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L'Italia sotto sotto: ultimissime dagli scavi
dal nostro inviato ANTONIO FERRARA
28 dicembre 2017 LA REPUBBLICA


L'Italia sotto sotto: ultimissime dagli scavi
I nuovi scavi di Pompei in uno scatto del luglio 2017 (Gettu Images)

Mentre Pompei restituisce nuove meraviglie, in tutta Italia è tornata la febbre dellarcheologia. Da Aquileia a Mozia, vi diciamo che cosa si spera di scoprire. E perché non possiamo smettere di cercare nel passato


POMPEI. Si muovono su una terrazza che guarda il mare e la Penisola sorrentina. Sanno che la città antica sotto i loro piedi non li deluderà. E continuerà a stupire, a quasi 270 anni dallinizio dellesplorazione voluta da Carlo di Borbone. Gli archeologi sono tornati a scavare a Pompei, e questa volta in maniera sistematica. Non un recupero di emergenza, dunque, ma una ricerca programmata, con tanto di deposito e laboratorio di restauro impiantato a pochi metri dallo scavo. Non accadeva dal 1987, quando fu portata alla luce linsula dei Casti amanti, su via dellAbbondanza, che però fu visitabile solo per otto mesi nel 2010. Su prenotazione. I nuovi scavi rientrano tra gli ultimi interventi del Grande progetto Pompei che dal 2012 ha speso 68 milioni di euro su 92 impegnati per mettere in sicurezza, restaurare e migliorare la fruizione degli scavi: lobiettivo è, con una spesa di 111 milioni, chiudere tutti i cantieri entro il 2018, come ha assicurato il direttore generale Luigi Curatoli in Commissione cultura alla Camera il 26 ottobre.

Ma Pompei è una città fragile. Meno di due settimane fa una porzione di muro nella Casa della Caccia ai tori si è staccata per un cedimento della cisterna sotto il pavimento dellatrio. Un nuovo allarme in una zona, la Regio VI, a pochi passi dalla Casa dei Vettii, già oggetto di interventi di messa in sicurezza. A gennaio un altro cedimento aveva invece interessato la Casa del Pressorio di terracotta, nella Regio IV. Anche allora per la soprintendenza non fu niente di allarmante.

Il nuovo scavo, invece, è nella Regio V, zona nord di Pompei, tra via dellAbbondanza e il Vesuvio. Qui, è partita da novembre lesplorazione del cuneo, una lingua di terreno che sovrasta la città in luce. È lo scavo più importante degli ultimi decenni a Pompei assicura Massimo Osanna, larcheologo che dal gennaio 2014 guida la Soprintendenza autonoma, ora Parco archeologico. Scaviamo partendo dalla tutela, come non si faceva dai tempi del grande Amedeo Maiuri. E utilizziamo tecnologie innovative con paleobotanici, zoologi, antropologi, fisici e vulcanologi: proviamo a fare archeologia globale.

Con pale e trowel (piccole cazzuole), si inizia a scendere dagli otto metri e mezzo del piano di campagna attuale giù, verso la città antica. La pulizia dei fronti di scavo ha già permesso una prima scoperta: un vicolo collegava la via di Nola con il vicolo delle Nozze dargento. Restano da esplorare 1.200 metri quadrati di terra, ci lavorano 30 operai, archeologi (Pasqualina Buondonno, Alberta Mastellone, Mario Grimaldi) e 12 persone per la direzione lavori affidata ad Arianna Spinosa. La speranza (che è quasi una certezza) è che sotto sia sepolta (almeno) una lussuosa abitazione pompeiana. Con affreschi e arredi intatti. Perché qui, gli scavatori borbonici non sono arrivati. Se le previsioni saranno confermate, verrà consegnata alla cronaca una delle più importanti scoperte degli ultimi anni. I lavori di messa in sicurezza dellintera area (2,6 chilometri lineari di fronti di scavo), condotti sotto la direzione dellarchitetto Gianluca Vitagliano dellUnità Grande Pompei, devono terminare entro il 2019.

Scaviamo anche per ridurre la spinta del terreno sui muri antichi spiega Vitagliano. Per la gestione del cantiere è stata allestita una complessa area logistica sul pianoro. Vogliamo rendere noti i risultati annuncia Osanna, e penso al modello utilizzato per la Casa di Diana arcaizzante dalluniversità Complutense di Madrid, Reale accademia di San Fernando e Scuola spagnola di archeologia a Roma: una piattaforma online che ha dato conto in tempo reale delle ricerche avviate nel 2007 e già tutte pubblicate nel 2017.

Questo nuova forma di rendicontazione è stata presentata a Roma dallIstituto centrale per larcheologia (Ica). Ed è proprio sul coordinamento che insiste la direttrice Elena Calandra: Operiamo da ottobre 2016 per assicurare lo sviluppo della ricerca. Abbiamo avviato la ricognizione della documentazione di scavo in Italia, compresa quella sullarcheologia preventiva, e stiamo elaborando un portale delle banche dati territoriali, per arrivare alla pubblicazione degli open data.

Sempre in tema di documentazione, lIca lavora con il Museo egizio di Torino e con la Scuola archeologica italiana di Atene, è in contatto con le università e ha avviato collaborazioni per progetti sperimentali con il Cineca di Bologna per il 3D, con il Cnr e con il Pin di Firenze per i sistemi informativi territoriali, e con il Römisch-Germanisches Museum di Mainz per testare nuove tecnologie.

Ma se da Aquileia ad Agrigento si scopre unItalia che scava, per paradosso si scopre anche che fare larcheologo fuori dalla pubblica amministrazione è sempre più difficile. Salvo Barrano è il presidente dellAssociazione nazionale archeologi: una stima parla di 5.000 professionisti attivi, il 72 per cento opera fuori dal pubblico. Nel 2014 è stata approvata la legge 110 sulle professioni dei Beni culturali, ma dal 2015 manca il decreto che deve definire lelenco dei requisiti per laccreditamento degli archeologi. Cè chi non li vuole, il personale esterno al ministero è in condizione di debolezza.

Gli fa eco Alessandro Pintucci, presidente della Confederazione italiana archeologi: Cè un indebolimento delle soprintendenze, noi ne risentiamo sul campo. Sono, certo, arrivate le 130 nuove assunzioni di archeologi sui 500 posti nel ministero, ma senza profilo professionale e applicazione della convenzione della Valletta sullarcheologia la nostra disciplina rischia di sparire. Il ministro Dario Franceschini sta lavorando per superare lo stallo, provando a tenere insieme nel decreto tre tipologie di profili di archeologi che si confrontano e, spesso, si scontrano: gli accademici, i professionisti, i ministeriali. Lipotesi è creare un gruppo di lavoro che definisca i contenuti, trovi una soluzione condivisa e produca unipotesi di decreto da emanare possibilmente prima delle elezioni. Senza una svolta, spiega Laura Torsellini, della Confederazione nazionale archeologi professionisti, a un giovane che vuole fare larcheologo consiglio di formarsi bene con lo studio e con la pratica, ma di andare poi a spendere le proprie competenze fuori.

E così, mentre i professionisti dellarcheologia, pagati in media 1.000-1.500 al mese a partita Iva, attendono il decreto per provare a riorganizzarsi, peraltro in un Paese in cui cè un pubblico sempre più interessato ai beni culturali (3.129.213 i visitatori delle Domeniche al museo nei 12 appuntamenti del 2016), nuovi mosaici e pitture tornano alla luce nella cripta degli scavi della basilica del sito Unesco di Aquileia, fondata dal vescovo Teodoro a inizi del IV secolo. A Bologna, invece, dal 2012 è in corso di scavo il cimitero ebraico di via Orfeo, il più vasto dItalia, con 408 sepolture. Larea fu usata dal 1393 fino al 1569 quando papa Pio V cacciò gli ebrei da quasi tutto lo Stato pontificio. Lo scavo ha riportato alla luce gli sconvolgenti effetti di questi provvedimenti, con 150 tombe volontariamente manomesse per profanare le sepolture.

Nel Lazio, ecco Ostia Antica, dove dal 2 novembre sono aperti al pubblico 187 ambienti restaurati lungo il Decumano, larteria principale della città portuale che è stata la porta della Roma repubblicana e imperiale. Un restauro ha consolidato e pulito edifici per 670 metri lineari, 13 mila mila metri quadrati di edifici. E rieccoci in Campania: Abbiamo dovuto affrontare unemergenza e uscire dalle situazioni di crisi di gestione cominciando da Pompei spiega al Venerdì il ministro Dario Franceschini, ora che si è assestata ed è qualitativamente migliorata la gestione, può ripartire a pieno lattività scientifica e gli scavi fanno parte di questo. Anche i musei stanno riprendendo le attività scientifiche, anche se lavvio di uno scavo resta una scelta dei singoli direttori.

Lo ha fatto a Paestum Gabriel Zuchtriegel, il direttore che si è inventato lo scavo sponsorizzato: Siamo il primo museo statale in Italia ad aver bandito due borse di ricerca, destinate a giovani archeologi racconta, grazie al supporto del pastificio Antonio Amato, che si è fatto carico di 45 mila euro per tre anni. Anche questanno si indagheranno gli ambienti di una domus alle spalle del tempio di Nettuno, mentre ad agosto, alla foce del Sele, archeologi e studenti dellUniversità Federico II di Napoli hanno scoperto i resti di una struttura di fine VI secolo a. C. di cui si ignorava lesistenza. Qui vicino ecco letrusca Pontecagnano. La Soprintendenza di Salerno ha esplorato un settore di necropoli, databile tra il IV e gli inizi del II secolo a.C., tra cui tre tombe a camera che risalgono al periodo immediatamente successivo alla deduzione della colonia romana di Picentia, fondata nel 268 a.C. Ed anche una regione che non ti aspetti, il Molise, riserva soprese: ad Altilia-Saepinum questa estate è stato scoperto un nuovo tempio della seconda metà del I secolo a.C.

Ma è lisola di Mozia che per bellezza e suggestione affascina gli amanti dellarcheologia: qui è proseguita lesplorazione degli strati preistorici dellacropoli e nellarea del Kothon, dove sorge un monumento eretto nel VI secolo a. C., unico nel Mediterraneo, con al centro la piscina sacra, il kothon appunto, anchesso ammirabile, finalmente, con le acque che sgorgano dalle sorgenti riportate alla quota che avevano nellantichità.

A Castro, in Puglia, è stato invece riportato alla luce laltare del tempio di Minerva. E sempre in Puglia, a Santa Margherita di Savoia, è stato avviato un progetto alla ricerca dellantica laguna di Salpia Vetus. A ottobre ad Agrigento è partita la seconda campagna di scavi per riportare alla luce il Teatro ellenistico. E in Toscana, a Poggibonsi, dopo 10 anni di interruzione, è ripresa lindagine archeologica nel sito di Poggio Imperiale, dove si susseguono insediamenti dal V secolo d.C. fino ai tempi del progetto di fortezza di Lorenzo il Magnifico nel XV secolo.

Commenta Giuliano Volpe, il presidente del Consiglio superiore dei beni culturali e del paesaggio: Dopo anni di crisi, e dopo le
limitazioni dettate dalla Direzione generale per larcheologia, si riprende a scavare. Cè una nuova attenzione per la ricerca, e cè spesso il sostegno degli enti locali. Insomma, qualcosa si è rimesso in moto.

(29 dicembre 2017)



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