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VENEZIA-Laguna e gestione del Mose, sfida a tre. Zaia si spinge avanti, Venezia frena
MONICA ZICCHIERO
www.eddyburg.it, 25/10/2017

Corriere del Veneto, 25 ottobre 2017. La Regione vuole le competenze che sono già della Città metropolitana. Il nodo al Comitatone. A Napoli dicono: \"Mbbyoglio aiutame. Intanto, i poteri reali li ha la banda CVN.




Chi gestisce la laguna, controllerà anche il Mose. Ed è affollata la schiera di pretendenti: la Città Metropolitana che le competenze le ha già e manca solo lultimo miglio del decreto attuativo, il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche che con la nuova presidenza di Roberto Linetti ha ritrovato vigore e autorevolezza nella gestione della salvaguardia. E lunedì si è accodata ufficialmente anche la Regione, che è entrata nella partita dalla porta del disegno di legge sullautonomia approvato dalla giunta Zaia dopo il referendum. Tra i 56 articoli ce nè uno, il 29, che rivendica la gestione del demanio marittimo; della costruzione, bonifica e manutenzione dei porti; della difesa delle coste. E della salvaguardia di Venezia. Tutte funzioni dellex Magistrato, abolito dopo la scandalo MoSE.

Il disegno di legge approvato laltro ieri, in realtà è lo stesso che la giunta su proposta del governatore Luca Zaia aveva già validato a marzo del 2016, dunque è da un po che Palazzo Balbi accarezza lidea. Ma per legge le competenze ora come allora erano già della Città Metropolitana, ente non troppo caro alla Regione: nellagosto 2014, su proposta del deputato Pd Andrea Martella, i poteri furono trasferiti grazie ad un emendamento e quel passaggio di consegne è legge dallo scorso anno. Questa ipotesi della Regione contrasta con la legge approvata lanno scorso, che disponeva che le competenze sulla laguna sarebbero state trasferite al Comune - conferma Martella - competenze di salvaguardia e di risanamento della città di Venezia e dellambiente lagunare, di polizia lagunare e organizzazione della vigilanza lagunare nonché di tutela dellinquinamento delle acque. È vero, mancano i decreti attuativi e su questo il governo è un po in ritardo, ma la linea è stata tracciata. Zaia andrà misurato sulla capacità di chiedere le competenze dellarticolo 116 della costituzione e questa non è prevista, dunque meglio che eviti richieste astruse, che peraltro darebbero vita a un nuovo centralismo regionale.

Un altro tiro troppo in alto del governatore dopo linvestitura del referendum per lautonomia del Veneto? Di certo, Zaia si è inserito nel ritardo della firma del decreto che è frutto anche del braccio di ferro tra enti: da una parte il ministero delle Infrastrutture che non intende cedere le funzioni dellex Magistrato che oggi esercita il Provveditorato, i cui dipendenti sono fermamente contrari a passare sotto le insegne metropolitane; dallaltro la Città, che ha fatto presente al governo di avere già le risorse a disposizione per intervenire sulla messa in sicurezza delle bricole e manca solo il formale trasferimento per iniziare a mettere ordine in laguna. Tra i due litiganti, ora arriva la Regione.

Neocentralismo veneto? Il sindaco Luigi Brugnaro schiva la polemica ma le competenze sono una partita che sta trattando con Palazzo Chigi: Abbiamo parlato di tutto col presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, anche dei poteri dellex Magistrato alle Acque. Il decreto attuativo è alla firma e sarà uno dei temi allordine del giorno del Comitatone del 7 novembre. La Regione smorza la polemica. La legge cè ma manca il decreto attuativo e cè sempre il tema delloperatività e delle risorse - nota lassessore allo Sviluppo Roberto Marcato - Noi chiediamo queste competenze per essere più efficaci. E poi lo declineremo in accordo con la Città Metropolitana, con la quale stiamo lavorando a strettissimo contatto su Porto Marghera. Nessuna volontà di scippare competenze.

Eppure il problema delle funzioni date con parsimonia alla Città cè: lurbanistica è stata ritirata a Ca Corner ma non alle altre Province e non è mai più tornata a casa. Sarà il tema caldo delle consultazioni della Regione con gli enti locali sul progetto di legge dellautonomia che dovrà approvare il consiglio Regionale. Larticolo 116 della Costituzione dispone che le maggiori competenze possono essere chieste sentiti gli enti locali. La partita è aperta.



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