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Il paradosso del castello di Sammezzano: amato ma abbandonato a se stesso
di GIACOMO TALIGNANI
29 gennaio 2018 IL TIRRENO


Reggello, Toscana. La vicenda di un edificio unico, con il suo stile orientalista. Eletto Luogo del cuore dal Fai, non può beneficiare del fondo ottenuto per le pastoie burocratiche-giudiziarie seguite al mancato acquisto di un gruppo arabo. Ora Europa Nostra l'ha inserito tra i 12 siti "in pericolo". "Avanti così, e non arriva all'anno prossimo", dicono dal comitato conservazionista che cerca di salvare il gioiello

"Fate qualcosa, vi prego, perché se si continua così il castello all'anno prossimo non ci arriva". Il castello è quello di Sammezzano in Toscana, meravigliosa struttura orientalista unica nel suo genere, che sta morendo di un paradosso tutto italiano: il mondo ce lo riconosce come un edificio culturale dalla bellezza straordinaria e noi, da quasi trent'anni, lo stiamo lasciando a se stesso verso un "decadimento senza fine" racconta preoccupato a Repubblica Fabio Esposito, portavoce del gruppo Save Sammezzano.


Con lui una quindicina di persona da "tutt'Italia" dal 2015 si fanno in quattro per coinvolgere parlamentari, stampa, chiunque possa salvare l'edificio, oggi chiuso, recintato, dove le infiltrazioni d'acqua e l'umidità "scrostano i muri", dove "dentro ci sono ormai piccioni e topi" e di recente un tetto ha ceduto all'improvviso. Il comitato, grazie al supporto del Touring Club, è da poco riuscito a candidare il castello anche per 7 Most Endangered Programme, progetto di Europa Nostra che mira alla salvaguardia degli splendori di tutto il Vecchio Continente "più a rischio" e ora in stato di degrado. Sammezzano è l'unica realtà italiana entrata nella lista dei 12 finalisti europei e a marzo si saprà se sarà fra le sette strutture selezionate per essere salvate. E ce di più: pochi mesi fa Sammezzano, grazie a migliaia di voti ricevuti, è perfino stato eletto al primo posto dei Luoghi del Cuore del Fai, aggiudicandosi 50mila euro per i lavori di riqualificazione vincendo soldi oggi fermi al palo, che non si possono utilizzare, dato che il castello non ha una proprietà a cui indirizzarli.
Il paradosso del castello di Sammezzano: amato ma abbandonato a se stesso
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La storia di questa struttura toscana circondata da un parco meraviglioso nell'area di Leccio (a Regello, Firenze) che ha ospitato re d'Italia, film, fiction e migliaia di autorità quando era un hotel (fino agli anni Novanta), oggi è bloccata da un infinito stallo alla ricerca di un compratore. Nel maggio 2017 gli arabi della società Helitrope Limited con sede a Dubai si aggiudicarono il Castello depositando un primo assegno da 1,5 milioni. L'altra società interessata però, la Kairos Srl (creditore procedente della precedente proprietà del castello) fece ricorso per irregolarità e il giudice ordinario del Tribunale di Firenze lo accolse annullando l'assegnazione agli arabi.

A questo punto con la Kairos disposta ad acquistare e già impegnata in lavori di restauro, nonché ben vista dal comitato Save Sammenzano, tutto sembrava procedere per un nuovo inizio. Curatore fallimentare, burocrazia, "sovrintendenza che sta a guardare e non accelera" dicono dal comitato e cavilli legati a creditori precedenti hanno però nuovamente bloccato la rinascita del castello che oggi non può nemmeno sfruttare i fondi Fai.

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"Siamo al paradosso. Le dico una cosa: a 500 metri dal castello c'è un outlet di lusso, il The Mall, e ogni anno quasi 4 milioni di persone vanno lì per fare acquisti. Spesso sono turisti, dai giapponesi agli americani. Questi ci inviano una trentina di messaggi al giorno su Facebook: "Possiamo visitare il castello?". Dobbiamo sempre rispondere di no. Stiamo perdendo un flusso turistico enorme, possibilità di lavoro, ma soprattutto stiamo abbandonando cultura e bellezza" continua Esposito decisamente arrabbiato. La rabbia nasce anche dal fatto che lo Stato, nonostante numerose interpellanze parlamentari, annunci e promesse, "non si è mai interessato concretamente a comprare la struttura per darle il valore che merita".

Così da Udine, Milano, Lecce e altre realtà di italia negli ultimi due anni decine di persone si sono messe in contatto grazie ai social, dividendosi i compiti e dando vita al'associazione Save Sammezzano: continuano a combattere ma non ottengono i risultati sperati. "Ci ha perfino scritto la World Watch Monument dicendo che fra i progetti di recupero presentati il nostro era il migliore. Ma non essendoci una proprietà definita non sapevano come aiutarci. E pensare che hanno distribuito 350milioni di dollari ad altri monumenti...".

La conservazione delle bellezze di questo castello del seicento, costruzione eclettica in stile moresco dotata della magnifica sala dei Gigli o e la cui sala dei Pavoni conta uno dei dieci soffitti più belli del mondo secondo una classifica della Bbc, è dunque ora nelle mani della mera speranza. "A marzo sapremo se l'Europa ci inserirà nella lista dei 7 Most Endangered Programme. Anche se fosse non si tratta di un vero e proprio finanziamento, ma di una sorta di spinta a catalizzare azioni pubbliche e private per il recupero del castello. Forse, se ci entreremo, qualcosa si muoverà. Ma non possiamo aspettare che lo Stato stia a guardare prima che sia troppo tardi. Ripeto: se andiamo avanti così fra un anno rischiamo di perderlo per sempre. E poi non dite che non l'avevamo detto".



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