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LE NUOVE SFIDE URBANISTICHE
Di Attilio Belli
Corriere del Mezzogiorno (Campania)22 Sep 2017






Imasterplan (programmi dindirizzo strategico) di sviluppo dellarea orientale di Napoli e della buffer zone (zona tampone) di Pompei promossi dalla Fondazione Mezzogiorno Tirrenico e dallAssociazione Naplest et Pompei cui si fatto riferimento nel seminario sul rilancio degli investimenti in Campania del 13 settembre scorso presso lUnione industriali accendono lattenzione su uniniziativa ambiziosa da seguire con molto interesse . Che da Napoli est ha esteso la sua attenzione alla fascia costiera orientale verso Pompei. Quali gli aspetti pi rilevanti? Anzitutto un rapporto pubblico-privato nel campo della trasformazione del territorio proposto nei termini di negoziazione esplicita, promosso dal privato. Cosa teoricamente inevitabile, ma che in concreto mette in tensione limpostazione prescrittiva dellurbanistica (pubblica) tradizionale, a favore di un approccio strategico denso di possibilit, ma anche di problemi nel rapporto con la strumentazione esistente. Problemi dichiarati esplicitamente quando si richiedono modifiche interpretative del Prg di Napoli, una generale accelerazione del processo decisionale, lestensione del silenzio-assenso e laccoglimento della progettualit dei privati a costo zero. Ma soprattutto quando si considerano le pianificazioni urbanistiche vigenti come griglie eccessivamente rigide per immaginare programmi di recupero produttivo e di attrazione di capitali e investimenti privati.

Avanzano proposte che ovviamente vanno sottoposte ad attenta valutazione in rapporto ad una complessiva visione metropolitana. Lambizione dichiarata di attivare, attraverso una logica di sussidiariet, la rigenerazione di una delle aree pi affascinanti del territorio metropolitano secondo modalit comparabili con le pi avvertite esperienze in corso in Italia e in Europa.

Liniziativa riguarda una dimensione molto ampia (77 kmq in 9 comuni nella zona tampone di Pompei, 265 ettari nei quartieri orientali di Napoli), che coinvolge numerose responsabilit e prerogative istituzionali. E si propone di attribuire allintervento nellarea est di Napoli il valore di una nuova citt (in termini di spazi verdi e di standard di qualit residenziale), una rigenerazione con nuove funzioni produttive (insediamenti di ricerca e start up in sinergia col nuovo plesso universitario) e nuovi insediamenti residenziali di diversa destinazione sociale, secondo un rapporto ribaltato rispetto alle previsioni del Prg, anche in considerazione delle caratteristiche sismiche del territorio. E nella fascia costiera verso Pompei, di affermare una prospettiva di accoglienza con una decisa discontinuit di sistema, in funzione della vocazione turistica e delle preesistenze archeologiche, allinterno di una complessiva decompressione demografica. Con la riconversione di grandi aree dismesse a Torre Annunziata e a Castellammare. Sorretta dallidea-forza di riconquistare il rapporto diretto con il mare mediante larretramento della tratta ferroviaria Portici- Castellammare.

promossa dalla Fondazione Mezzogiorno Tirrenico per attivit scientifiche e culturali finalizzate ai processi di crescita ed ha come soci Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Unione degli Industriali di Napoli, Unione delle Camere di Commercio

della Campania, Confindustria Avellino, Benevento, Caserta e Salerno. Mentre Naplest et Pompei unassociazione di ben 33 tra proprietari di aree e di immobili di diversa grandezza e attori economici, tra cui Kuwait Raffinazione e Chimica, Eni, Fs Sistemi Urbani, Marina di Stabia, Gesac.

I rapporti con il pubblico sono, per la zona orientale di Napoli, con il Comune, e, per la zona tampone di Pompei, con il Grande Progetto Pompei (Comuni, Mibact e altri ministeri competenti, Soprintendenza di Pompei, Regione Campania e sindaco della Citt Metropolitana), secondo un protocollo sottoscritto nel settembre dello scorso anno. In questo quadro, per i 9 comuni vesuviani, nel giugno-luglio di questanno stata raccolta una gamma di proposte puntuali da orientare alla definizione di un sistema generale. Un percorso positivo che per sottolinea di fatto la grave assenza del piano strategico della Citt metropolitana di Napoli. disperante tornare sullargomento, ma lassenza del piano strategico metropolitano, mentre in gestazione il piano paesaggistico della regione, decolla Bagnoli, si promuovono gli interventi nella zona orientale della citt e nella zona tampone di Pompei, paradossale.

Il programma fa riferimento prevalentemente a fondi pubblici anche di fonte Ue cosa che per le recenti difficolt di attivazione sollecita adeguata efficienza con lobiettivo di realizzare le condizioni di contesto per lattrazione degli investitori, attuando leve finanziarie e strumenti di ingegneria finanziaria.

Si tratta di una grande sfida al pubblico, soprattutto a quello che si appella costantemente alla tutela del bene comune, che sarebbe opportuno sottoporre al dibattito in maniera adeguatamente informata.



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