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VENEZIA-Crociere ferme per un giorno. Poi scatta l'assalto alla MSC
Enrico Tantucci
www.eddyburg.it, 25/09/2017

La nave è partita alle 21, inseguita dai barchini dei manifestanti che hanno lanciato una trentina
di razzi. Partenza ritardata anche per altre navi. Un migliaio di partecipanti nonostante il maltempo

Le Grandi Navi fuggono dalla manifestazione anticrociere nella speranza di evitare l'ormai tradizionale, pacifico assalto delle associazioni ambientaliste con le loro barche in acqua al passaggio delle navi da crociera in Bacino di San Marco all'altezza delle Zattere. Per evitare la contestazione, le compagnie hanno fatto slittare le partenze, quando la prima nave da crociera, la Msc Musica, avrebbe dovuto passare verso le 16.30. Quindi, a seguire, la Norwegian Star alle 18 e la Crystal Esprit alle 19. Le partenze dovevano slittare a stamattina, ma a sorpresa al calare della notte, alle 21, quando i 99 Posse avevano da poco iniziato a suonare, la grande nave Msc ha avviato i motori per passare nel Canale della Giudecca. A quel punto gli attivisti sono partiti con i barchini lanciandole contro una trentina di razzi: «Pensavano forse che ce ne saremmo andati», racconta Tommaso Cacciari, «ma era ancora pieno di gente e non appena si è vista spuntare dalla Marittima l'abbiamo accolta».

Le altre navi sono partite poi verso le 22. La manifestazione organizzata alle Zattere vedeva per la prima volta anche la partecipazione di movimenti ambientalisti spagnoli, portoghesi, tedeschi e francesi che nei loro Paesi si battono contro le grandi opere. «È un grande successo per noi», ha gridato Tommaso Cacciari, uno dei portavoce dei No Grandi Navi, dal palco galleggiante allestito di fronte alle Zattere, «perché li abbiamo costretti a ritardare la partenza, lasciando libero il Bacino di San Marco».Blitz alla Marittima in serata. Gli ambientalisti in serata avevano comunque tentato un primo blitz, prima della partenza a sorpresa della grande nave Msc. Avevano raggiunto con una decina di imbarcazioni la Marittima per portare la loro protesta là dove erano i crocieristi. «Un cordone di imbarcazioni delle forze dell'ordine», spiega Tommaso Cacciari, «ci ha impedito di arrivare sotto le navi, ma abbiamo comunque acceso i nostri fumogeni e mostrate le nostre bandiere perché anche i crocieristi sapessero della nostra protesta».

Buona affluenza. Il maltempo e la pioggia caduta ha complicato i piani degli organizzatori, ma si è comunque registrata una buona affluenza, con i giovani dei movimenti, ma anche molti veneziani che hanno affollato gli stand dove si vendevano anche gadget e magliette contro le Grandi Navi e hanno ascoltato i discorsi e la musica dal vivo dal palco offerta da gruppi come 99 Posse, Cisco dei Modena City Ramblers, Pharmakos, Bim Bum Balaton. Gli organizzatori hanno stimato le presenze in un migliaio di persone, con un'affluenza che ha iniziato a crescere nel pomeriggio. Presenti, tra gli altri, il presidente della Municipalità di Venezia, Giovanni Andrea Martini, quello della sezione veneziana di Italia Nostra, Lidia Fersuoch, gli esponenti del Gruppo XXV Aprile con il portavoce Marco Gasparinetti, l'urbanista Stefano Boato, il coordinamento studenti medi di Venezia. Assenti politici e consiglieri comunali.Martini: «Vogliamo entrare nel Comitatone».

Netta la presa di posizione del presidente della Municipalità veneziana Giovanni Andrea Martini. «La Municipalità», ha detto, «ha aderito ufficialmente alla manifestazione dei No Grandi Navi, perché ne condivide lo spirito. Vogliamo le grandi navi da crociera fuori dalla laguna e per questo abbiamo chiesto ufficialmente alla Presidenza del Consiglio di essere ammessi al Comitatone per rappresentare la posizione della città storica di Venezia che non coincide con quella del Comune».

Gli ambientalisti: «Vogliono lasciare tutto com'è». Dal palco gli interventi dei rappresentati dei vari Comitati - tra cui No Mose, No Grandi Navi e Italia Nostra, con l'architetto Cristiano Gasparetto - hanno presentato una linea univoca. «Tutti i progetti alternativi di cui si parla, dallo scavo del canale Vittorio Emanuele al nuovo terminal a Marghera», è stato detto, «provocherebbero effetti devastanti sulla laguna e l'allargamento del canale dei Petroli. Sembra il gioco dei tre bussolotti, perché ogni tanto cambiano progetto. Ma la verità è che si vuole lasciare tutto com'è, favorendo le compagnie di crociera e la Venezia Terminal Passeggeri, la società che gestisce lo scalo passeggeri e che non a caso ora è controllata dalle stesse compagnie crocieristiche. Evocato anche il parallelismo con il Mose, nel campo di grandi opere che manomettono la laguna, ricordando anche la recente notizia dei costi di manutenzione dell'opera stimati in 95 milioni annui dallo stesso provveditore alle opere pubbliche del Veneto Roberto Linetti.



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