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Archeologia dimenticata
Manli Lilli
https://emergenzacultura.org/2017/12/28/manlio-lilli-archeologia-dimenticata/

In Italia migliaia di aree archeologiche e monumenti sono in stato di abbandono, condannati allanonimato

Limmenso patrimonio storico, artistico, archeologico e monumentale di cui dispone lItalia è oggi sottoposto a un grave rischio di deterioramento e di perdita. Nel Rapporto preliminare al programma economico nazionale 1971-75 del Ministero del Bilancio e della Programmazione economica, si lanciava lallarme. Rimasto pressoché inascoltato; nonostante la creazione, nel 1974, di un dicastero specifico, il Ministero dei Beni culturali; e nonostante il succedersi di 25 ministri. Perché nel suo complesso il patrimonio italiano è ancora un mosaico di criticità, se è vero che non esistono solo i siti e i monumenti campioni dincasso come il Colosseo-Foro romano e Palatino, Pompei ed Ercolano.

Da Nord a Sud si susseguono i luoghi della cultura sostanzialmente abbandonati allanonimato. Aree archeologiche e singoli monumenti, con o senza biglietto, sono perlopiù tagliati fuori da ogni percorso turistico. Mancano spesso indicazioni per raggiungerli, e se per avventura si arriva alla meta non è detto che si possano visitare. Il personale disponibile, raccontano i funzionari delle diverse Soprintendenze, non basta quasi mai a garantire la presenza sul posto. Così si telefona e si prende un appuntamento per la visita. Ma non sempre si riesce, e non rimane che dare unocchiata da fuori.

Può capitare anche dimbattersi in siti aperti. Nessuna recinzione e nessun controllo. Ingresso libero, sempre. Sono questi i casi in cui è più facile verificare il grado di civiltà dei visitatori. Il parametro sono i danneggiamenti, le asportazioni, la presenza di sondaggi clandestini. Spesso i resti sono coperti da erbe infestanti, così da risultare quasi invisibili e in condizioni di conservazione precarie. Il più delle volte la manutenzione è assente, da tempo. Le aree archeologiche, soprattutto al di fuori dei centri abitati, sono spazi neutri: anziché costituire un elemento distintivo finiscono per confondersi con il contesto territoriale. Perché a contribuire allisolamento e dunque al degrado di tanti luoghi della cultura vi sono da un lato le pianificazioni urbanistiche improprie, dallaltro un abusivismo edilizio tuttaltro che marginale. Sulle coste come nellentroterra è visibile lassurdità di tante situazioni. Luoghi nei quali tutela e valorizzazione mancano da sempre. Colpa di risorse finanziarie sempre più esigue, ma anche, spesso, di scelte errate. Di progetti approvati e finanziati e mai realizzati. Storie di unItalia al contrario.

È così che il paesaggio, del quale il patrimonio archeologico è parte costitutiva, perde le sue peculiarità. Percorrendo il Paese, e concentrando lattenzione sullarea centro-meridionale, tutto questo salta agli occhi. Da semplice racconto si trasforma in triste realtà. Se il viaggio narrato da Piovene negli anni Cinquanta è la fotografia dellItalia tra ricostruzione e boom economico, oggi diviene la rappresentazione di uninfinità di luoghi nei quali lo Stato sembra aver perso la sua scommessa più grande. Sembra aver abdicato al ruolo di garante dellarticolo 9 della Costituzione.

LItalia non offre solo aree archeologiche in abbandono, nelle quali i resti antichi sono quasi muti, non trasmettono informazioni, né emozioni. Ma il fatto che il numero dei siti relegati a una sostanziale marginalità non accenni a diminuire rispetto al passato recente è un segnale. Creare le condizioni per poter custodire e proteggere il nostro patrimonio culturale e artistico è molto più di unopzione. È una necessità.




FOTOGALLERIA: http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2017/12/26/foto/archeologia_dimenticata-3775180/1/



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