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La primavera è del Fai, non dei lavoratori
Massimo Franchi
https://emergenzacultura.org/2018/03/22/massimo-franchi-la-primavera-e-del-fai-non-dei-lavoratori/#m

La Protesta. I professionisti dei beni culturali contro luso dei volontari: è lavoro sostitutivo, va regolato


Sono diventate un appuntamento fisso. Sabato e domenica tornano le Giornate di Primavera del Fai Fondo ambientale italiano. La formula è collaudata: oltre mille luoghi della cultura in tutta Italia aperti per loccasione nel primo fine settimana di primavera.

UN MODELLO DI FRUIZIONE culturale certamente lodevole completamente osannato dai media. Un modello che però si basa quasi esclusivamente sul volontariato, un volontariato spesso sostitutivo del lavoro di fior fior di professionisti: le guide turistiche e degli assistenti alla vigilanza (i vecchi custodi). Proprio il movimento Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali in questi giorni sta lanciando una contro campagna sui social (lhashtag è #faichiarezza con la richiesta alle tv di poter interloquire nelle ospitate del Fai) per spiegare la loro posizione in occasione delle Giornate di primavera.

LA CONTRAPPOSIZIONE tra volontari e guide professionali è stata alimentata dallo stesso presidente del Fai, il famoso archeologo Andrea Carandini, in un recente intervento: Non vi è nessuno in Italia che conosca i luoghi speciali (aperti dal Fai, ndr) come i capi delegazione e i volontari. E ancora: La narrazione (dei luoghi, ndr) presuppone la conoscenza, lesposizione dei dati salienti e la passione di comunicare: una passione tipica dei volontari, che alle guide professionali spesso manca.

UNA POSIZIONE CONTESTATA dal movimento. Noi racconta Andrea Incorvaia, uno dei fondatori di Mi riconosci abbiamo una professionalità che nellattuale sistema dei beni culturali non viene assolutamente riconosciuta. Ci troviamo anche noi a dover fare visite gratuite per non perdere il posto. Ti dicono: Falla questa visita gratuita, tanto fa curriculum. Non siamo contro il Fai, non siamo contro i volontari, siamo contro il volontariato sostitutivo. I tagli al dipartimento dei Beni culturali sono arrivati a tal punto che lo stesso Franceschini ha finanziato con soldi pubblici un bando del servizio civile pur di tappare buchi di personale.
Il dato di partenza della protesta è infatti incontestabile: negli ultimi anni il turismo culturale è cresciuto del 10 per cento, i posti di lavoro nel settore sono però rimasti gli stessi, per di più precarizzati.

MOLTI MUSEI E LUOGHI che vengono aperti dal Fai per le giornate di primavera non hanno personale per rimanere aperti tutto lanno sottolinea Federico Giannini, giornalista esperto di arte . Il Fai riesce ad aprirli grazie ai volontari, ma si tratta di unapertura spot, un sistema che non può essere il modello di valorizzazione del nostro patrimonio culturale e paesaggistico.

IL FAI POI LIMITA GLI INGRESSI a molti siti ai soli soci dellassociazione, anche nei restanti 363 giorni in cui non ci sono le Giornate di primavera.

PER OVVIARE ALLA SITUAZIONE diventata ormai insostenibile il gruppo Mi riconosci? ha lanciato una proposta di legge che mira a normare, a mettere dei paletti alluso dei volontari nella tutela dei beni culturali e delle biblioteche. Cerchiamo di combattere una spirale che porta sempre più a svalutare il lavoro arrivando a casi eclatanti come quello degli scontrinisti della Biblioteca nazionale di Roma. Il tutto alimentato dalla mancanza di sindacalizzazione fra di noi. La proposta di legge si intitola La cultura è lavoro, fagliela pagare.

NELLO SPECIFICO SI PROPONE di modificare la legge Ronchey del 1993 che ha aperto la strada alle esternalizzazioni consentendo un uso massiccio del personale delle organizzazioni di volontariato che può coadiuvare o integrare quello dellamministrazione perfino per assicurare lapertura quotidiana, con orari prolungati. Cancellando questi passaggi si limita già lutilizzo sostitutivo. Modifiche si prevedono poi al Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004 prevedendo che ciò che fanno i volontari non è in nessun modo equiparato a un servizio lavorativo. Il fulcro della proposta conclude Andrea è avere più risorse e turn over. Non esiste tutela del patrimonio senza tutela del lavoro, facciamo diventare questa settimana la settimana del Patrimonio culturale italiano, non solo del Fai, propone.



https://ilmanifesto.it/la-primavera-e-del-fai-non-dei-lavoratori/



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