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La metropolitana a Capri: un tunnel di tre chilometri scatena polemiche
di PASQUALE RAICALDO
09 marzo 2018 la repubblica


Presentato uno studio di fattibilità. Costo dell'opera 101 milioni, gallerie fino al Solaro. Residenti divisi: "Scempio", "No, progresso"


C'è un tunnel che spacca l'isola ancor prima che venga realizzato. Capri e l'idea di una funicolare del sottosuolo, una sorta di "metropolitana" all'isolana: dal porto di Marina Grande al centro di Anacapri, per risolvere il problema del traffico e della congestione, con circa due milioni di sbarchi all'anno. Già, ma a che costo?

Fa discutere il nuovo avveniristico progetto di trasporto pubblico su ferro sull'isola azzurra, di cui lo scorso 28 febbraio è stato illustrato lo studio di fattibilità, redatto dalla società Sintagma. E sono in molti a storcere il naso di fronte a quel percorso che prevede una galleria di tre chilometri he arriva alle falde del monte Solaro , un'intrusione nel ventre fragile dell'isola: per scavarla ci vorranno 810 giorni, altri 840 per la costruzione delle infrastrutture e le prove. Per un costo stimato intorno ai 101 milioni di euro.
"Uno scempio", taglia corto lo stilista Rocco Barocco, legato da sempre all'isola, dove ha casa da trentacinque anni.

"Amiamo Capri perché è così, non sta né in cielo né in terra snaturarla con l'obiettivo di semplificare la vita ai turisti. Deturpare il vecchio per far posto al nuovo è intollerabile, ancor di più sconvolgere l'identità dell'isola: il miglior architetto resta la natura. Se ci sono problemi di sostenibilità turistica - chiosa - è forse il caso di regolamentare sbarchi e fruizione dei luoghi, evitando naturalmente che si faccia a cazzotti per arrivare in Piazzetta".

Nello studio di fattibilità, del quale i consigli comunali di Capri e Anacapri discuteranno a breve con indirizzi che paiono largamente favorevoli, si prevedono alcune alternative, in particolare sull'ubicazione delle stazioni di partenza - comunque a Marina Grande - e arrivo. Ma la galleria, quella non sarebbe in discussione.

E la sfida tra favorevoli e contrari, inaugurata dall'intervento su "Repubblica" di Francesco Canessa, già sovrintendente del San Carlo, anima - eccome - il dibattito nel lungo inverno caprese. "Non dobbiamo dimenticare che Capri è un gioiello che è già stato violentato a partire dagli anni Cinquanta - spiega Peppino Di Capri - e se è vero che bisogna pensare alla comodità dei turisti, è altrettanto vero che la priorità, per posti così unici, deve essere quella di custodire magia e identità. Ecco, questa magia rischia di essere sacrificata all'avanzata della tecnologia e della modernità, con un intervento che non conosco nel dettaglio ma che sembra alimentare l'invasione del turismo di massa".

Decisamente più accomodante la posizione di Federalberghi. "Non siamo contrari al progetto - spiega il presidente Sergio Gargiulo - e siamo convinti che a beneficiarne possa essere la fruibilità dell'isola e, in particolare, di Anacapri. Oggi è un'impresa raggiungerla: così, Anacapri scompare. Non dobbiamo avere paura del progresso, fermo restando l'impatto zero - a livello paesaggistico - del progetto".

C'è la questione della galleria, che rischia di snaturare l'identità del luogo, ma a preoccupare di più è anche il potenziale tappeto rosso steso ai flussi turistici su un'isola perennemente in bilico tra l'apertura al turismo di massa e un dibattito aperto e chiaro sul numero chiuso e sull'opportunità di istituire, per esempio, un'area marina protetta. "E in effetti noi siamo più preoccupati per l'utilizzo che non per la realizzazione del progetto in sé - spiega Riccardo Esposito, esponente dell'intellighenzia caprese con la libreria "La Conchiglia" - Anacapri vive di equilibri delicatissimi che rischiano di infrangersi con l'arrivo indiscriminato e continuo di turisti. Sbarchi selvaggi e deregulation attentano alla bellezza dell'isola, la funicolare rischia di essere una ulteriore concessione alla massa, la goccia che fa traboccare un vaso che già barcolla".

Sorride amaro, provando a spazzar via le polemiche, il sindaco di Anacapri, Franco Cerrotta: "Il nostro è un progetto che, sviluppandosi interamente nel sottosuolo, non prevede impatti sull'ambiente e sul paesaggio e che produrrà una riduzione notevole del traffico tra Capri e Anacapri, dove d'estate i tempi di percorrenza arrivano fino a 45 minuti. Meno gasolio, meno inquinamento, meno problemi di staticità per una strada perennemente a rischio. Ai professionisti della critica dico: tutto il mondo va nella direzione dei progetti nel sottosuolo, perché Capri dovrebbe fare eccezione?".

E sulla questione del possibile incentivo al turismo di massa, il primo cittadino replica stizzito: "Non amplieremo il numero dei turisti, offriremo servizi e qualità a un'utenza che oggi è costretta ad attese lunghe, nelle ore di punta interminabili, a Marina Grande". Quindi il sindaco tende una mano agli scettici: "Siamo aperti a tutte le possibili obiezioni e integrazioni, in una tavola rotonda sull'isola".

Sulla stessa lunghezza d'onda Giovanni De Martino, sindaco di Capri: il suo consiglio comunale discuterà il progetto in uno dei prossimi incontri, ma l'approccio pare largamente favorevole. "A chi storce il naso - dice il primo cittadino - chiederei di fare un salto indietro nel tempo, a inizio Novecento, quando si ebbe l'intuizione dell'attuale funicolare, da Marina Grande alla Piazzetta. Perché, più di un secolo dopo, dovremmo aver paura del progresso? Sia chiaro siamo ancora in una fase del tutto embrionale, ma l'idea della funicolare tra Capri e Anacapri nasce dal desiderio condiviso di migliorare le condizioni di viabilità dell'isola, specialmente in alta
stagione, e non è per nulla un incentivo al turismo di massa. Non pensiamo ad ampliare il numero dei visitatori, ma a consentir loro di fruire della nostra bellezza nelle migliori condizioni possibili. Il tunnel? Un'opera così consistente meriterà approfondimenti: non immagineremmo mai interventi che snaturino il territorio. Ma siamo favorevoli, e lo espliciteremo in consiglio comunale, a un progetto che può segnare in positivo il futuro dell'isola".



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