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MACERATA-Ai Musei civici di Palazzo Buonaccorsi taglio del nastro per la mostra Capriccio e natura. Arte nelle Marche del secondo Cinquecento. Percorsi di rinascita
http://www.ilcittadinodirecanati.it/altre-notizie/37347-ai-musei-ciel-secondo-cinquecento-percorsi-

Si inaugura oggi ai Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi di Macerata la
mostra Capriccio e natura. Arte nelle Marche del secondo Cinquecento. Percorsi di
rinascita a cura di Alessandro Delpriori e Anna Maria Ambrosini Massari, realizzata da
Macerata Musei.
La mostra, che rimarrà aperta fino al 13 maggio 2018, è parte del progetto Mostrare le
Marche, un progetto regionale nato dal protocollo dintesa tra Regione Marche, Mibact,
Anci, Conferenza Episcopale e i Comuni di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Loreto,
Matelica, Fabriano, che si propone un ciclo di sei mostre tra il 2017 e il 2018 per
promuovere la conoscenza e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2016.
Lesposizione che si inaugura oggi dichiara il presidente della Regione Luca Ceriscioli - è il secondo appuntamento del progetto regionale che nasce per valorizzare opere darte e percorsi legati a chiese e musei chiusi a causa del sisma.
Per questo abbiamo scelto di dedicarci con particolare attenzione alla promozione, con limpegno di mettere in atto una diffusione qualificata attraverso i principali media nazionali. Siamo convinti del fatto che le nostre opere darte, così preziose e numerose, capillarmente presenti sul territorio
regionale, sono tra i nostri ambasciatori più autorevoli. Perciò, parallelamente a questa
iniziativa, promuoveremo le Marche fuori dalle Marche, con un focus importante sulle arre
del sisma. Abbiamo scelto Milano come hub: il 20 dicembre sarà inaugurata al Museo
Diocesano una prestigiosa mostra sui capolavori dei Sibillini, che porterà con sé una serie
di attività promozionali che si protrarranno per tutta la prima metà del 2018. Protagonisti
saranno poi, per tutto il 2018, i comuni di Ascoli Piceno, Fabriano, Fermo e Matelica che,
nel riproporre allattenzione del pubblico le pregevoli espressioni dellarte marchigiana,
contribuiranno ad avviare una nuova fase di sviluppo e di rivitalizzazione sociale,
economica e turistica delle aree e dei centri marchigiani colpiti dal sisma, favorendone la
ripresa anche culturale.
Questa mostra - afferma il sindaco di Macerata, Romano Carancini - è il frutto buono di un
percorso di collaborazione tra territorio e Istituzioni: la città di Macerata apre a tutti le
porte del territorio che, seppur ferito, è vivo e pronto ad accogliere. Vogliamo dimostrare
come il patrimonio artistico locale, ancor prima di essere storia, bellezza e fede,
rappresenta una fonte di vita essenziale per le nostre comunità e ne forgia quei tratti
identitari unici e irreplicabili di cui è impossibile fare a meno."
Questa mostra - interviene il vice sindaco e assessore alla Cultura Stefania Monteverde -
nasce da lontano, dalla comunità di patrimonio che è la Marca Maceratese, che ha temuto
di perdere se stessa insieme al patrimonio culturale gravemente colpito dal sisma. In
collaborazione con le Istituzioni, fin da subito è iniziato un percorso di consapevolezza
sulla tutela e sulla valorizzazione del patrimonio ereditato, che oggi porta alla prima
mostra nel territorio colpito dal sisma con le opere messe in salvo e gli itinerari di un
paesaggio ricco di arte e di bellezza. Un processo fortemente voluto per rilanciare lo
sviluppo a base culturale, leconomia turistica, e soprattutto la ricostruzione del tessuto
delle comunità. Un percorso virtuoso che ha spinto il territorio intero a candidarsi a
Capitale Italiana della Cultura 2020".
La mostra Capriccio e natura coglie loccasione del temporaneo trasferimento nei depositi
dei Musei civici di Palazzo Buonaccorsi dei dipinti della Chiesa di Santa Maria delle Vergini
a Macerata, capolavoro del Cinquecento inagibile a causa del sisma, per un ripensamento
completo su quel cantiere e sul suo ruolo nella storia artistica nelle Marche alla fine del
XVI secolo.

Dallo straordinario punto di osservazione maceratese la visuale si apre ad abbracciare la
pluralità affascinante di presenze artistiche nell'intera regione fra Cinque e Seicento,
illuminando entro un largo raggio quelle relazioni e quei riflessi che possano far emergere,
nel contesto del Centro Italia, la densità artistica dell'area maceratese.
Facendo luce sullarte del secondo Cinquecento, snodo nella storia dellarte regionale, la
mostra intende contribuire a tenere i riflettori ben puntati sui valori di tutto un territorio,
caratterizzato da un'altissima e diffusa presenza di beni artistici e di opere architettoniche
di eccezionale pregio e interesse, gravemente colpito dal sisma del 2016 e che dovrà
quanto prima essere oggetto di una graduale e integrale restituzione.
Il cantiere di Loreto, in epoca sistina, riverberava in tutta la regione un linguaggio nuovo e
aggiornato sulle più interessanti novità romane e la Chiesa delle Vergini di Macerata è uno
dei più begli esempi, pressoché integri, di complesso decorativo sistino, intendendo una
fase culturale che va ben oltre il pontificato del papa marchigiano Sisto V Peretti, 1585-
1590, e che consente di cogliere l'affiorare inquieto delle nuove tendenze naturaliste nel
profondo cambiamento veicolato nelle Marche specialmente dalla poetica degli affetti di
Federico Barocci e incarnato dagli esiti delle novità caravaggesche, con la presenza, qui, di
un protagonista come Giovanni Baglione.
Un panorama vivacissimo, proiettato sullo sfondo di una fase di profondi mutamenti che
vanno dal capriccio manieristico a un nuovo naturalismo, documentando una raffinata
ricerca artistica: Taddeo e Federico Zuccari, già nella collezione di Palazzo Buonaccorsi,
da Federico Brandani al Barocci, dall'eccentrico Andrea Boscoli al Tintoretto, fino ormai al
Seicento del Cavalier D' Arpino e di Baglione, con al centro la figura chiave della scena
artistica in città tra il 1560 e il 1590, Gasparre Gasparrini e il suo più importante allievo
Giuseppe Bastiani, campione della cultura sistina nel maceratese.
In catalogo, oltre ai saggi di alcuni importanti specialisti del settore a livello internazionale,
è presente un'ampia selezione dei cicli decorativi di epoca sistina diffusi nelle Marche che
dà una precisa e folgorante idea della ricchezza del patrimonio.



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