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La Dea di Morgantina in tournée? Una lettera dell'archeologo Malcolm Bell con una nota di Pier Giovanni Guzzo

Allego una lettera del prof. Malcolm Bell, nella quale si esprimono motivate perplessità a proposito del ventilato progetto di inviare in tournée a Palermo o a Roma la statua di Dea, già clandestinamente emigrata al Getty e finalmente restituita al suo luogo di origine. Le argomentazioni espresse dal prof. Bell appaiono essere dettate da un preciso sentimento storico e culturale, tanto da essere pienamnete condivisibili. Sembra opportuno che non siano delicati reperti antichi a viaggiare, ma che piuttosto intorno ad essi si organizzi un'opportuna campagna di comunicazione, tale da valorizzare sia la sede espositiva sia l'area archeologica dalla quale la statua stessa proviene. Viaggi del genere sono attività talmente banali (e piene di pericoli) che non possono neanche definirsi 'di valorizzazione': quanto piuttosto segnali di ridotta capacità di progetto. Senza dire che esse manifestano la scarsa disponibilità di risorse che si possono, o si vogliono, mettere in campo allo scopo di fornire informazioni complete e critiche circa il contesto storico ai turisti ed agli appassionati. Ci si augura che quanto il prof. Bell qui esprime valga a modificare le intenzioni, finora manifestate, dei responsabili della tutela e della valorizzazione dell'importante reperto.
P. G. G.





16 gennaio 2018
Arch. Giovanna Susan
Direttrice, Polo Regionale di Piazza Armerina, Morgantina, e Enna

Egregia Arch. Susan,

Le scrivo per esprimere un parere negativo sulla proposta di trasferire da Aidone la statua di culto di una dea. Nel marzo 2011 il capolavoro è tornato in Italia dall'America. Per quanto riguarda il suo viaggio dalla California, tre motivi rilevanti hanno determinato che l'opera non abbia fatto sosta né a Roma né a Palermo, ma che sia stata trasportata direttamente al Museo Regionale di Aidone.

1) Soltanto in Aidone la statua poteva ricongiungersi con il contesto storico-culturale dal quale fu strappata negli anni '80 del secolo scorso. In Aidone la dea fu riunita con lo straordinario gruppo di immagini divine del santuario di Cda. S. Francesco Bisconti a Morgantina-- un gruppo sul quale la grande dea sembra in effetti avesse presieduto. Oltre alle terracotte e vasi votivi recuperati dalle autorità, la statua è esposta insieme agli acroliti arcaici di Demetra e Kore, anch'essi notevoli opere di scultura greca rimpatriate dall'America; ed ora è arrivata dalla California anche la straordinaria testa di Ades, sposo di Kore nel suo ruolo di regina degli inferi. Si tratta ormai della più ricca e varia collezione di opere sacre greche in Sicilia, una vera famiglia di figure fra cui spicca la grande statua della dea, caratterizzata dalla estrema abilità con cui lo scultore ha realizzato le ricchissime vesti della dea. Come molte grandi opere, la dea ci sfida ancora a recuperare la sua vera storia -- compito realizzabile solo a Morgantina.

2) Benchè testa e estremità siano di marmo, il resto della statua è di calcare, pietra fragile e "tenera" per definizione, friabile e di facile rottura. La statua, che pesa ben 466 kg, consiste nel montaggio di tre grandi frammenti incastrati uno sull'altro da perni di acciaio, separati da sottili strati di polpa di cellulosa. Il difficile lavoro di smontare i pesanti rocchi di calcare e poi di rimontarli creerebbe notevoli rischi di danno alle pieghe delle vesti, delicate e ornate come sono. Inoltre ci sarebbero rischi ulteriori per la pietra tenera durante il trasporto. La statua arrivò direttamente in Aidone proprio per evitare possibili danni creati da molteplici montaggi.

3) L'esposizione della statua nel Museo Regionale di Aidone è stata pensata con la cura dovuta, sia dal già direttore Arch. Enrico Caruso (al quale è dovuta la bella sala, creata appositamente per la statua), sia dai restauratori esperti del J. Paul Getty Museum di Malibu. La base antisismica della statua pesa 100 kg. ed è calibrata specificamente per le coordinate di Aidone. Donazione del J. Paul Getty Museum al Museo Regionale di Aidone, la base è ancorata con bulloni al pavimento di cemento della sala.

Allo scrivente è evidente per i sopra descritti motivi che non sia consigliabile il trasferimento della statua della dea a Palermo o a Roma. Il fatto inoltre che la statua sia l'opera principale del Museo Regionale di Aidone, il capolavoro che attira la gente al Museo ed al paese, sia dalla Sicilia che dall'estero, dovrebbe garantirne la permanenza nel suo luogo di origine.

Per aumentare il numero di visitatori al Museo Regionale di Aidone si suggerisce: 1) l'adozione di un'efficace campagna pubblicitaria, e 2) il miglioramento della viabilità nell'Aidonese, sia dalla direzione di Catania che da Piazza Armerina.

Distinti saluti,

Malcolm Bell
Direttore, Missione Americana di Morgantina
Professor Emeritus
University of Virginia

cc: Assessorato dei Beni Culturali e Identità Siciliana



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