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LARCHEOLOGO E STORICO DELLARTE - Settis: Cancellano il bello e non ce ne accorgiamo
Salvatore Settis
28 gennaio 2018



Il progressivo degrado del territorio, lattacco allarte, lampliarsi dei ghetti urbani. Siamo sicuri di saper riconoscere quello che sta accadendo? È retorica, la domanda allarmata che Salvatore Settis ha posto alluditorio del corso di formazione delle Cascine Orsine, a Bereguardo. Archeologo, storico dellarte - combattente per la bellezza, come lo ha presentato Giulia Maria Crespi - Settis proprio di questo ha parlato, con stimolanti citazioni letterarie e diversi affondi a certa politica.

La bellezza è un termine inflazionato nel linguaggio politico, viene usata come arma da brandire, quasi di marketing (abbiamo avuto Giotto quindi comprate le nostre scarpe...), oppure come fuga dalla realtà (consoliamoci con larte), ma invece il balsamo della bellezza serve a ricordare, non a dimenticare, a conoscere noi stessi, il mondo, il futuro.

La distruzione del bello, la furia iconoclasta che è in atto sembra qualcosa di lontano da noi, nota Settis: pensiamo per esempio a quello che ha fatto lIsis a Palmira convinti che sia una prerogativa dellIslam, e invece no: Claudio, vescovo di Torino dall816 all828, è stato il più grande distruttore di immagini della storia europea, e pensiamo anche a Savonarola. I Buddha di Bamiyan prima di essere distrutti dai talebani in Afghanistan erano già stati mutilati e Goethe - uno di noi - aveva salutato positivamente questa azione. La Mecca è il luogo più distrutto del mondo dice Settis il re è custode delle sacre moschee, ma sta abbattendo edifici storici per far posto a centri commerciali e turistici come il Mecca Royal Clock Tower, un albergo di lusso alto 601 metri, copia ingigantita del Big Ben. Si chiede Settis: perché non ne parliamo mai? Perché in grande somiglia alla nostra, di iconoclastia: non è lo stesso distruggere i paesaggi, lasciar andare il patrimonio storico e artistico, tenere chiusi archivi e biblioteche?. E mentre in Italia aggiunge larcheologo - Berlusconi tagliava i fondi ai Beni culturali, la Germania e la Francia li aumentavano.

Lunica speranza di fronte a questa avanzata inquietante è per Settis coltivare il valore della memoria: Con lossessiva concentrazione sul presente, così complicato e mutevole, non consideriamo il passato. Le armi che abbiamo sono il discorso, la cultura, lattenzione ai valori immateriali, allarte, alla musica. E poi il nostro diritto ad avere una scuola finanziata - una scuola buona, non una Buona scuola, che non prepari a fare una cosa sola ma alla società, e la cancellazione delleducazione civica è una prova - ununiversità che funzioni. A ritrovare la bellezza nellarte, che dipende da quella della natura. E ricercare leudaimonia di Aristotele: Non felicità, ma realizzazione della propria vita. (l.si.)

http://laprovinciapavese.gelocal.it/tempo-libero/2018/01/28/news/settis-cancellano-il-bello-e-non-ce-ne-accorgiamo-1.16408069


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