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Monterchi. Tocca La Madonna del Parto
Francesco Caremani
Corriere Fiorentino 24/2/2018

A Monterchi. Rivoluzione digitale nei Musei Civici che oggi riaprono al pubblico con un nuovo allestimento. Laffresco di Piero della Francesca anche in alta definizione. Così raccontiamo lopera in rapporto col territorio

Una rivoluzione digitale e logistica per offrire unesperienza totalizzante al visitatore. I Musei Civici Madonna del Parto di Monterchi cambiano pelle con una nuova sala audiovisivi e due touch screen, che permetteranno ai turisti dimmergersi completamente dentro il meraviglioso affresco di Piero della Francesca. Il percorso inizia con uno sguardo verso il territorio, dalle finestre aperte sulla campagna, come se il nostro fosse quello di Piero, che osservava per trarne ispirazione. La suggestione cresce grazie al nuovo video, realizzato ad alta definizione, della durata di undici minuti (contro i trentacinque del precedente, ancora in vendita) con sottotitoli in inglese, il quale racconta la Madonna del Parto sia dal punto di vista artistico che nel rapporto con la Valtiberina e il primo display permette di cogliere particolari dellopera, di Piero della Francesca e delleredità di entrambi, con ingrandimenti impossibili a occhio nudo, con un solo movimento delle dita, come siamo soliti fare con i nostri smartphone. Suggestione digitale che si ripete davanti alla Madonna , a quella distanza che ci ricorda lo studio matematico e prospettico del maestro del Rinascimento.

Si veste di nuovo dunque il museo simbolo del borgo arroccato su una collina che quando appare sulla strada al viaggiatore che lì arriva da Arezzo pare quasi un miraggio. Più moderno, più appetibile da un punto di vista turistico. Stamani (ore 11.30) il taglio del nastro con lamministrazione comunale, i rappresentanti della Soprintendenza, le autorità, i cittadini monterchiesi. Il percorso che ha portato a questo nuovo allestimento è iniziato nel 2016, quando i Musei Civici Madonna del Parto hanno ottenuto la qualifica di museo dinteresse regionale e nel 2017 hanno potuto così partecipare a un bando della Regione Toscana. Il progetto presentato è stato ritenuto particolarmente valido dal punto di vista digitale ed è arrivato ottavo, ottenendo 18.000 euro di finanziamento regionale, cui se ne sono aggiunti 4.000 del Comune e 5.000 da sponsor privati del territorio. Il contenuto multimediale ha spinto lamministrazione monterchiese a investire altri 50.000 euro per rendere il museo maggiormente fruibile: Dove cera la vecchia sala audiovisivi adesso abbiamo la biglietteria e il bookshop, uscendo ci troviamo di fronte alla nuova sala audiovisivi, realizzata grazie al bando spiega Silvia Mencaroni, assessore alla Cultura di Monterchi In fondo cè laula didattica, raggiungendo la quale una finestra sul muro ci fa intravedere la Madonna del Parto , che si trova solitaria, enigmatica e maestosa, nellultima stanza prima di uscire. Sono felicissima ci confida la direttrice Lina Guadagni Questo progetto ci permette di presentare lopera nel suo respiro più ampio, in modo che il turista possa coglierne il valore nel rapporto col territorio, dal quale essa trae pregnanza. La Madonna del Parto, parla a tutti ed è per questo che i monterchiesi lhanno sempre laicamente difesa, percependone il valore immateriale. Unopera che con questa inaugurazione completa due miracoli, difficili da immaginare negli ultimi dieci anni che lhanno vista protagonista di accese polemiche e cause legali: da una parte avere fatto crescere un museo intorno a sé; dallaltra avere, momentaneamente, pacificato le istituzioni.

La collaborazione e la condivisione di questo progetto con la Soprintendenza afferma il sindaco Alfredo Romanelli è un grande risultato, il compimento di un cammino iniziato nel 1992, quando la Madonna del Parto fu portata qui, dalla cappella di Santa Maria di Momentana (dove oggi sorge il cimitero di Monterchi), per essere restaurata. Laffresco era stato concepito per la chiesetta immersa nella campagna nella metà del Quattrocento quando lartista arrivò nel borgo per i funerali della madre e nel corso dei secoli è sopravvissuto a due violenti terremoti (nel 1789 e nel 1917) e alla seconda guerra mondiale, difeso dai paesani armati di zappe, come raccontò Piero Calamandrei. Un legame indissolubile quello tra lopera e i monterchiesi, legame che dal 1785 è inciso su tutti i documenti riguardanti laffresco. Patrimonio locale e al tempo stesso dellumanità, una Madonna bellissima e fragile, 2-3 millimetri di affresco su gesso, armato con una rete metallica, un telaio di legno e un controtelaio di alluminio, una struttura complessa, protetta da una teca con illuminazione a fibre ottiche.

Il Comune dice Romanelli ne ha la proprietà, la disponibilità, il possesso, la detenzione, la cura e il mantenimento. Per difenderci dalle rivendicazioni della Curia su appartenenza e libertà di culto, verso una Madonna incinta che un tempo copriva durante le messe, abbiamo speso più di 150.000 euro, pensi cosa avremmo potuto farci. Oggi, nellex scuola diventata museo, la Vergine dolcissima dalla pelle luminosa e dai capelli biondi raccolti in trecce ricorda ai fedeli e a tutti il mistero della vita e lo fa alla fine di un percorso multimediale contemporaneo, il quale è pronto ad attirare più dei 30.000 visitatori che in media lammirano ogni anno, lasciando ai suoi piedi biglietti, messaggi, preghiere. Dimostrando tutta la sua attualità.



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