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Certosa di Calci. Limpala, i leopardi: la savana di Calci
Sharon Braithwaite
Corriere Fiorentino 23/2/2018

Leopardi, tigri, zebre, leoni, e poi cervi, alci, antilopi bisonti, un maestoso rinoceronte e un raro orice dalle corna a sciabola. Tutto pronto alla Certosa di Calci per lapertura (oggi alle 16) della restaurata galleria dei mammiferi. Una collezione di 300 esemplari negli ambienti del Museo di Storia Naturale dellUniversità di Pisa. Oltre agli animali imbalsamati del museo, rimasti per anni nei magazzini e ora restaurati, si potrà ammirare parte della collezione dellimprenditore torinese Giorgio Barbero acquisita un anno fa. Sharon Braithwaite

Da oggi una straordinaria collezione di mammiferi sarà in mostra nel museo di Storia Naturale dellUniversità di Pisa. Nella parte della Certosa monumentale di Calci gestita dallateneo pisano sarà infatti inaugurata la restaurata Galleria dei mammiferi.

Nel 2017 listituto museale ha acquisito oltre 500 animali imbalsamati collezionati negli anni dallimprenditore torinese Giorgio Barbero: di questa serie, 200 mammiferi sono stati disposti insieme ad altri 100 appartenenti al museo, in un allestimento che entusiasmerà visitatori di tutte le età. Grazie a finanziamenti delluniversità e della Fondazione Pisa, il museo ha restaurato tre sale: in quella più grande, lunga 60 metri, sono state installate due vetrine lungo le pareti; in esse sono esposti 200 ungulati, tutti artiodattili, ovvero animali che camminano su un numero pari di dita. Una disposizione non casuale: gli animali simili biologicamente sono luno accanto allaltro. È possibile ammirare numerosi cinghiali, cervi, alci, bisonti, bufali, accanto ad un maestoso ippopotamo. Una stanza più piccola ospita i perissodattili, che hanno arti con dita dispari: due rinoceronti, due zebre e un tapiro. Nellultima sala si trova una vetrina lunga 20 metri con sei vetrine laterali, in cui sono disposti altri ordini di mammiferi: i carnivori, i marsupiali, i monotremi (gli unici mammiferi che depongono le uova), come lornitorinco e lechidna. È un allestimento spettacolare. Nella vetrina dei carnivori sono in bella mostra due leoni, una tigre, un leopardo e una pantera nera dice il direttore Roberto Barbuti In questultima sala si trovano 100 animali imbalsamati della collezione ottocentesca del museo: rimasti per anni nei nostri magazzini, sono stati restaurati dai nostri bravissimi restauratori. Hanno ripreso il loro aspetto originario. Quanto a Barbero aveva creato la sua preziosa collezione scientifica anche reperendo gli animali, ormai morti, dagli zoo. Ciò che colpisce è la varietà di specie: una novità interessante per i visitatori, ma anche per gli scienziati che potranno studiare la biologia dei vari esemplari. È notevole la valenza scientifica e didattica di questa mostra. Abbiamo tantissime specie e sottospecie di ungulati. I ricercatori potranno svolgere analisi genetiche per stabilire le parentele e progettare la conservazione di questi animali in natura sottolinea ancora il direttore Barbuti Delle preziose conoscenze per mostrare, conoscere e preservare la biodiversità dei vari ordini. Tra gli animali più spettacolari, laddax e lorice dalle corna a scimitarra (o a sciabola), due esemplari estinti in natura.



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