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Il muro romano spostato a blocchi sarà esposto nel nuovo metrò
Federica Venni
06 dicembre 2017 LA REPUBBLICA



È un argine del Naviglio di San Girolamo che ha già trovato posto nel progetto rivisitato della stazione De Amicis

Gli uomini del cantiere sono al lavoro per tagliarlo in blocchi e spostarlo da lì. Perché quel muro antico affiorato circa un anno fa in piazza Resistenza Partigiana impedisce agli scavi della M4 di proseguire. Uno sfratto temporaneo che, dopo una giacenza nel deposito di via Gatto in zona Forlanini, lo vedrà tornare a casa per essere restituito alla città.

Ha già un posto dedicato nel nuovo progetto della stazione De Amicis: i milanesi potranno vederlo 12 metri di lunghezza per tre di altezza proprio nell'atrio, sulla sinistra prima dei tornelli. Un'altra parte, invece, sarà trasferita all'Anfiteatro romano lì accanto, situato nell'area tra le vie De Amicis, Conca del Naviglio e Arena. Siamo in uno dei cantieri della Linea Blu della metropolitana che hanno subito i maggiori ritardi un anno circa proprio per il ritrovamento di reperti archeologici e dove si ricomincerà a lavorare a metà gennaio 2018. La soprintendente Antonella Ranaldi intanto spiega cos'è quel blocco che spunta dalla terra: come indicano le mappe storiche, è un argine interno del Naviglio di San Gerolamo che passava vicino alla Pusterla dei Fabbri, una delle porte minori di Milano, demolita nel 1900, che si apriva sulle mura medievali. Una "parete" che, secondo l'esame delle malte, l'impasto cioè che tiene insieme i lastroni, risalirebbe a un'epoca che va dal tredicesimo al sedicesimo secolo, ma sarebbe composta da ceppi presi dai monumenti romani smantellati e riutilizzati. Questo tratto di Naviglio, dove probabilmente confluivano diversi canali e sopra il quale lo fa supporre un arco di mattoni che spunta accanto al muro passava un ponte, è stato uno dei primi tratti interrati, alla fine del 1800. Si riparte a scavare a metà gennaio del 2018, spiega il presidente della società realizzatrice Metro Blu, Massimo Lodico. E più o meno a gennaio del 2019 i lavori saranno spostati dall'altro lato di via De Amicis.

Questo è solo uno dei cantieri della M4 dove sono stati rinvenuti reperti archeologici durante gli scavi, ma è l'unico che verrà musealizzato perché spiega la sovrintendete Ranaldi è il ritrovamento più significativo . E gli altri? Sotto Corso Europa sono state trovate tracce delle antiche Terme Erculee risalenti al II secolo dopo Cristo. Qui sono state ritrovate anche monete del I secolo e dei fondi di stoviglie del XV secolo. Infine sono emersi anche alcuni muri di età medievale, insieme a reperti di varia natura di origine romana e alcune tombe. In una di queste è stato trovato, ben conservato, lo scheletro di una bimba, di cui si stanno studiando l'età e la datazione.

In via Lanzone, poi, sotto la stazione di Sant'Ambrogio, sono affiorate altre sepolture. Per questa stazione, in particolare, la Soprintendenza e gli uffici del Comune stanno studiando, nel punto di connessione con la M2, un modo per valorizzare e recuperare il fossato adiacente la Pusterla di Sant'Ambrogio. In largo Augusto invece, quando è stata traslocata la Colonna del Verziere, durante le operazioni di smontaggio è stato scoperto un monumento risalente all'epoca della peste (1630) che veniva utilizzato come altare per consentire le funzioni dalle finestre delle abitazioni adiacenti evitando il contatto e quindi il contagio. In via Cavallotti, dove gli scavi hanno subito grossi rallentamenti, è stata trovata una struttura muraria di epoca romana, databile tra la fine del III e l'inizio del IV secolo dopo Cristo.

È chiaro che i ritrovamenti fanno sospendere i lavori, spiega l'assessore alla Mobilità Marco Granelli, ma è anche vero, precisa, che gli eventuali rallentamenti ci permettono di recuperare parte della nostra storia e di restituirla alla città.



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