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Colli Euganei, la Regionevuole riaprire le cave
Angela Tisbe Ciociola
Corriere del Veneto 13/3/2018

Padova. Arriva oggi in Consiglio regionale la proposta di legge avanzata dalla Giunta che prevede la riapertura di nuove cave di tracheite nel Parco regionale dei Colli Euganei. Ed è subito polemica.
Cave, scoppia il caso Colli EuganeiLa Regione vuole scavare nel parco La proposta di legge Cosa prevedelemendamento I motividelle polemiche
Oggi al voto lemendamento della maggioranza. Lopposizione insorge: scempio

Padova. Per secoli ha costituito una fonte di ricchezza per tutto il territorio della Serenissima che lha usata come base per i nobili edifici che si affacciavano sulla laguna. Poi, negli ultimi decenni, la trachite, pietra estratta dai fianchi dei Colli Euganei, è piombata al centro delle polemiche: le sue cave, che hanno scavato le colline padovane tra Cervarese Santa Croce, Vo e Galzignano, oggi territorio protetto da un parco regionale (anche se commissariato e al centro di molti cambiamenti), da macchina da soldi erano diventate un attentato alla bellezza dellarea, e per questo motivo nel 1971 venne approvata una legge per impedire lestrazione della trachite.

Ecco perché la proposta di legge regionale che approderà oggi in Consiglio regionale a Venezia ha tutti i presupposti per suscitare un vero vespaio. La Commissione ambiente, infatti, ha inserito un emendamento, larticolo 32, che regola le disposizioni in materia di coltivazioni di trachite nel Parco dei Colli euganei. Stando al testo che oggi dovrà essere approvato dallassemblea di palazzo Ferro Fini, al fine di incentivare limpiego di metodi di coltivazione (cioè estrazione, ndr .) innovativi rispetto a quelli tradizionali, funzionali alla diminuzione del consumo del territorio, delle alterazioni del paesaggio e degli impatti ambientali negativi, possono essere autorizzate, anche a titolo di sperimentazione operativa, attività di cava per lestrazione di trachite, in deroga alle limitazioni contenute nel Piano ambientale e nel Progetto tematico cave.

Ma cosa significa tutto questo? È una bella domanda - commenta il consigliere del Pd Claudio Sinigaglia -. In pratica viene data nuovamente lautorizzazione a scavare in un parco naturalistico senza che venga specificato quanto si potrà scavare, quanto a lungo o quanto a fondo. È vero, parlano di metodi innovativi, quindi non ci saranno più le cave a cielo aperto come ci sono state fino ad ora: le aziende promettono che scaveranno solo gallerie in profondità, quindi tutto rimarrà nascosto alla vista e che tutto è soggetto allapprovazione di Comuni ed Ente parco. Ma tutto il materiale ricavato dovrà essere trasportato lontano. Questo significa che ci sarà un via vai di camion, con tutte le conseguenze su viabilità e inquinamento. E il rumore?.

E se, interpellati, lassessore allAmbiente Gianpaolo Bottacin e il presidente di Commissione Francesco Calzavara non hanno risposto, la minoranza promette battaglia. Anche perché il discorso è più ampio. Tutto è partito da un contenzioso tra Regione e aziende che volevano un piano cave che, in Veneto, manca da 36 anni - chiarisce il consigliere dem Andrea Zanoni -. Due sentenze, una del 2014 e una del 2016, avevano stabilito la realizzazione di un Prac, un Piano regionale per le attività di cava, entro il marzo del 2018. I tempi ormai sono stretti. Quindi lapprovazione della legge è indispensabile per lapprovazione del Prac che dovrebbe arrivare in Consiglio la prossima settimana.

A dare il la allemendamento, continua a spiegare Zanoni, è stata una proposta avanzata da Confindustria nellagosto del 2017. Sono state le aziende a chiedere nuovi scavi, esattamente con le stesse parole poi inserite nellemendamento.

Se lo scorso anno, quindi, Regione e associazioni ambientaliste si erano scontrate sulla modifica dei confini del Parco dei Colli Euganei, pensata per permettere la caccia ai cinghiali, con il progetto di legge di Sergio Berlato, il capogruppo di Fratelli dItalia-An e patrono delle associazioni venatorie, favorevole a riclassificare il parco riducendo della metà la fascia di protezione (con la grande maggioranza dei Comuni che si è detta contraria), la questione delle cave si preannuncia altrettanto sensibile e promette di creare diversi problemi. Non cè pace, quindi, per i Colli Euganei.



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