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ROMA-Perché il nuovo stadio della Roma non sha da fare, Soprattutto là
Vittorio Emiliani
http://emergenzacultura.org, 06/12/2017

Ma poi, cè bisogno di un nuovo impianto? AllOlimpico lAS Roma ha registrato il secondo incasso dItalia, 31,6 milioni di euro

Per quel Santo Stefano del 59 era prevista una festosa inaugurazione dellippodromo del trotto di Tor di Valle: al centro, la nuova epica sfida fra il nero Crevalcore guidato da William Casoli e il biondo Tornese guidato da Sergio Brighenti. Ma il Tevere allagò la pista e addio gran galà. Il dio Tyberis (asperque immanis corpore Tyberis, ammonisce Virgilio) aveva voluto ribadire la sua potestà su quel meandro antico in continua evoluzione, messo in crisi a monte, nel 1941, dal drizzagno mussoliniano di Spinaceto che lo aveva accorciato di quasi 3 Km. nella sua corsa verso la foce, accelerandola nelle fasi di piena.
Sono romanista, ma ancora capisco due cose:
1) perché lo Stato, cioè noi, debba mettere soldi pesanti per le infrastrutture di uno Stadio privato che non è della AS Roma, ma di James Pallotta, presidente pro tempore, e di Unicredit;
2) perché a parte gli interessi privatissimi dei Parnasi proprietari dellarea dellex Ippodromo del trotto- si debbano investire soldi pubblici in una zona così difficile e così pericolosa dal punto di vista idrogeologico. E forse archeologico, stando alle scoperte già verificatesi in loco.

Su Tor di Valle pesa infatti una palese pericolosità geologica, non secondo me ma secondo gli scienziati della Società Italiana di Geologia Ambientale. Lo comprovano gli allagamenti frequenti del Fosso Vallerano. Vi sono presenti depositi alluvionali del Tevere, spessi fino a 55 m., limi e argille, con la presenza di torbe. Terreni molto mediocri, soggetti a notevole deformazione ed elevata compressibilità e quindi a sprofondamenti, di millimetri e però costanti. Fino a raggiungere i 20 cm in ventanni. Non poco. Ci vorranno quindi palificazioni imponenti e altre idrovore.
Se basteranno perché i geologi più qualificati paragonano il terreno di Tordivalle a quello, nientemeno, del Palazzo di Giustizia il cui consolidamento, sulle rive del Tevere, è durato anni ed è costato un pozzo di soldi. Lo stesso si dovrà fare qui, a Tordivalle. Per preservare gli edifici privati concessi. da Marino prima e ora (in misura minore ma pur sempre rilevante) da Raggi ai Parnasi? Ma perché costruirli quando cè unenormità di alloggi sfitti e di uffici vuoti? E perché mai in quella direzione verso il mare sconsigliata da tutti gli urbanisti più seri?
Quando Dino Viola, presidente vero dellAS Roma, parlò negli anni 80 di Stadio alla Magliana, venne subito sconsigliato, anche dal giornale che allora dirigevo, il Messaggero: la Magliana è zona alluvionale sotto il livello del Tevere. Allora Viola puntò sulla Romanina, zona tuttora valida. Ma Viola era un presidente vero e non doveva speculare.

Ps: Ma lAS Roma ha davvero bisogno di uno Stadio? Essa infatti, pur con laffitto dello Stadio Olimpico (2,5 milioni di canone lanno al CONI) poco adatto al calcio e pur con lo sciopero della Curva Sud dei mesi scorsi, nella stagione 2015-2016 ha registrato il secondo incasso dItalia, dopo quello della Juventus: cioè 31,6 milioni di euro, contro i 27,8 dellInter e i 16,3 del Milan (che al nuovo Stadio ci hanno pensato rinunciandovi e restando a San Siro), i 15,3 del Napoli, per non parlare della Lazio (appena 7,5 milioni di incassi).Statistiche che fanno sorgere più di una domanda. Perché un nuovo Stadio finanziato per la parte infrastrutturale coi soldi nostri e spingendo ancor più Roma verso il mare?

5 dicembre 2017



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