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Riqualificare edifici e città
Gennaro Vitale
28 settembre 2017 la repubblica

Dal 2008 al 2016, in Italia, le costruzioni hanno perso quasi 600.000 posti di lavoro, con una flessione in termini percentuali del 30%. In Campania, dal 2009 al 2016, c'è stata una flessione del numero di occupati nelle costruzioni pari al 31%, ovvero circa 48.000 posti persi. " Nell'anno in corso, soprattutto nel Mezzogiorno – sottoli nea Gennaro Vitale, Presidente di ANCE Campania – si è però riscontrato un lieve aumento del numero di occupati pari al 4,9 % (riferito al Io trimestre) completamente ascrivibile ai lavoratori indipendenti. Infatti, in Campania nel primo trimestre 2017 c'è stato un calo di occupati dipendenti pari a circa il 10%. Inoltre, dal 2008 al 2014 in Italia sono uscite dal mercato circa 100.000 imprese di costruzioni (-16%). In Campania, nello stesso periodo, hanno chiuso circa 5.200 imprese (-14%). Sono dati preoccupanti – continua Vitale - che invitano a riflettere, ma soprattutto che invitano i politici a trovare in fretta soluzioni utili per le numerose imprese che versano in condizioni di grande difficoltà".

Quali sono i principali problemi che le aziende devono affrontare?

Nel settore delle costruzioni si riscontrano costantemente notevoli criticità. Basti pensare alle lungaggini burocratiche ed ai ritardi di pagamento della pubblica amministrazione, dove le tempistiche sono ancora fuori dagli standard europei spesso a causa della perenzione dei finanziamenti. Nel 2017 ( secondo un'indagine dall'ANCE presso le imprese associate a maggio 2017) il 70% delle imprese registra ritardi dei pagamenti. Ciò provoca inevitabilmente effetti negativi sull'occupazione e sugli investimenti nel settore. Inoltre, bisognerebbe prevedere, così come auspicato anche dal Presidente dell'ANAC Raffaele Cantone, una riforma del reato di abuso d'ufficio. Questo è non solo possibile ma anche auspicabile, per evitare la cosiddetta paura della firma da parte dei funzionari pubblici. A fronte del crollo degli occupati in edilizia, secondo lei c'è il rischio del sopravvento dell'abusivismo e del lavoro illegale?

In molti Comuni della Campania, purtroppo esistono ancora territori privi di pianificazione urbanistica, che nel corso degli anni ha generato gravi fenomeni di disordinata crescita edilizia, a cui si è aggiunta l'esplosione dell'abusivismo da considerare come un vero e proprio macigno sulla strada dello sviluppo urbano. L'abusivismo può e deve essere ancora combattuto con una buona e tempestiva proget tazione urbanistica. Proprio per questo, tra le azioni che abbiamo messo in campo, Ance Campania in collaborazione con la Scuola di Governo del territorio ha bandito 5 borse di studio per la realizzazione di un'analisi della pianificazione urbanistica nei Comuni campani. L'obiettivo della ricerca è verificare a che punto è l'approvazione dei PUC, delle loro varianti e dei piani attuativi in Campania. Il nostro intento è quello di spronare i Comuni in sinergia con la Regione ad attivare nuove strategie per la pianif icazione urbanistica. Questa mancanza si traduce in carenza di investimenti sul territorio. Quali sono le proposte di ANCE Campania per uscire dalla crisi?

Sono necessar i nuovi strumenti legislativi che agevolino gli interventi di sostituzione edilizia, così come avviene negli altri paesi europei. Si potrebbero ottenere effetti importanti sul PIL e sull'occupazione. In Campania più del 60 % degli edifici residenziali ha oltre 35 anni con punte che toccano il 77 % nella provincia di Napoli. Soltanto il 4 % del patrimonio immobiliare campano è stato costruito dopo il 2000. Con le norme attuali la trasformazione urbana è molto complessa sia per i numerosi vincoli sia per la troppa burocrazia che rendono spesso l'intervento non economicamente sostenibile. Dobbiamo quindi avere il coraggio di cambiare le normative in modo da incentivare tali interventi anche con l'obiettivo di ridurre il consumo del suolo. Inoltre, se si vuole davvero realizzare un progetto di rigenerazione del tessuto urbano delle nostre città, è necessario rendere permanenti tutte le agevolazioni fiscali estendendole a tutte le tipologie edilizie.

Quali sono le prospettive per le opere pubbliche?

Occorre assolutamente rilanciare il settore dei lavori pubblici, anche alla luce delle recenti rilevazioni dell'Istat che vedono un calo del 3,8% degli investimenti. Bisogna riportare le costruzioni al centro della politica economica italiana. Un grande Piano di sviluppo industriale e infrastrutturale capace di rinnovare in profondità il nostro Paese e la nostra regione, consentendogli di superare almeno parte del ritardo accumulato nella dotazione di infrastrutture pubbliche. Ciò consentirebbe il rilancio della produttività delle imprese e la ripresa dell'occupazione. Perché ciò si realizzi, allora, occorre prevedere una serie di priorità nel settore dei lavori pubblici, quali ad esempio un programma di investimento sui beni culturali e sul turismo, la riqualificazione e la messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici, l'ammodernamento delle infrastrutture esistenti, un piano operativo per il dissesto idrogeologico. Sono solo alcuni degli esempi da portare avanti. Con l'approvazione del Decreto legislativo n. 50/ 2017 e del successivo correttivo sono state adottate soluzioni con l'obiettivo di una maggiore efficienza e semplificazione nel sistema dei lavori pubblici. Purtroppo, ad oggi tali obiettivi non solo non sono stati raggiunti, anzi in alcuni casi si è avuto l'effetto opposto. Basti pensare ai tempi di aggiudicazione degli appalti che ormai sono diventati in alcuni casi biblici, non consentendo alcuna attività di programmazione alle imprese e con i finanziamenti che molto spesso vanno in perenzione. In questi ultimi anni si è parlato di far ripartire il progetto Sirena: è possibile allargarlo anche ad altri Comuni della Campania?

La partenza di nuovo progetto Sirena allargato all'intera Campana richiederebbe la creazione di un tavolo istituzionale al fine di proporre bandi e stabilire i fondi a disposizione. Sarebbe un intervento molto atteso dalla nostra categoria che si è più volte arenato per mancanza di fondi. Dal 2002 al 2013, Sirena ha finanziato l'apertura di 200 cantieri per lavori nel campo della manutenzione edilizia e del restauro, generando quasi 300 milioni di interventi edilizi. Pertanto un nuovo progetto esteso su tutto il territorio campano potrebbe garantire una ripresa del nostro settore con conseguente aumento dell'occupazione. Bisognerebbe, però, prevedere delle leggi che obblighino i proprietari a redigere un fascicolo del fabbricato che sia in grado di documentare lo "stato d'uso" dell'edificio e soprattutto che riesca a fornire le informazioni necessarie per programmare gli interventi di manutenzione.

Su cosa punterebbe per il rilancio della Campania?

Non vorrei essere ripetitivo, ma la riqualificazione urbana, intesa nel senso più ampio, coinvolgendo contemporaneamente sia il pubblico che il privato, potrebbe in pochi mesi riavviare il settore dell'edilizia e nel contempo renderebbe le nostre città più vivibili ed accoglienti. Riqualif icare potrebbe quindi significare maggiore vivibilità e maggiore attrattività del territorio con conseguenti nuovi investimenti. Tutto ciò rappresenterebbe un volano fondamentale per la crescita dell'economia della regione.






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