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Siamo le sentinelle dello sviluppo territoriale
28 settembre 2017 la repubblica



LA CRISI, in particolare in Terra di Lavoro, si è ripercossa in modo particolare sul mondo delle professioni. " Io mi sento investita di una grande responsabilità – sottolinea Rossella Bicco, Presidente dell'Ordine degli Architetti di Caserta – perché mi rendo conto che non siamo solo noi giovani privi di prospettive, ma in realtà le paure maggiori sono dei professionisti che hanno un bel po' di anni di esperienza sulle spalle e che vivono questo momento di differenza epocale: sono quelli che avevano iniziato la carriera in un momento storico in cui l'architetto aveva un proprio ruolo professionale ben definito, era ben valutato. Oggi, invece, si è perso un po' il valore della sua figura. Oggi non risalta più la qualità intrinseca di questa professione". Esordio di grande responsabilità per la Bicco, che tra l'altro può vantare un primato: è il più giovane presidente di un Ordine professionale italiano. E forse anche d'Europa...

*** Quali sono gli spazi per la professione in Terra di Lavoro?

Viviamo una grande contraddizione: gli architetti non hanno lavoro, ma di lavoro ce ne sarebbe tantissimo, basti pensare al settore dei beni culturali: questo filo rosso borbonico che lega la Reggia di Caserta, Carditello, l'Acquedotto del Vanvitelli e San Leucio, in realtà è una zona che necessiterebbe di un complesso intervento di salvaguardia, valorizzazione e sviluppo. Parlo di Carditello, anche in qualità di presidente della Fondazione voluta dagli Ordini professionali, dove sarebbe necessaria una forte azione di rivalutazione e di utilizzo delle risorse a disposizione del territorio. Qui la crisi forse si sente maggiormente, perché non riusciamo a sfruttare le risorse di cui è ricca la nostra provincia. Sul fronte delle opere pubbliche, che spazi possono aprirsi?

In realtà dovrebbe esserci una grande compartecipazione tra professionisti ed enti locali, in quanto si fanno leggi sull'architettura senza gli architetti, si fanno opere pubbliche andando a chiamare e richiamare professionisti esterni, quando in realtà per le opere pubbliche serve la partecipazione non solo dei professionisti, ma anche della cittadinanza che vive il territorio, perché il senso dell'architettura è far vivere al meglio lo spazio alla gente che lo occupa, e che riconosce in se l'identità di un luogo, un'appartenenza verso di esso. La partecipazione è strategica: nella formazione dell'architetto sussistono diverse materie, si deve interessare di diritto, matematica, ecc. E' una multidisciplinarietà di interessi che in realtà devono essere messi tutti ad uno stesso tavolo per essere competitivi. Ogni azione, per essere veramente efficace, qualsiasi lavoro che si intende mettere sul campo, è necessaria la compartecipazione di tutti questi elementi. Come sono i rapporti con gli altri Ordini e con gli Enti Locali?

Con gli altri Ordini buoni: ci riuniamo nel CUP della provincia di Caserta per iniziative congiunte come lo Sportello " Dopo di noi" dedicato alle classi più deboli. E' un impegno cocreto che svolgiamo mettendo a disposizione le nostre competenze professionali per sostenere le fragilità sociali, attuato grazie a protocolli d'intesa con vari Comuni, come S. Maria Capua Vetere, capofila di questa iniziativa; poi continueremo con Caserta, Aversa ed altri. Pensiamo, inoltre, alla creazione di incubatori e all'attivazione sul territorio un meccanismo che sia in grado di valorizzare le risorse e la grande competenza professionale che abbiamo a disposizione in provincia di Caserta.

Ed i rapporti con l'Università?

E' necessario un discorso continuo con le Soprintendenze e l'Università: con quest'ultima sono in atto delle attività, come i tirocini presso l'Ordine e altre iniziative che stiamo mettendo a punto d'intesa con l'Ateneo per avvicinare gli studenti alla pratica attraverso la partecipazione ai nostri corsi di formazione o a quelli per la preparazione dell'esame di Stato. La ricerca è importantissima, rappresenta quel passo che si avvicina alla pratica, allo scendere in campo. C'è spazio per l'edilizia privata?

Non più come una volta, perché oggi l'utilizzo del suolo deve essere limitato. Ma c'è tantissimo da recuperare e riqualificare, piuttosto che aggiungere nuovo cemento. Gli architetti, poi, devono avere un ruolo centrale nella tutela del paesaggio: è il nostro interesse maggiore, un diritto da portare avanti. Quale spazio c'è per i giovani architetti e in che ambiti potrebbero inserirsi?

Abbiamo la fortuna di essere il paese più famoso e conosciuto per il design, apprezzato in tutto il mondo. Ci rendiamo conto che la figura dell'architetto e la qualità della professione vengono molto svalutate nel nostro territorio, ma fuori l'architettura e il design italiani vengono visti come un punto di eccellenza da raggiungere e al quale equipararsi. Quali sono i servizi che l'Ordine mette a disposizione degli iscritti, in particolare dei giovani… L'Ordine deve essere visto come il punto di riferimento per tutti i nostri iscritti, oltre che per gli enti locali che dovrebbero interfacciarsi con noi, Siamo un punto di riferimento perché dal momento che c'è una interferenza, un dubbio, qualcosa che non va secondo le regole, noi siamo chiamati in causa e dobbiamo essere pronti ad agire. L'Ordine sta cercando nel modo migliore di avvicinare i giovani, coinvolgendoli nelle commissioni tematiche per un lavoro di collaborazione di gruppo in un team di progettazione molto qualificante. Inoltre, i nostri corsi di formazione sono gratuiti. Mi sento davvero responsabile per dare speranza non solo ai giovani, ma a tutti i professionisti che vedono depauperato il valore del fare architettura. Vogliamo dare un'impronta decisiva e portare su tutto il territorio della provincia di Caserta il contributo delle nostre competenze.




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