcune scuole di Palermo porteranno fiori sulla tomba di don Pino, in cattedrale. Per tutta la giornata si potr visitare la Casa museo Don Puglisi, in piazza Anita Garibaldi 5, dove stata da poco installata lopera Rinascere dal dolore di Claudio Parmiggiani, commissionata dallAssociazione musei ecclesiastici italiani.



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