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Napoli. La campagna di Potere al popolo. Chiesa occupata per i senzatetto
Fabrizio Geremicca
Corriere del Mezzogiorno - Campania 3/2/2018

Il complesso di SantAntonio a Tarsia era in totale abbandono dal 2009
Lazione con Aragno, padre Zanotelli e il cappellano di Poggioreale

Napoli. Alle 13 in punto Mauro Migliazza, cinquantenne romano che si è trasferito da alcuni anni a Napoli ed alla Sanità svolge un intenso lavoro sociale con Alex Zanotelli, sale sul terrazzo dellex convento e fa rintoccare la campana, muta da almeno nove anni. Il suo gesto diventa il simbolo, per le ragazze ed i ragazzi che tre piani più giù sono impegnati a rimuovere calcinacci e, per quanto possibile, a pulire, del nuovo corso della chiesa di SantAntonio a Tarsia, a poche centinaia di metri da piazzetta Montesanto.

Un edificio di culto dei Padri Redentoristi in totale abbandono dal 2009, come del resto i tre piani soprastanti dellex convento, e che è stato sottoposto a furti e danneggiamenti. Ieri mattina è stato occupato da alcune decine di persone, con lobiettivo di trasformarlo, per lo scorcio di inverno che rimane, in un ricovero notturno per i senza fissa dimora.

Liniziativa è partita dagli attivisti dellex Opg occupato, che corrono alle politiche di marzo sotto linsegna Potere al Popolo, ed ha raccolto, lungo il percorso, altre adesioni. Una delle più significative è quella di don Francesco Esposito, il cappellano del penitenziario di Poggioreale, che si aggira tra gli striscioni issati in chiesa ed allesterno dalla Rete di Solidarietà Popolare - questa la sigla che raggruppa tutti i promotori delloccupazione - senza imbarazzo.

Magari qualcuno - commenta - verrà a dirmi che hanno profanato un edificio sacro. Ebbene, risponderò io, la profanazione è unaltra e si è compiuta già. E stata quella di lasciare un luogo religioso e di tanta bellezza ai ladri ed al degrado, piuttosto che utilizzarlo per dare un riparo alle persone che stentano la vita in strada senza un tetto.

Giuseppe Aragno, ex docente universitario di Storia, si spinge oltre e parla di un miracolo. È quello - precisa - che stamane hanno realizzato questi giovani. Stanno dando alla città ed alle istituzioni una lezione di politica e di solidarietà.

Non a caso il professore fa un riferimento alle istituzioni. La decisione di occupare la chiesa dei Padri Redentoristi in Piazzetta SantAlfonso e SantAntonio a Tarsia, infatti, è stata adottata dopo che invano la Rete Solidale aveva cercato di interloquire con la Curia e con il Comune di Napoli.

Abbiano inviato - ricostruisce Chiara Capretti, unaltra attivista - due richieste di mettere a disposizione spazi nei quali potessero trovare accoglienza di notte i clochard. Una è stata indirizzata alla Curia, che non ha risposto. La seconda è stata recapitata al Comune di Napoli, che ci ha fatto sapere di non avere spazi adeguati e disponibili. Nella missiva al cardinale Crescenzio Sepe gli attivisti chiedevano di destinare temporaneamente allattività di accoglienza dei senza fissa dimora, durante il periodo di maggior freddo, strutture o chiese che possano garantire un riparo. La Rete Solidale garantiva limpegno dei suoi volontari nella gestione dellaccoglienza.

Analogamente proponeva al Comune di mettere a disposizione uno o più immobili e, anche in questo caso, offriva il contributo volontario dei suoi militanti.

Tramontata lipotesi della collaborazione con le istituzioni, ragazze e ragazzi hanno deciso di fare da soli, di agire autonomamente.

Per noi - conclude Capretti - non è del resto una novità. Già un anno fa aprimmo le porte dellex Opg ai clochard durante linverno.

Si stima che a Napoli la popolazione dei senza fissa dimora sia di circa 2000 unità. Ne fanno parte stranieri, persone con problemi di dipendenza da sostanze, italiani che hanno perso lavoro ed affetti familiari. Caritas, parrocchie ed associazioni di volontariato garantiscono pasti e docce, ma resta irrisolto il problema del ricovero notturno. I posti letto disponibili nei dormitori pubblici sono insufficienti - circa 300 - e ad ogni inverno si contano uno o più decessi di chi, magari stordito dallalcol oppure avvilito dalla disperazione, si adagia in strada alladdiaccio e non si rialza mai più. Lultimo episodio pochi giorni fa: Pasquale Fiorenzano, 58 anni, che viveva della carità dei passanti e dormiva nei giardinetti del Molosiglio, è morto nella notte tra il 18 ed il 19 gennaio.



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