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Bergamo. La cultura che crea lavoro e impresa
Silvia Seminati
Corriere della Sera - Bergamo 21/2/2018

Il teatro traina il Pil della cultura

A Bergamo, il 50,1% della spesa al botteghino proviene dalle attività teatrali. Il dato emerge da uno studio che il Comune di Bergamo ha commissionato a Prometeia, società di consulenza specializzata in indagini di questo tipo. Dallanalisi emerge che la città ha unelevata attrattività culturale e, a Bergamo, la spesa delle famiglie per beni e attività culturali è notevolmente più alta rispetto al resto dellItalia. Con la cultura, poi, si fa impresa: ogni euro creato nel settore cultura genera 1,8 euro addizionali di valore aggiunto. E per quanto riguarda il turismo culturale, emerge che il numero di visitatori è in crescita.

Non è vero che con la cultura non si mangia. Anzi, la cultura genera grande valore sul territorio. È quello che emerge da uno studio che il Comune di Bergamo ha affidato, nei mesi scorsi, a Prometeia, una società di consulenza specializzata in questo tipo di indagine. Lanalisi è iniziata da una domanda: quanto pesa, a livello economico, la cultura a Bergamo? Per capirlo, sono serviti mesi di lavoro. Cè stata la ricerca dei dati e poi lelaborazione dei numeri. Il risultato spiega lassessore alla Cultura Nadia Ghisalberti è una mappatura delleconomia della cultura. Uno strumento che Bergamo non aveva mai avuto: si tratta di una fotografia della situazione attuale sulla quale costruire strategie di sviluppo futuro.
I consumi culturali
Lindagine prende come riferimento il 2016 e spiega che a Bergamo i consumi culturali sono più alti che in Italia: in città si spendono in media in cultura 137,6 euro per abitante, in Italia 95,8. Se si analizza la spesa al botteghino, si scopre che il 50,1% proviene dallattività teatrale, il 21,9% dai concerti, il 25,5% dal cinema e il 2,5% dalle mostre. Incide anche il fatto che nel 2016 spiega lassessore non sono state organizzate mostre alla Carrara. Tra le voci di spesa più rilevanti per le famiglie bergamasche, ci sono i libri (per i quali ogni abitante spende in media ogni anno 42,4 euro), il teatro (28,2 euro) e il cinema (14,4 euro).
Lattrattività della città
Bergamo non è soltanto il centro delle attività economiche del territorio. Lo studio di Prometeia spiega che la città è attrattiva anche dal punto di vista culturale. Se si prende in considerazione tutta la spesa per il cinema fatta nella Bergamasca, si vede che il 15,7% è fatta in città. Ancora più significativo il dato sul teatro e i concerti dice Claudio Cecchinelli, responsabile per lattuazione delle strategie culturali e turistiche del Comune . Bergamo è il luogo di consumo privilegiato per il teatro e la musica da tutta la provincia. Di tutta la spesa per il teatro nella Bergamasca, il 63,2% viene fatto in città. Simile la percentuale per i concerti: il 64% del totale viene speso a Bergamo. Si è anche calcolato che i partecipanti agli eventi culturali della città nel 2016 sono stati quasi un milione, 467 invece i soggetti che operano nel settore culturale, dove ci sono 1.377 addetti.
La spesa del Comune
Palazzo Frizzoni ha speso nel 2016 oltre ai 10,6 milioni per gli investimenti sui contenuti culturali (cioè gli edifici) anche più di 8 milioni per le attività culturali (2,7 milioni per eventi e festival), il teatro (984 mila euro), le biblioteche (2,1 milioni) e i musei (2,2 milioni). Il Comune ha anche ricoperto il ruolo di promotore dando contributi per oltre 2,3 milioni a fondazioni che si occupano di teatri (690 mila euro), eventi e festival (490 mila euro) e musei (1,1 milione).
Cultura come impresa
Dallanalisi emerge che con la cultura si fa impresa. Quando qualcuno organizza, per esempio, unattività teatrale, non sostiene direttamente solo lo spettacolo, ma anche chi interviene nella preparazione degli allestimenti. Può attivare per esempio una filiera del legno o della stoffa spiega Alessandra Lanza di Prometeia . Chi viene a vedere lo spettacolo teatrale, difficilmente si limita ad andare a teatro, molto probabilmente andrà a cena o prenderà un caffè o passerà a comprarsi un libro. Sono tutte attività che si manifestano come prodotto della prima intenzione per cui ci si è mossi, cioè unattività culturale. Tutte queste cose vengono computate per ottenere limpatto complessivo. Per questo diciamo che per ogni euro di valore generato nel settore della cultura si genera un altro 1,8 euro nelleconomia del Comune di Bergamo. Queste attività sostengono a loro volta loccupazione: per ogni dieci occupati direttamente sostenuti da attività culturali se ne generano altri quindici in settori diversi da quello culturale.
Il valore sul territorio
Il Pil culturale per abitante generato allinterno del Comune di Bergamo è il doppio rispetto alla media nazionale (483 euro a Bergamo, 254 in Italia). La ricerca spiega poi che per ogni 100 euro spesi in cultura, ne rimangono 77 sul territorio cittadino. Non succede per tutti i settori. Per esempio, per ogni 100 euro spesi per beni alimentari, sul territorio ne rimangono 17.
Il turismo
Lindagine ha anche preso in considerazione i visitatori che sono venuti a Bergamo per motivi culturali. Nel 2016, la spesa media giornaliera dei turisti italiani presenti in città per motivi culturali è stata di 54 euro, quella degli stranieri di 82 euro. La cultura dice lassessore Ghisalberti comporta una crescita economica di rilievo che coinvolge il territorio, sia in termini di professionalità e di occupazione sia in termini di indotto.







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