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Finora l'iniziativa era lasciata agli sviluppatori con avventure ambientate sui colli toscani o fra i canali di Venezia
18 dicembre 2017 LA REPUBBLICA



ROMA

Se il museo ti è piaciuto, proponilo per un videogioco.

Dopo l'iniziativa del museo archeologico di Napoli di produrre un videogame nel quale le sue collezioni hanno un ruolo fondamentale, il passo avanti nella collaborazione tra i gestori del patrimonio culturale italiano e una delle industrie più redditizie al mondo è dare la parola ai visitatori di luoghi d'arte e musei.

Si chiama "Loading Italy" il progetto per coinvolgere cittadini e turisti nella proposta di siti che potrebbero trasformarsi in scenari di nuovi videogiochi. A lanciarlo è Ivipro (Italian videogame program), associazione privata orientata alla valorizzazione del patrimonio culturale, costola dell'Associazione editori sviluppatori videogiochi italiani.

Tra le prime regioni ad aderire, creando sui propri portali museali i link per mandare le segnalazioni, ci sono Umbria e Friuli Venezia Giulia. Chi indicherà il museo o il sito che vorrebbe vedere in un videogioco, spiegando perché, riceverà ingressi omaggio a musei o luoghi di cultura della regione prescelta.

Il gioco, è il caso di dirlo, vale la pena, soprattutto se si considera che gli appassionati dei videogiochi non sono soltanto, o non più, adolescenti, ma adulti sulla quarantina con un buon livello culturale. L'industria italiana del videogioco, secondo i dati di Aesvi del 2016, stima un giro di affari di circa 40 milioni di euro, con chiare indicazioni di un interessante fermento creativo.

Lo scorso anno, gli italiani hanno speso in videogiochi oltre un miliardo di euro, e gli appassionati sono circa 25 milioni. È un fenomeno che, secondo gli operatori della cultura, è stato fino a oggi sottostimato e al quale il ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, vuole dare impulso perché considera i videogiochi un'arte a tutti gli effetti.

Il connubio tra videogiochi e musei non è una novità assoluta, poiché nei luoghi della cultura la didattica digitale era già utilizzata come supporto per le spiegazioni, ma nell'ultimo anno il videogioco e il suo specifico aspetto ludico sono stati usati sempre più per far avvicinare non soltanto i giovanissimi e promuovere le collezioni.

Il caso del Museo archeologico di Napoli fa scuola, perché è stata l'istituzione a prendere un'iniziativa che finora era degli sviluppatori. Uno dei videogame più giocati al mondo, Assassin's Creed, vede infatti il suo protagonista Ezio Auditore rifugiarsi a Monteriggioni, borgo vicino a Siena diventato per questo meta di pellegrinaggio dei giocatori. Gears of War è ambientato su un pianeta alieno, ma i suoi sviluppatori hanno girato l'Italia del Nord per cercare ambientazioni, che hanno poi trovato in Palmanova, in Friuli, e sulle Dolomiti trentine. Andrea Dresseno, responsabile del progetto Ivipro, spiega il ritorno che da queste citazioni ha il nostro patrimonio culturale: È quanto accade da tempo per i luoghi in cui sono girati film di successo e non a caso le nostre prime collaborazioni sono state con le film commission. Ora, con i musei vogliamo coinvolgere i visitatori nella tutela e promozione del patrimonio culturale.




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