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ROMA-Importazioni beni culturali, Manzi (Pd): bene proposta Ue ma perplessità su età minima (250 anni)
https://agcult.it/2017/10/05/importazioni-beni-culturali-manzi-pd-bene-proposta-ue-perplessita-eta-m

Ha preso il via in commissione Cultura della Camera lesame della proposta di regolamento relativo allimportazione di beni culturali, presentata dalla Commissione europea il 13 luglio 2017. Relatrice del testo è la deputata del Partito democratico, Irene Manzi. Il provvedimento si inserisce nellambito delle iniziative previste dal Piano dazione della Commissione volto a rafforzare la lotta contro il finanziamento del terrorismo, e mira in primo luogo a contrastare limportazione illegale e il traffico di beni culturali provenienti da paesi terzi, i cui proventi sono spesso destinati al sovvenzionamento di attività terroristiche e criminali. LEuropa, con il suo ricco patrimonio culturale e lapprezzamento per larte e la storia, la sua vicinanza al Medio Oriente e allAfrica e il suo enorme mercato dellarte, rappresenta una meta particolarmente interessante per il commercio illecito di beni artistici e culturali. Secondo stime riportate dalla Commissione europea, nell80-90 per cento delle vendite di antichità i beni hanno origini illecite, mentre il valore finanziario totale del commercio illegale di beni culturali è stato stimato tra i 2,5 e i 5 miliardi di euro annui, un dato che lo rende inferiore soltanto al traffico di armi e di narcotici

Negli ultimi anni, soprattutto in risposta alla crisi in Medio Oriente, alcuni Stati membri come Germania, Francia, Austria e Paesi Bassi hanno adottato provvedimenti mirati a contrastare e impedire il traffico illecito di beni culturali. In tale ottica sottolinea la Manzi la Commissione europea ritiene necessario introdurre una disciplina uniforme e armonizzata.

COSA PREVEDE IL PROVVEDIMENTO

La proposta di regolamento in esame prevede, in particolare: una nuova definizione comune di beni culturali allimportazione, che copre unampia gamma di oggetti tra cui ritrovamenti archeologici, antiche pergamene, rovine di monumenti storici, opere darte, collezioni e oggetti di antiquariato. Lambito di applicazione della nuova disciplina è limitata ai beni culturali che hanno dimostrato di essere maggiormente a rischio, vale a dire quelli di almeno 250 anni al momento dellimportazione; lintroduzione di un nuovo sistema di licenze per limportazione di reperti archeologici, parti di monumenti, antichi manoscritti e libri; un sistema di certificazione più rigoroso per limportazione di altre categorie di beni culturali che prevede la presentazione di una dichiarazione firmata o dichiarazione giurata che dimostri che i beni sono stati esportati legalmente dal Paese terzo; la facoltà per le autorità doganali di sequestrare e trattenere i beni quando non è possibile dimostrare che i beni culturali in questione sono stati esportati legalmente.

Passando al contenuto specifico della proposta, che consta di 15 articoli, la relatrice ha manifestato qualche perplessità laddove viene introdotto il limite di 250 anni con riferimento alletà dei beni culturali che sarebbero oggetto della nuova disciplina. Se lobiettivo prioritario della Commissione europea è costituito dalladozione di una disciplina armonizzata sullimportazione illegale di beni culturali da qualunque Paese spiega la Manzi allora non si comprendono le ragioni per cui si pongano limiti riferiti alletà dei beni stessi. Paradossalmente, infatti, ciò potrebbe indurre le organizzazioni criminali a spostare loggetto dei loro traffici sui beni culturali più recenti.

Concludendo lillustrazione della proposta, la Manzi ha evidenziato che si tratta di uniniziativa di evidente rilievo che merita pieno apprezzamento per i progressi che può apportare alla vigente disciplina. Occorre, tuttavia, verificare, nel prosieguo dellistruttoria, anche avvalendosi di tutti gli elementi che potranno risultare utili allo scopo, eventualmente effettuando alcune audizioni: se lobiettivo prioritario che si intende perseguire è di adottare una normativa armonizzata che si riferisca allimportazione illegale di beni culturali da qualunque Paese terzo di provenienza, ovvero, si intenda contrastare la pratica di traffico illecito di beni culturali da alcuni Paesi dellAfrica e del Medio Oriente investiti da situazioni di crisi e instabilità; se le misure previste siano pienamente rispondenti agli obiettivi dichiarati e possano garantire unefficace azione di contrasto, tenuto conto dellesclusione dallambito di applicazione del regolamento dei beni risalenti a meno di 250 anni fa; se la creazione di una banca dati condivisa per lo scambio tempestivo di informazioni tra gli Stati membri possa a tale scopo ritenersi essenziale e se, in tal caso, non si debba prevedere un coinvolgimento diretto della Commissione europea cui compete ladozione di atti di esecuzione per la messa a disposizione, il funzionamento e la manutenzione del sistema elettronico di archiviazione. Si tratta di questioni che sarà necessario approfondire in primo luogo con il Governo.



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