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Non solo storia: ecco il Belpaese dove la natura è eccellenza mondiale
di MARCELLO GELARDINI
13 febbraio 2018 LA REPUBBLICA


Dal Circeo al Delta del Po, un viaggio nei quindici siti italiani parte della Riserva della Biosfera Unesco, programma che da quasi 50 anni sostinee la biodiversità, il rispetto dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile


L'Italia è il Paese con la maggior concentrazione di bellezze storiche, artistiche, architettoniche del mondo. La nazione che annovera il numero più alto di siti inseriti dall'UNESCO nel Patrimonio dell'Umanità: ben 53 sui 1073 totali. Un tesoro fatto di città d'arte, aree archeologiche, complessi monumentali, costruzioni imponenti, borghi antichi e prodigi della tecnica. Un concentrato di cultura. Un vanto che, giustamente, viene quotidianamente promosso da trasmissioni televisive e da articoli di giornale. Ma l'Italia custodisce un'altra grande ricchezza: la natura. La biodiversità è, infatti, una caratteristica specifica della nostra penisola. Tanto da farla posizionare ai vertici anche dell'elenco delle cosiddette Riserve della Biosfera: ecosistemi terrestri, montani, marini, costieri o misti scelti dal Man and the Biosphere (MAB) - il programma scientifico intergovernativo avviato dallo stesso Unesco nel 1971, (praticamente in contemporanea col World Heritage) come esempi di sostenibilità ambientale da ammirare e imitare. Dopo l'ultimo aggiornamento sono 669 (in 120 Paesi) le Riserve della Biosfera MAB. Di queste 15 che valgono l'ottavo posto della classifica generale - si trovano proprio nelle nostre Regioni: dal Piemonte alla Calabria, dal Trentino-Alto Adige alla Romagna, dal Friuli Venezia Giulia alla Sardegna. Ma quali sono? Conosciamole meglio.

Collemeluccio - Montedimezzo (Molise)
I boschi e i sentieri dell'Alto Molise sono i grandi protagonisti della prima area naturalistica entrata nel novero delle Riserve della Biosfera Unesco, nel lontano 1977, agli albori del programma Man and the Biosphere: quella che unisce le due riserve di Collemeluccio e di Montedimezzo, entrambe nella provincia di Isernia. Un binomio che accoglie ben 7 Siti di Importanza Comunitaria, come quelli del Monte di Mezzo, del Monte Miglio, dei torrenti Tirino e Verrino, della Gola di Chiauci. Per gli amanti del trekking e dell'escursionismo è un vero paradiso ecologico, popolato da oltre 900 specie vegetali e da quasi 200 specie animali differenti. Nonché da aree archeologiche e da luoghi come il Santuario Italico di Pietrabbondante che ogni anno attirano migliaia di visitatori.

Riserva della Biosfera del Circeo (Lazio)
Un territorio anch'esso accolto dal programma MAB nel '77 - che coincide, in parte, con quello del Parco Nazionale del Circeo. Dove l'incontro tra il Mar Tirreno e le foreste dell'omonimo promontorio danno vita a un ecosistema davvero vario. In pochi chilometri, tra i comuni di Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina e Latina si possono trovare ambienti naturali diversi ma che, 'lavorando' assieme sono l'habitat preferito di migliaia di uccelli migratori. Le tipiche dune litoranee, che corrono lungo tutto il tratto costiero, fanno infatti da barriera a una delle 'zone umide' più importanti d'Italia, formata dal Lago di Paola e dagli altri laghi costieri minori (di Fogliano, dei Monaci, di Caprolace). Ma i terreni paludosi lasciano ben presto spazio al verde rigoglioso del Promontorio del Circeo. Una riserva che prosegue anche in mare aperto, su Zannone (una delle Isole Pontine), dove la scarsa presenza umana ha preservato la natura incontaminata.

Riserva di Miramare (Friuli Venezia Giulia)
Situata nel golfo di Trieste, a meno di dieci chilometri dal capoluogo giuliano, il Parco Marino Protetto di Miramare e della Costiera di Trieste è un gioiello incastonato tra il porticciolo turistico di Grignano e la riviera di Barcola (mete balneari molto gettonate dai friulani). Un promontorio roccioso di natura carsica che, partendo dal famoso Castello di Miramare, scende velocemente verso il mare e si trasforma in massi, ciottoli e formazioni fangose. Ma il vero spettacolo è sotto il pelo dell'acqua; in un'area di 30 ettari, che si estende per una fascia di 200 metri dalla costa, dove il WWF ha posto un regime di tutela integrale. Lasciando aperto solo un corridoio di circa un ettaro; quanto basta per fare un'escursione subacquea e ammirare da vicino delfini, stelle marine e pesci colorati.

Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano (Campania)
La Riserva della Biosfera a sud della provincia di Salerno è sicuramente una delle aree protette più articolate del nostro Paese. Oltre 80 comuni che ospitano ambienti di tutti i tipi: le aree costiere ricche di grotte e insenature, le montagne aride e quelle lussureggianti, boschi e foreste, fiumi e ruscelli, caverne che richiamano la preistoria. La natura, qui, ha due facce: quella 'dolce' del mare e delle colline e quella più 'ruvida', quasi lunare, dell'entroterra; ognuna con le sue tappe obbligate. Un lungo elenco che comprende località di mare frequentatissime - come Palinuro, Camerota, Scario - con le loro spiagge (di varia forma e consistenza) e le grotte costiere. Le terrazze marine, come quella di Punta Licosa. Gli antri cavernosi dislocati lungo gli antichi percorsi del massiccio montuoso, come le Grotte di Castelcivita (lunghe quasi 5 chilometri). I canyon delle Grotte del Bussento di Morigerati. Le Grotte dell'Angelo di Pertosa (nel cuore del Vallo di Diano, esplorabili anche a bordo di zattere). Le cascate dell'Auso a S.Angelo a Fasanella. Ma sono solo alcuni esempi di un territorio vasto e mai uguale.

Somma-Vesuvio e Miglio d'Oro (Campania)
Basta dire che ci troviamo di fronte al complesso vulcanico attivo più importante dell'Europa continentale. Situato nella Piana Campana, si estende dal Golfo di Napoli fino al Parco Nazionale del Vesuvio e si divide in due strutture morfologiche distinte - la caldera del Monte Somma e il Gran Cono del Vesuvio che permettono di osservare l'evoluzione del vulcano. In pratica si passeggia sulle pendici dell'antico cratere una vasta depressione suddivisa tra l'Atrio del Cavallo e la Valle dell'Inferno (al cui interno si trova il 'nuovo' sbocco del vulcano) - fino a raggiungere la vetta di Punta Nasone. Due versanti molto diversi tra loro: l'uno (quello Vesuviano) particolarmente arido, l'altro (il Somma) principalmente boschivo. Ma la Riserva è ricca anche di storia: attraverso il Miglio d'Oro, da Ercolano a Torre del Greco, si possono ammirare le famose ville vesuviane del XVII secolo. Senza dimenticare che, nel suo perimetro, rientra l'area archeologica di Pompei.

Valle del Ticino (Piemonte/Lombardia)
Un progetto con un obiettivo ben preciso: estendere quest'area protetta dal programma MAB a tutti i comuni situati lungo le sponde del Lago Maggiore, varcando i confini nazionali e arrivando fino in Svizzera, alla sorgente del principale affluente del Po. La Riserva 'Valle del Ticino', per ora, si snoda lungo i tratti 'italiani' del fiume, attraverso i due parchi naturali del Ticino istituiti dalle regioni Piemonte e Lombardia. Un percorso che, nel primo tratto, scorre in una valle stretta ma che poi si allarga progressivamente fino ad arrivare in pianura, dove il Ticino denominatore comune dell'intera riserva si ramifica tra isolotti e ampie anse. Anche qui, tra piante acquatiche, uccelli, pesci e mammiferi, la biodiversità è la specialità della casa. I boschi coprono il 60% del territorio. All'interno dei quali s'incontrano antichi edifici rurali, come il restaurato Mulino Vecchio di Bellinzago.

Arcipelago delle Isole Toscane
Isola d'Elba, Isola del Giglio, Capraia, Giannutri, Montecristo, Pianosa, Gorgona: ecco le sette sorelle che formano, oltre all'arcipelago delle Isole Toscane, l'omonima Riserva della Biosfera. A cui vanno aggiunte decine di isolotti minori, scogli affioranti, secche. Tutti le conoscono come mete ideali per il turismo balneare. Forse non tutti sanno che le dinamiche che hanno portato alla loro formazione raccontano l'evoluzione della crosta terrestre nel continente europeo. Magmi, graniti, calcari, porfidi, basalti, minerali ferrosi, rocce arenarie: l'arcipelago Toscano è una specie di museo a cielo aperto. Ogni isola ha il suo materiale predominante, in qualcuna sono presenti addirittura tutti. Non mancano, però, le sorprese naturalistiche: è il caso del Santuario delle Farfalle (sull'Isola d'Elba): due chilometri di sentiero, immerso nella macchia mediterranea, in cui poter ammirare una cinquantina di varietà diverse di farfalle.

Selve costiere di Toscana
Sempre in Toscana, ma sulla terraferma, c'è l'area delle Selve costiere. Un territorio che si estende tra Livorno e Viareggio, toccando anche Pisa e Lucca. Gli stessi luoghi riconosciuti dall'Unesco patrimonio dell'umanità per il valore artistico e paesaggistico entrano negli elenchi dell'agenzia ONU pure per 'meriti ambientali'. Il nucleo fondante è costituito dal Parco regionale della 'Selva Pisana'. Ma sono tanti i Comuni che contribuiscono alla causa: alcuni - come Pisa, Viareggio, Lucca, Capannori e Collesalvetti - mettono ampie zone dentro i confini della Riserva; altri - come San Giuliano Terme, Vecchiano, Calci e Massarosa - sono ricompresi per intero. La biodiversità qui fa concorrenza alla cultura: boschi, foreste, paludi, lagune, campagne, colline e coste dove poter trovare tantissime specie animali (fenicotteri, cinghiali, daini) e vegetali (ninfee, gigli di mare). Un progetto di promozione di una Toscana differente che dal 2004, anno della prima menzione da parte del progetto MAB, ha visto raddoppiare la sua superficie.

Monviso (Piemonte)
È il luogo da cui prende vita il fiume più lungo dItalia (il Po), il perno attorno a cui ruota questa Riserva della Biosfera: il Monviso, nel cuore delle Alpi Cozie cuneesi. Il suo perimetro, infatti, partendo dalla vetta del Re di pietra si snoda attraverso i due versanti principali quello che porta al Colle dellAgnello e quello del Colle delle Traversette e scende verso le colline del Roero, passando per le Valli Maira, Varaita, Bronda, Po, Infernotto. Dai quasi 4mila metri del Monviso alle colline del Saluzzese, dai ghiacciai ai vigneti. La natura è quella tipica dellalpeggio: boschi, distese verdi, tanti corsi dacqua più o meno grandi, ricchezza geologica. Ma anche la mano delluomo ha lasciato testimonianze importanti. Come il Buco di Viso (nella Valle del Po), il primo traforo alpino, costruito nel XV secolo dai Marchesi di Saluzzo per facilitare il transito in direzione della Francia. O il Castello Reale di Racconigi, presente nella rete Patrimonio Unesco delle residenze sabaude.

Parco Nazionale della Sila (Calabria)
Per respirare l'atmosfera delle Alpi non è indispensabile andare al Nord. Per verificarlo basta dirigersi verso la Calabria, tra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone. Perché le caratteristiche del Parco Nazionale della Sila assomigliano in tutto e per tutto a quelle dei grandi complessi montani: vette innevate per gran parte dell'anno (alcune sfiorano i 2mila metri), boschi di faggi e abeti, località sciistiche (tra cui spicca Camigliatello), laghi d'alta quota (come l'Ampollino, l'Arvo e l'Ariamancina) dove si può persino praticare la vela. Un territorio però spesso impervio che, proprio per questo, custodisce una biodiversità che non teme rivali. I cui portabandiera sono i cosiddetti 'patriarchi vegetali': alberi secolari come i Giganti del Fallistro e del Gariglione cresciuti in un ambiente protetto che ne ha consentito lo sviluppo indisturbato nel corso dei secoli.

Appenino Tosco-Emiliano (Toscana/Emilia-Romagna)
Terzo sigillo per la Toscana, la regione italiana più rappresentata nel catalogo delle Riserve delle Biosfera Unesco. A cui, stavolta, si unisce una porzione di Emilia-Romagna. Dando vita al confine geografico e climatico tra Europa continentale e mediterranea. In questa sezione di Appennino, nell'area che va dal Passo della Cisa al Passo delle Forbici, tra le province di Massa Carrara e Reggio Emilia, è possibile trovare un'enciclopedia della natura: al suo interno, infatti, è presente circa il 70% del patrimonio faunistico esistente nel nostro Paese (a cui vanno aggiunte quasi 300 specie floreali differenti). Ogni mezzo è buono per tentare di incontrarne i vari esemplari: gli sci (magari mentre si pratica uno degli sport invernali per cui sono attrezzati gli impianti), le ciaspole (per suggestive passeggiate sulla neve), le biciclette o direttamente gli scarponi da trekking. Facendo di tanti in tanto una deviazione per visitare le decine di borghi antichi che popolano l'altopiano.

Alpi Ledrensi e Judicaria (Trentino-Alto Adige)
Dalle Dolomiti del Brenta al lago di Garda: la Riserva delle Alpi Ledrensi e Judicaria è una rapidissima picchiata che, in appena 30 chilometri, forma un dislivello di oltre 3mila metri. Si parte, infatti, dai 3173 metri sul livello del mare della Cima Tosa (punto più alto del Parco Naturale dell'Adamello-Brenta) e - passando per le Giudicarie, la Val di Ledro, la piana dell'Alto Garda - si arriva fin sulle sponde del bacino del Garda (a 63 metri d'altezza). Uno stretto corridoio che, negli ultimi anni, è diventato il laboratorio di best practices ambientali, come la Carta Europea del Turismo Sostenibile. Qui la natura convive con le tracce dei popoli antichi che hanno abitato la zona secoli fa. È ciò che accade, ad esempio, nella zona delle palafitte di Fiavé e del Lago di Ledro, che parallelamente fanno parte di quella rete di oltre cento siti archeologici alpini, già patrimonio dell'umanità Unesco.

Parco del Delta del Po (Emilia-Romagna / Veneto)
Un'altra "coabitazione" per l'Emilia-Romagna. Nel caso del Parco Regionale del Delta del Po il suo partner è la regione Veneto. Perché la foce del grande fiume è talmente ampia collega la Pianura Padana al Mar Adriatico - da essere stato suddiviso in sei 'Stazioni'. Un triangolo che unisce le province di Ferrara, Ravenna e Rovigo. L'acqua è l'elemento principe che, scorrendo verso il suo sbocco naturale, ha plasmato il territorio formando vari tipi di ambienti naturali: il basso appennino, la palude, la laguna, il paesaggio costiero. Qui il birdwatching è quasi uno sport ufficiale (circa 400 gli uccelli censiti). E la barca il mezzo ideale per praticarlo. Ma anche per esplorare l'ultimo tratto del Po, i vari affluenti che lo circondano e le sue località simbolo: Cervia con le sue saline, Goro, Argenta, le valli di Comacchio, il Bosco della Mesola ma soprattutto le città Unesco, Ferrara e Ravenna.

Collina Po (Piemonte)
Anche una delle più grandi città d'Italia può celare, proprio a due passi dal centro, un Parco Naturale. Due gli attori che hanno fatto entrare Torino nel novero delle Riserve della Biosfera: il fiume che l'attraversa e il colle dominato dalla monumentale Basilica di Superga - che sovrasta il tratto urbano della sua sponda orientale. Nasce così l'area protetta di 'Collina Po'. Da un lato il paesaggio fluviale, passaggio privilegiato per la migrazione dell'avifauna; dall'altro la collina torinese, con la Riserva del Bosco del Vaj, i suoi faggi e gli animali selvatici. Ambienti ancora pressoché intatti, nonostante la pressione dell'uomo si faccia sempre più aggressiva. Un contesto unico che, in parte, rientra nella cosiddetta Corona Verde: un territorio dove, accanto alla natura, trovano spazio capolavori architettonici come il circuito delle Residenze Sabaude.

Tepilora, Rio Posada e Montalbo (Sardegna)
Ultimo sito, in ordine di tempo, a entrare nel 2017 nell'elenco delle aree protette dal programma 'Man and the Biosphere'. La Riserva Tepilora, Rio Posada e Montalbo è situata nella zona centro-orientale della Sardegna: 17 Comuni distribuiti tra le province di Nuoro e Oristano, tra mare e montagna. Il Parco di Tepilora è una specie di oasi: ottomila ettari di torrenti, laghi, pascoli, piantagioni di sughero e crepacci che accompagnano alle spiagge del mar Tirreno. Lula, Bitti, Lodè, Budoni, Galtelli sono solo alcuni dei paesi attraversati da questo progetto condiviso di tutela ambientale. Un tassello che completa un discorso iniziato tanto tempo fa. Perché questo territorio non è nuovo negli archivi Unesco. Già
due, infatti, i riconoscimenti assegnati in passato alla Riserva compresa tra il Montalbo e il Rio Posada: il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna (Geopark Unesco) il Canto a Tenore della cultura pastorale sarda (Patrimonio immateriale dell'umanità).



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