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Milano. Palazzo Citterio, restauri finiti. Ad aprile il debutto del museo
Paola DAmico
Corriere della Sera - Milano 11/3/2018

Brera, consegna l11 aprile. Viaggio nelle sale

Data di apertura al pubblico dopo gli imponenti restauri durati quasi tre anni: 11 aprile, con una festa che continuerà durante tutto il Salone del Mobile. Palazzo Citterio va in dote a Brera e si prepara ad ospitare le collezioni del Novecento ora custodite in Pinacoteca. Una mostra fotografica ripercorre mezzo secolo di storia, ricordando anche gli interventi più arditi e ambiziosi ma rimasti incompiuti. Fino a quello messo a segno dallarchitetto Restucci.

Il conto alla rovescia è cominciato. Tra poche settimane l11 aprile Palazzo Citterio si svelerà al pubblico dopo i restauri. Lapertura proseguirà durante il Salone del Mobile. Una mostra fotografica ne ripercorrerà la complicata vicenda, che si è snodata attraverso mezzo secolo concretizzandosi in progetti arditi e ambiziosi ma rimasti tutti incompiuti. Palazzo Citterio va in dote a Brera. Ma prima di diventare la sede delle importanti collezioni del Novecento, ora custodite dalla Pinacoteca, si racconta. Varcare il portone al civico 12 di via Brera è un po come entrare in un meraviglioso gioco di scatole cinesi. Lintervento consegna alla città un edificio funzionale alluso museale ma anche un excursus su importanti pagine di architettura. I cantieri avviati a metà 2015 hanno riportato in vita linfilata di stanze al piano nobile del palazzo settecentesco che saffaccia su via Brera, i saloni neoclassici che guardano sul giardino, lala Nord costruita ex novo negli anni 70, con il primo progetto della Grande Brera, firmato Ortelli e Sianesi, quasi un Beauborg italiano. Infine, gli immensi saloni in cemento armato realizzati nella pancia di Palazzo Citterio, un decennio più tardi, da James Stirling, lo specialista in musei, autore di quello di Stoccarda e dellampliamento della Tate Gallery a Londra.

Un museo nel museo. Con una cura maniacale dei dettagli. Lultima tessera di questo incredibile puzzle è Ermes, il giardino a forma di ala, che richiama quelle delle protomi alate, gli elementi decorativi sui portoni in ferro di via Brera, spiega la soprintendente Antonella Ranaldi che ha seguito le fasi esecutive del restauro. Si è valorizzato il giardino che confina con lOrto Botanico e che un padre dei restauri come Cesare Brandi a suo tempo aveva definito come il collegamento naturale tra i due palazzi: un passaggio scoperto come a Schönbrunn dal palazzo delle dépendances e al Belvedere sempre a Vienna.

Di fronte allorto botanico, infatti, cè una montagnola alberata con una grotta artificiale. Era irriconoscibile, coperta da vegetazione spontanea e dalle macerie. Anche qui un recupero con il riuso dei pezzi di una vecchia serra che i Citterio avevano portato da Villa Gallia sul lago di Como e mai più rimontato. Scale, volute, cippi, pietre in ghiandone e in granito sono diventati elementi ornamentali del giardino sulla montagnola, disegnato da Attilio Stocchi, e del muro longobardo di confine, concepito da Mimmo Paladino.

Nel 2012, quando il rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi, divenne ministro dei Beni e delle attività culturali nuovi finanziamenti furono destinati a Palazzo Citterio. Si riapriva il caso Citterio, titolo del libro di Caterina Bon, allora direttore regionale in Lombardia che seguì le fasi iniziali, fino allaggiudicazione (progetto definitivo ed esecutivo di Amerigo Restucci, vincitore del bando di appalto integrato, su progetto preliminare della Soprintendenza). Lindicazione fu chiara: Cristallizzare la situazione come determinata dai precedenti cantieri incompiuti, in modo realistico quindi con lo stato di fatto. Rinunciando ad ampliamenti e cambi di rotta, spiega Ranaldi. Si trattava di rendere funzionale il tutto, restaurando le addizioni degli anni 70 e successive, ma anche il palazzo storico, dotando il futuro museo dei servizi al pubblico al piano terra, biglietteria e bookshop, con varchi dal giardino e montacarichi per la movimentazione delle opere, sale espositive permanenti e temporanee, impianti. Il recupero-restauro mostra ledificio nella sua stratificazione. Lunico elemento architettonico aggiunto è la scala principale, a rampe a forbice incrociate, che si stringono e dilatano creando inediti e misurati effetti prospettici, conclude la soprintendente. Un tassello del mirabolante puzzle.




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