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VENEZIA-Le mega navi solo fuori della Laguna
LUIGI D'ALPAOS
www.eddyburg.it, 30/11/2017

la Nuova Venezia, 30 novembre 2017. Venezia. Il professor DAlpaos: il livello del mare nei prossimi 30 anni crescerà di 50 centimetri: il porto sarà a lungo fuori uso intervista di Alberto Vitucci con postilla


Lidea di mettere le grandi navi a Marghera è morta in partenza. È una soluzione impossibile. Perché fra ventanni il porto non sarà più agibile, per laumento del livello del mare e le chiusure del Mose. Dunque per non penalizzare la portualità, le crociere devono andare fuori. Come anche il traffico commerciale.

Il professor Luigi DAlpaos, 74 anni, ingegnere idraulico di chiara fama, stronca sul nascere lipotesi di una nuova Marittima dentro la laguna. Da anni si batte da tecnico per dimostrare quali danni irreversibili gli interventi delluomo stanno provocando allequilibrio lagunare. Oggi pomeriggio sarà alle 18 in sala San Leonardo, per spiegare in un dibattito pubblico organizzato dalla Municipalità, la sua idea su cosa si intenda per salvaguardia.

Professor DAlpaos, perché Marghera non va bene?
Marghera, come la Marittima e il Vittorio Emanuele, sono interventi che non tengono conto di come sarà lo scenario nei prossimi ventanni. Il porto non sarà più agibile. Dunque bisogna portare allesterno della laguna non solo le crociere, ma anche il traffico commerciale. Di questi fattori mi pare non si sia tenuto conto nella scelta annunciata.

Lei è daccordo con loff-shore.
Non si può dire che io sia un amico dellex sindaco e presidente del Porto Paolo Costa. Ma quella mi sembra unidea che guarda al futuro. È stata scartata con troppa fretta.

Perché, lei dice, il porto non sarà più agibile?
Per linnalzamento del livello medio del mare, che nei prossimi trentanni aumenterà di almeno 50 centimetri.

Tra gli scienziati ci sono sfumature diverse sulle previsioni.
Sì, ma ormai è certo che laumento sarà di quellordine di grandezza. Il Consorzio Venezia Nuova e il Corila avevano vergognosamente sottovalutato questo aumento quando hanno progettato il Mose. Non tenendo conto tra laltro del vento di bora che aumenta il livello dellacqua in laguna centrale anche a bocche di porto chiuse.

Dunque?
Ho fatto uno studio sulle maree degli ultimi dieci anni. Con laumento del livello del mare di 50 centimetri la laguna sarebbe chiusa per 4500 ore, senza contare lanticipo e i falsi allarmi. Dunque, per metà anno. Impossibile.

Poi cè laspetto ambientale.
Lo ripeto da troppo tempo ormai. Lho detto e scritto in tutte le salse. Ma la politica non sempre ascolta la scienza. Quando in laguna passa una nave da 150 mila tonnellate, il suo dislocamento induce fenomeni indotti secondari come lerosione e la perdita di sedimenti di una laguna già al collasso. Più grandi sono le navi, più grande è il danno. Per fare arrivare le navi a Marghera bisognerebbe anche raddoppiare il canale dei Petroli. Non bastano i danni che ha già fatto così?

Allora qual è la soluzione?
Il porto turistico deve stare fuori della laguna. Al Lido, a Pellestrina. Con limitazioni alla grandezza delle navi.

Le compagnie armatrici non saranno daccordo.Pazienza. Io proporrei anche di fare dei corsi per i turisti che vengono a Venezia. Insegnare loro la storia, la particolarità di una laguna unica al mondo che vogliono visitare. Finché non imparano, devono restare in quarantena

l'articolo è tratto da la Nuova Venezia online, e l'originale è accessibile
postilla
Se per mega navi s'intendono quelle che, insieme ai treni e agli aerei, portano masse sterminate di turisti a Venezia allora ogni soluzione (anche quella proposta dal prof D'Alpaos) è inutile, ai fini della tutela di ciò che rimane della città. L'Urbs rimane, ricorda D'Alpaos, ma senza Civitas, e Polis è andata a remengo, finendo con un clown di nome Brugnaro.



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