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La piaga Beni culturali giostra di assessori Sgarbi: sarò ministro
Isabella Di Bartolo Emanuele Lauria
01 dicembre 2017 LA REPUBBLICA



Gli operatori: " Dovremo cercarlo nei camerini dei teatri?". È scontro sulla ricostruzione del Tempio G di Selinunte

Vittorio, non rimani? . No, Nello, ho un aereo fra poco più di un'ora. Sai, stasera c'è il mio spettacolo su Michelangelo a Reggio Emilia. Sgarbi arriva, saluta Musumeci, va via. E diserta per i suoi impegni personali la prima seduta del governo di cui fa parte. Il ciclone Sgarbi si abbatte su Palazzo d'Orleans, scompagina l'esordio del governatore che ha le regole e la disciplina del suo Dna di uomo di destra. Se Musumeci, da un lato, deve fare i conti con la protesta degli esclusi il forzista D'Alì, la Lega, un pezzo dell'Udc dall'altro se la vede subito con chi nella giunta c'è, e forse ci sarà, solo virtualmente. Il critico d'arte mette subito le mani avanti: Io voglio fare l'assessore ai Beni culturali per cinque anni, ma devo essere onesto: fra aprile e maggio potrei lasciare. Berlusconi mi ha detto che se vinciamo le Politiche, e la cosa è possibile perché il mio movimento porterà il centrodestra oltre il 40 per cento, farò il ministro. Ad altre esperienze, come quella di senatore, rinuncerò per continuare a lavorare nell'Isola. Il neo- assessore dovrà comunque conciliare il suo ruolo istituzionale non solo con un'intensa attività pubblica ma anche con la prossima campagna elettorale nazionale: Beh, sì, dobbiamo far volare " Rinascimento" che proprio dalla Sicilia decolla. Ma ho messo su un solido staff: anche se verrò a Palermo una volta alla settimana, sarà sufficiente. L'importante è impostare un lavoro proficuo . E Sgarbi ha rovesciato sul tavolo di Musumeci una valigia di progetti: vuole istituire l'alto commissariato per le arti del Mediterraneo (un'authority come quella di Cantone, ma sulla bellezza, mica sulla corruzione) e affidarla a un uomo del Pd, l'ex ministro Massimo Bray. Gli ho già parlato, dice l'assessore. Che chiama in Sicilia anche Carlo Rubbia, Nobel per la fisica e senatore a vita, cui affidare la guida di una commissione sulle energie rinnovabili, con l'obiettivo di far abbattere le pale eoliche a spese di chi le ha costruite.

Grandi nomi e traguardi spot. Il mio primo impegno sarà quello di ricostruire il Tempio G di Selinunte: sarà l'ottava meraviglia del mondo. I finanziatori privati li ho già trovati . Resta la grande incognita della durata del mandato di Sgarbi, in un settore cruciale per l'economia siciliana che ha avuto un'incredibile instabilità ammini-strativa: dall'inizio del governo Lombardo a oggi, cioè negli utimi nove anni, sulla poltrona dei Beni culturali si sono alternati dodici assessori.

Ed è per quest'aspetto che l'avventura di Vittorio Sgarbi comincia avvolta da critiche e perplessità degli operatori culturali. Il problema di Sgarbi dice Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente e componente dell'Osservatorio del paesaggio non sta nei suoi annunci, dall'abbattimento delle pale eoliche che non gli compete alla ricostruzione del Tempio G che non è neppure certo sia mai stato in piedi. È sconcertante l'uso, e anzi l'abuso, di un ruolo istituzionale, quello di assessore ai Beni culturali, come trampolino di lancio verso ribalte politiche nazionali.

Nico Torrisi è vicepresidente nazionale di Federalberghi ed ex assessore regionale: Sono stato anch'io in giunta, mio malgrado, pochi mesi. Do una chance a Sgarbi, che ha idee e competenze. Ma avrà senso pratico o per incontrarlo bisognerà andare nei camerini degli spettacoli teatrali, come accadeva con Battiato? E riuscirà in pochi mesi a fare un lavoro che sopravviverà al consueto stravolgimento del suo successore?. Duro Leandro Janni, presidente di Italia Nostra: Serve un assessore che ami e conosca la Sicilia. Che resti. L'ipotesi di ricostruzione del Tempio G, già bocciata da Brandi, Voza, Settis e Tusa, la dice lunga su quanto sia strumentale il rapporto di Sgarbi con l'arte e la bellezza . Giulia Miloro, presidente regionale del Fai, scuote la testa di fronte al continuo cambio di assessori ai Beni culturali: Serve costanza. Questo settore in Sicilia è fondamentale e mi auguro davvero che si capisca e a ciò si lavori con dedizione. Servono sensibilità e una gestione continuativa. Poi se Sgarbi, con la sua passione e la sua forza, riuscisse a organizzare e a far lavorare i dipendenti regionali sarebbe un grande traguardo . Calogero Rizzuto, soprintendente di Ragusa, dice che Sgarbi ha la competenza e la preparazione per gestire al meglio l'assessorato ma bisogna capire quanta voglia ha di rimanere a occuparsi della Sicilia . Roy Bondin, ambasciatore emerito per l'Unesco, accoglie con piacere l'avvento di Sgarbi ma si dice perplesso per il primo atto annunciato: Oggi si discute molto sulla correttezza o meno di una ricostruzione monumentale a Selinunte. Il patrimonio siciliano ha bisogno d'altro. La Sicilia ha bisogno di tanti progetti sul territorio e non di un solo grande progetto che, se dovesse partire, richiederebbe almeno dieci anni per essere realizzato.




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