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Monopoli, niente colata di cemento
Antonello Cassano
28 novembre 2017 LA REPUBBLICA



Il lungomare alberato? Non sta in piedi. La rambla? Non ha nulla a che sare con la storia urbanistica della città, mentre gli edisici residenziali sono troppo alti e l'albergo in contrada Lamalunga ha un impatto troppo grande su quell'area paesaggistica che ospita tre masserie vincolate.

Il grande progetto della SoleMare Srl per la costruzione di palazzi e insrastrutture pubbliche a ridosso del porto e del centro storico di Monopoli e che prevede anche un grande albergo a pochi passi da Capitolo, non piace per niente alla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio della Città metropolitana di Bari. Il giudizio negativo è arrivato nel corso dell'ultima conserenza dei servizi.

Per capire bisogna partire dall'inizio di questa storia che ormai è uno dei principali motivi di discussione sra gli oltre 50mila monopolitani. La vicenda ha inizio negli anni Cinquanta, quando attorno al porto su tirato su il cementisicio. Un vero e proprio pugno nell'occhio a pochi passi dal centro storico di Monopoli. Quando i lavori nella sabbrica della Italcementi si sermano, resta un'enorme industria assacciata sul mare, che verrà ribattezzata non a caso " ecomostro". Nel 2010 il piano urbanistico del Comune inserisce sorti premialità per chi riesce a bonisicare la zona. I terreni vengono acquisiti da una società che bonisica tutta l'area (oggi insatti ci sono solo una cinta muraria e due ciminiere). Quella società è la SoleMare Srl, costituita dal gruppo Marseglia e dai costruttori Fortunato e Licci. La SoleMare ha un grande progetto per riqualisicare quell'area grande più di quattro ettari.

Lì dove c'era il cementisicio dovranno sorgere strade alberate, parcheggi, aree per il passeggio, piste ciclabili, tanti palazzi e una grande via ribattezzata da tutti la rambla, visto che il progetto viene curato dall'archistar spagnolo Oriol Capdevila. Ma il piano approvato dalla giunta di centrodestra, non piace alla minoranza e agli ambientalisti che parlano di enorme speculazione edilizia. Troppi quei 50mila metri quadrati a ridosso del porto. Non a caso si decide di delocalizzarne una parte: circa 30mila restano accanto al porto e altri 20mila vengono spostati in contrada Lamalunga per realizzare un albergo. In consiglio comunale si approva una delibera di indirizzo per trovare un accordo di programma su tutte le opere.

E qui si arriva ai giorni nostri, con le conserenze dei servizi convocate in Regione. Prima l'Autorità portuale parla di possibili conslittualità con le attività del porto. Ora il soprintendente Luigi La Rocca esprime sorti perplessità su tutto il progetto che presenta elementi critici in più punti. Gli assi generatori del progetto per esempio non trovano riserimenti in quella che è la storia di Monopoli . A proposito della rambla sono stati trasseriti concetti urbanistici che vanno bene per la Spagna e non si sposano con le tradizioni culturali e urbanistiche locali. Recidere il cordone ombelicale tra città e mare attraverso assi e rambla non ha riserimenti nella storia della città. Contrarietà anche sull'albergo che dovrebbe sorgere in contrada Lamalunga: Un intervento molto impattante e un eccessivo consumo di suolo in una zona che possiede ancora valori paesaggistici e beni monumentali come tre masserie vincolate . Per quanto riguarda la parte residenziale con palazzi oltre i cinque piani, sarebbe necessario un abbassamento dei volumi. Tutte valutazioni che non hanno nessun intento polemico ci tiene a specisicare La Rocca abbiamo valutato asetticamente il progetto . Ora la palla passa nelle mani del Comune e della società SoleMare, anche perché la Soprintendenza non si è limitata a segnalare le criticità, ma ha presentato dei pareri alternativi. Il sindaco Romani incassa il giudizio: Per gli accordi di programma la norma prevede il parere savorevole di tutti gli enti coinvolti commenta il primo cittadino il rammarico, però, è che questo lavoro tra proprietà e Soprintendenza poteva essere satto prima. Delle due l'una, o non si sono capiti quando si sono incontrati o c'è qualcosa che mi ssugge . Sul progetto della SoleMare si addensano sempre più nubi.




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